Alessandro Roja: «La sindrome di Peter Pan? Non so cosa sia»

La moglie (Claudia Ranieri) ha riempito il vuoto che sentiva nella vita, il figlio l'ha aiutato a capire le vere priorità: come è cambiato l'ex Dandy di Romanzo Criminale, che torna in tv nelle fiction Di padre in figlia e Tutto può succedere 2

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Getty Images

Alessandro Roja non avrà conquistato Roma in Romanzo Criminale ma, di certo, ha conquistato Rai Uno. Dal 18 aprile 2017, l'ex Dandy di Romanzo criminale è infatti in onda ben due volte alla settimana sull'ammiraglia Rai. Al martedì sera, infatti, interpreta l'inquieto Riccardo Sartori nella saga familiare Di padre in figlia, una fiction dai toni fortemente melò che affronta il tema dell'emancipazione femminile. Poi al giovedì sera, dal 20 aprile 2017, Roja passa a portare scompiglio tra le famiglie della fiction Tutto può succedere 2. In realtà, nella vita fuori dal set, Alessandro Roja è un padre e marito modello tanto che bisognerebbe aggiungerlo alla lista dei migliori papà vip...

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Alessandro Roja con Cristiana Capotondi in Di padre in figlio.
Alessandro Molinari

Partiamo da Di Padre in figlia. Come definirebbe il suo personaggio, Riccardo?

Un inquieto. Riccardo non riesce a dominare realmente i propri sentimenti e desideri: il dolore del padre in qualche modo lo ha segnato, rendendolo fragile. A differenza di Maria Teresa Franza interpretata da Cristiana Capotondi (reduce dalla fiction sul femminicidio Io ci sono, ndr) non riesce a proiettarsi nella propria contemporaneità.

Dopo una serie maschile come Romanzo criminale, com'è stato misurarsi con una fiction fortemente in rosa, come Di padre in figlia, dove il tema portante era l'emancipazione femminile?

Inizialmente avevo il timore che, trattandosi di una storia al femminile, i personaggi maschili potessero risultare un po'… tonti. In realtà non è stato così: tutti i personaggi sono sfumati e la loro bellezza risiede proprio nelle loro fratture.

Da uomo, crede che il femminismo abbia ucciso il maschio alfa?

In realtà le donne hanno ancora poco spazio nel mondo, che è tuttora molto maschilista. Lo stesso vale sul piano affettivo: per esempio, la libertà sessuale è considerata un vanto solo negli uomini, mentre è un difetto nelle donne. Lo trovo assurdo! Questo distinguo serve solo a nascondere le nostre debolezze. Tra l'altro la donna ha dimostrato di essere forte nel momento in cui Dio o la Natura (chiamateLo come volete) ha deciso che a procreare sarebbe stata lei, e non l'uomo.

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Al giovedì invece irrompe nella seconda stagione di Tutto può succedere. Conosceva già la serie?

Quando la prima stagione è andata in onda, io ero in vacanza. Una sera, mia moglie Claudia (Ranieri, ndr) mi ha proposto di vederla, così ho deciso di farle compagnia… Ci è piaciuta talmente tanto che l'abbiamo vista tutta! L'interesse era genuino perché, all'epoca, non avevamo ancora nessun segnale di un mio possibile ingaggio. Ad intrigarmi erano la regia, che ho trovato molto interessante e naturalistica, e la qualità della recitazione (nel cast spicca Ana Caterina Morariu, già vista in Sorelle, ndr): gli attori erano così in parte e affiatati che sembravano realmente una famiglia! Tra l'altro anche sul set ho ritrovato il medesimo clima. Di solito quando giri la seconda stagione di una serie tv, iniziano a esserci delle tensioni, la gente non ce la fa più a frequentarsi… Invece in Tutto può succedere il clima era spensierato e cordiale. Come a casa.

Qual è il suo ruolo?

Interpreto l'ispettore De Santis e porterò un po' di pepato scompiglio nella serie...

Alessandro Roja in Tutto può succedere 2.

Dopodiché lo rivedremo anche nella fiction è arrivata la felicità?

Sì, stiamo girando la nuova stagione.

Si sta specializzando nelle serie family?

In realtà quest'anno mi cimento anche con il mio primo film horror: prossimamente uscirà nelle sale l'opera prima di Daniele Misischia In un giorno la fine, di cui sono protagonista.

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La famiglia è però sicuramente la sua nuova dimensione personale: com'è essere padre?

Sfiancante ma meraviglioso! Anche se sono padre solo da due anni e cinque mesi, ho capito che dare la vita, mettendo al mondo un figlio, ti cambia a sua volta l'esistenza: capisci quali siano le vere priorità, come vada vissuta la vita e per cosa valga la pena impegnarsi. Quando, rincasando la sera, mi sento nervoso è sufficiente un suo sorriso per farmi rendere conto che mi sto preoccupando per cose futili o secondarie. La vita è molto più grande. Inoltre, da quando ho mio figlio, ho imparato cosa sia la paura.

In che senso?

Prima vivevo con più leggerezza senza mai temere per la mia incolumità. Adesso, banalmente, sto più attento quando guido o quando prendo la moto…

Alessandro Roja con la moglie Claudia Ranieri.
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Non ha dunque nessuna nostalgia alla Peter Pan, del tipo: «Quando da giovane potevo fare le due di notte»?

Naaa… Quando la mattina mi sveglio e vedo nel lettone, tra me e mia moglie, mio figlio mi rendo conto che è quello il massimo che io possa desiderare, non certo l'aperitivo mancato. Inoltre mi ricordo molto bene com'era la mia vita quando ancora non conoscevo mia moglie: avevo dei vuoti che ora, grazie a lei, non ho più.

Mi sembra di capire che sareste pronti per un secondo figlio…

Mia moglie e io non abbiamo mai detto: «Bene, ora facciamo un figlio». Le cose accadono, senza programmarle. Quindi, vediamo cosa succederà...

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