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4 mamme: Roberta Cavallo spiega come gestire al meglio i figli

Lei ne ha tirati su ben 28 (in affido) in soli cinque anni. Esperta in pedagogia infantile, dal 31 maggio 2017 Roberta Cavallo è la nuova family coach del programma 4 mamme, su Fox Life, e ci spiega che...

Non fatevi ingannare dalla giovane età: Roberta Cavallo, family coach del nuovo programma di Fox Life 4 mamme, sa il fatto suo. Lo dimostra il successo riscosso dai cinque best seller che l'hanno resa, a soli 36 anni, la scrittrice del momento nel settore infanzia: Smettila di reprimere tuo figlio (Unoeditori), Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini (Unoeditori), Smettila di fare i capricci (Mondadori), Smettila di programmare tuo figlio (Unoeditori) e Sei un bravo genitore se… (Mondadori) sono letteralmente andati a ruba. Tuttavia a parlare per lei è soprattutto l'esperienza sul campo. Negli ultimi cinque anni, Cavallo ha accolto in casa sua ben 28 bambini in affido. «Ho una casa molto grande», precisa sorridente, come se vivere insieme a un esercito di pargoli fosse l'esperienza più normale di questo mondo. «Ovviamente non li abbiamo avuti tutti e 28 insieme: i picchi più alti son stati di 12 bambini». Un numero che resta, però, decisamente alto, tanto da fare invidia ad Angelina Jolie… In tutto questo, la nostra ha anche avuto tempo ed energie per fondare Bimbiveri: un'associazione per il benessere del bambino. Dunque, dicevamo: Cavallo sa il fatto suo e, per questo, Fox Life l'ha arruolata come family coach nel nuovo programma 4 mamme, in onda in prima serata ogni mercoledì dal 31 maggio 2017, con la conduzione di Flavio Montrucchio e Georgia Luzi. Il suo compito è aiutare le madri dispensando, di puntata in puntata, preziosi consigli sull'educazione dei bambini.

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Roberta Cavallo con i conduttori Flavio Montrucchio e Georgia Luzi.

«L'errore che ho riscontrato più frequentemente tra i concorrenti (e che conferma quanto già osservato sul campo in questi anni) è la tendenza a interpellare spesso il bambino delegandogli ogni responsabilità. Per esempio, se bisogna andare al parco, perché fa bene al bambino, oppure se è arrivata ora di cena, la maggior parte delle madri chiede al figlio: vuoi andare al parco? Vuoi mangiare?». Un atteggiamento che avrebbe almeno due effetti collaterali. Il primo è di rendere irrequieti e nervosi i bambini che non devono assumersi l'onere della gestione familiare. Il secondo è di innescare la dinamica del piccolo tiranno: i figli potrebbero rifiutarsi, ingaggiando un serrato tira e molla con i genitori. «Spesso la causa è proprio questo atteggiamento insicuro dei genitori», continua Cavallo. «Per superarlo basterebbe togliere il punto interrogativo e rendere assertive le frasi: si va al parco; è ora di cena».

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Ci sono però almeno altre due regole d'oro da osservare. La prima riguarda i capricci: di norma vengono bollati come comportamenti inspiegabili da reprimere il prima possibile. «Bisogna invece considerarli come un'espressione di un bisogno o di un'emozione che il bimbo non riesce a comunicare a parole», spiega Cavallo. Lo stesso dicasi per le liti tra fratelli: «In primo luogo bisogna intervenire: è sbagliato lasciare ai bambini il compito di risolvere da soli il problema. Nell'intervenire bisogna inoltre accogliere entrambi i figli, soprattutto chi ha iniziato: spesso è lui il primo a essere stato in qualche modo ferito. Se infatti non avesse avuto delle emozioni da buttare fuori, probabilmente avrebbe continuato a giocare in tranquillità». Il risultato? Se interpellati, i bambini si sentono ascoltati, compresi e, al prossimo litigo, si rivolgeranno ai genitori per risolvere l'emozione che li turba. «Trovano nella figura della madre e del padre un contenitore che prima non avevano», conferma Cavallo.

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L'altra regola d'oro riguarda le punizioni: questa pratica, che ha sostituito lo scappellotto degli anni 50, si rivelerebbe inutile. «Non aiuta il bambino a capire dove ha sbagliato e perché. Inoltre, spesso lo umilia e lo spaventa», spiega Cavallo. Dunque, che fare? Prima di tutto respirare per non perdere il controllo: i figli, si sa, sanno mettere davvero alla prova… Dopodiché la soluzione più efficace è capire perché il bambino abbia agito in quel modo e «dargli la possibilità di rimediare: in questo modo il piccolo non si sente accusato, ma capisce il concetto e la volta dopo probabilmente non ripeterà l'errore».

Dulcis in fundo, il delicato capitolo delle regole da rispettare in casa: uno strumento inevitabile se non si vuole sprofondare in uno stato di anarchia. Il segreto risiederebbe nel modo in cui vengono proposte le regole. Come sostenuto anche da altri esperti, ripetere come un mantra cosa si deve fare è poco efficace: il bambino non ha grandi capacità di astrazione e, in ogni caso, potrebbe essere stuzzicato dall'idea di trasgredirle. «È più efficace la regola dell'esempio: se il bambino ci vede lavare i denti insieme a lui o riordinare i giochi con lui, oppure ringraziare il prossimo, assimilerà più velocemente il comportamento facendolo proprio».

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Il resto? Lo vedrete a 4 mamme

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