Sanremo 2017, le nostre pagelle della terza serata del festival

Folle giro di cover per la terza serata del Festival, tra paragoni impossibili, vedi alla voce Anna Oxa, e sfide andate a segno, come quella, guarda un po', di Ermal Meta

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E ora, a Sanremo, qualcosa di completamente diverso: la terza serata del Festival di Sanremo 2017 è quella delle cover, ovvero quella in cui - dicono i maligni - i cantanti ammettono che è meglio interpretare brani altrui. Tra nostalgia e prove audaci, con una Maria De Filippi un filo più rauca e a tratti più floreale del solito ma sempre efficace (e super elegante), i grandi del pop italiano si alternano sul palco per rendere omaggio ad altri grandi.


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Chiara, voto: 7,5
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Voce stratosferica, forma strepitosa, la scelta di Diamante è coraggiosa ma premia. Se a Chiara scrivessero canzoni belle quanto quella che ha interpretato stasera sarebbe la top, delle top, delle top.

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Ermal Meta, voto: 9
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Ermal Meta sale sul palco e subito è l'idolo della sala stampa: al termine dell'esibizione merita pure un accenno di standing ovation. L'aggettivo più usato per la sua interpretazione di stasera è «impressionante». Alcuni si spingono oltre e dicono che Ermal È Sanremo 2017. Esagerati?

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Fiorella Mannoia, voto: 6
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La scelta di interpretare Francesco De Gregori («sempre e per sempre») non sorprende e non emoziona. Lei nonostante il mestiere l'abbiamo vista rigidina e compassata, impegnata a fare bene il compito; l'abbiamo preferita di gran lunga in Che sia benedetta, pezzo in gara, pro-life, twittato persino da i vescovi.

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Paola Turci, voto: 7
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Grintosa, anche se si cimenta su un pezzo - Un'emozione da poco - che fa venire una gran voglia di rivedere sul palco la sua interprete originale, Anna Oxa. Il confronto è più che dignitoso, ma la Oxa, accidenti, è di un altro pianeta.

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Alessio Bernabei, voto: 5
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Tenta pure di rockeggiare, il sempre senza calzini Alessio Bernabei, ma del Bennato di Un giorno credi manca il graffio, la naturale sbruffonaggine, l'aria scafata. Dalle sue parti, al contrario, tutto è sempre troppo pettinato, piacione e tirato a lucido. 

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Mika, voto: 7
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Meno monologhi e più Grace Kelly! Sul filo della noia quando parla e racconta, si trasforma in vero mattatore quando canta i suoi brani, ma farebbe meglio a lasciar stare le cover di George Michael.

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Michele Zarrillo, voto: brivido
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Lo Zarrillone nazionale azzarda Se tu non torni: una scelta languida come poche, ma senza renderla, nonostante l'ora, soporosa. Unica pecca: gli manca l'aura sensuale del Miguel Bosé originale, ma compensa in tenerezza e sale&pepe.

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