X Factor 11: i momenti top e flop degli ultimi bootcamp

Scendono in campo le giudici donne, con una Mara Maionchi assegnata ai rognosissimi Over, che però le riservano piacevoli sorprese, e una Levante a cui toccano le mini donne, inizialmente bocciate senza pietà, ma poi riprendono smalto

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I secondi e ultimi bootcamp di X Factor 11 partono colpendoci con un dettaglio che finora ci era sfuggito e che è anche del tutto irrilevante ai fini della gara: Alessandro Cattelan è diventato magrissimo, un'acciughina, è largo quanto Levante, sarà mica che il conduttore pescato tra gli androidi di Blade Runner inizia a soffrire lo stress? Ma, tornando all'ultima puntata del gioco delle sedie, dopo esserci tutti chiesti (e per tutti intendo noi twittanti a colpi di hashtag #XF11) che cosa avesse Fedez, molto serio, quasi troppo, tanto da sembrare uno di quegli adolescenti con apparecchio ai denti che si vergognano a sorridere, e se Manuel Agnelli si fosse dimenticato di usare il conditioner, eccoci alle prese con le scelte di Mara Maionchi e Levante. Alla prima, ma si sapeva da tempo, sono andati quegli Over che tutti i giudici desideravano quanto prendere la tonsillite, mentre a Levante, il cui rossetto ha fatto impazzire il web, sono toccate le mini donne, che, vedrete poi, sono tutte anagraficamente giovanissime ma anzianissime dentro (Roshelle, non potevi insegnare due mosse a tua sorella e rimandarla ai casting?). Più emotivi dei primi firmati Fedez e Agnelli, soprattutto, e a sorpresa, grazia a una Mara straripante lacrime. Di rabbia (ma quanto ha ragione a diventare furibonda di fronte a una che stravolge senza motivo Il cielo in una stanza, e sulla frase «ma una cosa fatta bene nel mondo lasciamola fatta bene» c'è scattato l'applauso), di commozione, di congiuntivite. In questo mare di lacrime, dunque, ecco in che cosa ci sono piaciuti i e in cosa proprio no i bootcamp di Maionchi e Levante.



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1 Pollice giù al buon Valerio
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Il livello di intrigo presente negli Over è tutto incarnato nel buon Valerio, che, come avevamo già detto per le sue audizioni, canta bene e annoia ancora meglio. Ci prova, eh, a interessarci con quella sua storia del cuore spezzato in quel di Albione, ma mica la sentiamo tanto quella disperazione, anzi non fa in tempo ad attaccare a cantare che  già stiamo pensando che domani dovremmo proprio chiamare l'estetista per andare a rifarci lo shellac. 

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2 Pollice giù a Noemi
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L'immagine del piccolo pianoforte che viene portato via dal palco è stata, a suo modo, straziante, però Noemi era, checché ne dica Levante che forse è più stratega di quanto non sembri, abbastanza insopportabile con quel vibrato a ogni costo, a ogni nota, senza se e senza ma. Forse, è vero, avrebbe potuto essere indirizzata a dosarlo meglio, quel vibrato da strada sterrata in macchina, ma Mara è una spiccia, e se per due volte di fila le rifili la stessa roba, beh grazie al cielo ti saluta. E allora ciao, piccolo pianoforte, vai e insegna ai nani da giardino le scale.

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3 Pollice su per Andrea Radice
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Andrea Radice è il nostro preferito. Ma non della puntata, è proprio la persona che più ci piace la mondo. Ho mandato indietro solo per rivedere la sua esibizione-trasformazione, perché Andrea, come la scorsa volta, da pizzaiolo di forma romboidale impacciato e timido, appena canta si trasforma in performer super potente, intensissimo, qualcosa che ha al contempo la poesia di Morrissey senza la sua stronzaggine, e la delicatezza di quel James Arthur che ha cantato, perché lui tiene, come si dice a Napoli «'O sentimiento». Live subito. 

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4 Pollice su per lo switch tra Lorenzo e Valentina
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Pensa te che cosa ci combina il bel Lorenzo, che se ricordate avevamo segato senza pietà alle audizioni per quella terrificante versione di Like a Prayer. Qui eravamo già pronte con il coltello tra i denti a bocciarlo, pure con un certo sprezzo, di nuovo, ed ecco che se ne esce con Titanium, ovvero qualcosa che non puoi cantare se non sei Sia e, da oggi, che non puoi cantare se non sei Sia o Lorenzo Licitra. Ci è mancata, è vero, la parte unz unz, ma per il resto lui s'è gestito il pezzo con una leggerezza fenomenale. Dritto ai live, insieme al suo compagno antitetico Andrea. 

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5 Pollice su al no a Manila
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Con Manila, la prima delle mini donne, e la sua A chi mi dice di Fausto Leali (no, non è un refuso, la poco più che ventenne romana ha scelto proprio questo pezzo) è subito palco dell'Ariston in pieni anni Novanta, cosa che al pubblico italiano piace e rassicura sempre. Ma la saggia Levante non si fa incantare dagli acuti e nemmeno dai capelli turchini e la rimanda indietro, al tempo lontano dal quale era venuta. O per meglio dire alla dimensione parallela in cui indossare un vestito come quello abbinato al sandalo gioiello può essere ok. 

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6 Pollice su a Isaure al posto di Kleopatra
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Isaure non ha il minimo senso dello show tanto che, ultima tra le under donne, porta un pezzo in francese di, credo, ottomila anni fa. Nonostante ciò riesce a risollevare i nostri capi ormai chini, con quella voce francesissima e fascinosissima, e riesce pure a far alzare Kleopatra con la K (che solo per quello non andava fatta sedere), che non so bene che cosa abbia cantato perché credo di essermi assentata un attimo (zzz...). 

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7 Pollice giù alle anziane under donne
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Le under donne di Levante sono le più anziane e peggio vestite (tranne Rita) della storia di X Factor. Assenza assoluta di freschezza, contemporaneità di suoni, scelte e timbri (tranne Rita) non pervenute, look da rifare da capo (sempre Rita esclusa) quindi, nonostante le belle voci, Levante dovrà lavorare duramente per ridare giovinezza a queste non giovani, che da categoria più forte potrebbe rivelarsi, in realtà, la più deboluccia, sempre eccezion fatta per Rita. 

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8 Pollice chiudiamo in bellezza per Rita
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Una che fa venire il mescolino a Manuel Agnelli, una che non ti fa andare a svuotare la lavastoviglie perché ti fa sentire l'ennesima versione di Sally, una che canta in maniera diversissima dalla volta scorsa ma ugualmente eccezionale, una che ha quella faccia lì, da, come abbiamo già detto, giovane Marisa Tomei abbinata ai capelli della Vanoni, a cui somiglia per forza e classe, una così la immaginiamo già in finale. Sarà un osso duro da battere, c'è da scommetterci. 

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