Carrie Fisher e Debbie Reynolds si raccontano in un documentario su Sky

Bright Lights, il docufilm in onda su Sky mercoledì 18 gennaio 2017 ricorda Carrie Fisher, Debbie Reynolds, e il loro legame straordinario: è bellissimo, piangerete tanto

Carrie Fisher e Debbie Reynolds, un documentario su Sky per ricordarle
Getty Images

«Piangi quanto ti pare, farai meno pipì», diceva sempre la nonna di Carrie Fisher. Ed è con questo spirito che vi raccomando di guardare Bright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynolds, il documentario HBO – mercoledì 18 gennaio alle 21.15 su Sky Cinema Hits HD e alle 23.30 su Sky Arte HD – che non doveva farci piangere così.

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Doveva essere il reciproco – intenso e divertentissimo – tributo a due carriere formidabili. Ma il 23 dicembre Carrie Fisher ha smesso di respirare, in aereo tra Londra a Los Angeles: è morta quattro giorni dopo, senza mai riprendere conoscenza. E il 28 dicembre, mentre la famiglia discuteva i dettagli dei funerali di Carrie – cremata, le ceneri chiuse in un'urna a forma di pasticca di Prozac – Debbie ha chiuso gli occhi, ed è morta anche lei. Dice Todd – il figlio di Debbie, il fratello di Carrie – che «non è stato crepacuore. Dal nostro punto di vista era il suo destino: non voleva lasciarla sola, non voleva restare sola».

Bright Lights è quel punto di vista. «Che cosa vi unisce fuori dal tappeto rosso?», chiede qualcuno a un certo punto. «Siamo sempre sul tappeto rosso. C'è un tappeto rosso che collega le nostre case», risponde Carrie. A Los Angeles abitavano vicine, e da sempre si muovevano lungo un'orbita stellare a due fuochi. Carrie era la figlia di Debbie (e dello scandalo di Eddie Fisher che la lasciò per Liz Taylor); Debbie era la madre della principessa Leia.

Bright Lights è una storia d'amore. Tra una madre e una figlia, tra una diva e i suoi fan, tra un'attrice e le luci di scena. Debbie l'ottuagenaria teneva il palco di Las Vegas senza perdere un colpo, anche se per arrivarci doveva attraversare la hall in motoretta. Carrie la bipolare alle convention posava per mille foto identiche, anche se si sentiva «come una spogliarellista, al netto dei soldi nelle mutande». Carrie era convinta che Debbie appartenesse al suo pubblico, più che a lei. Debbie non ha mai voluto altro pubblico, all'infuori di lei.

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