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X Factor 11: i momenti top e flop della terza e ultima puntata di audizioni

L'ultima puntata di audizioni scivola via, tra il solito plotone di under donne fortissime e super agguerrite, la nuova categoria degli stalker, diventata piuttosto rilevante, e una Maionchi assai più emotiva del collega dalla lacrima facile Fedez

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Il riscaldamento globale nuoce gravemente, anche, a X Factor 11. In questo fine settembre che sembra inizio giugno siamo tutti un po' confusi e invece di rassegnarci a farci inglobare da divano e copertina, accettiamo inviti ad aperitivi smanicati, guardiamo con bramosia siti di viaggi, noncuranti dei malanni di stagione che peggiorano notevolmente, e poi, del tutto stranite, ci troviamo a guardare, ma senza ben capire, le scelte finali di Manuel Agnelli e dei suoi sbalzi di umore, di Levante, che non sbaglia mezzo look ma che deve ancora tirare fuori la zampata, di una Mara Maionchi in vena di lacrime e di Fedez in vena di pois. Non è una vita facile questa di chi scrive i pollici su e giù: mentre qui, infatti, ancora si soffre, orfani del delicatissimo e incompreso Lucilio, ecco arrivare un cartonato di Chiara Ferragni a popolare per sempre i nostri incubi. E se un sospiro di enorme sollievo accompagna la fine delle "audiscion" (come direbbe la Chiara, in collegamento da Las Vegas, in quello che è il primo ed inequivocabile segnale che l'insalata bionda farà da contorno a questa edizione), il grande dubbio su «ma ci sarà, in mezzo a sta gente, il nuovo Mengoni?», rimane e anzi incombe.

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1 Pollice su per Sem e Stenn
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La puntata inizia con un numero imprecisato ma in ogni caso eccessivo di provini inutili di categorie  tipo «signora più che over che canta male ed è vestita come a Bormio a novembre quando siamo a giugno a Milano», «gemelli a forma di rombo cosplayer di Pinco Panco e Panco Pinco», «gemelle fintamente esotiche che imitano le movenze di Paola e Chiara», fino a che i nostri occhi si sono illuminati davanti a Sem e Stenn, i fidanzati in tuta da meccanico dei Lego, ma versione anni Ottanta. A parte l'eccezionale coreografia (che sto riproducendo proprio ora mentre scrivo), la loro The Fair ci è piaciuta almeno quanto la loro intervista nel backstage, quando quello che crediamo sia Stenn dopo una papera della sua metà Sem ha detto al cameraman «certo che se fate partire la bionda. Per noi sono già ai prossimi Eurovision.

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2 Pollice su per Sidy
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Che cosa possiamo dire su questo ragazzo se non che è la cosa più genuina che è salita sul palco di questa edizione? E che ha anche la voce più bella di questa puntata? Sidy, dolce Sidy, quanta delicatezza, sei stato una visione, grazie. 

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3 Pollice giù per l'aspirante sosia di Alicia Keys
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Questa diabolica ragazza ha montato una gogna mediatica contro il padre a suo dire contrario al fatto che lei canti (ma a un genitore potrà a buon diritto fare schifo la musica in generale o in particolare come canta la propria figlia?). Quello stesso padre, che essendo pediatra, e visto il periodo in cui registrano le audizioni, molto probabilmente in quel momento si stava districando tra varicelle e citomegalovirus, è stato ricoperto di sdegno dalla giuria al gran completo, salvo poi dirsi felicissimo (al telefono, perché la diabolica lo aveva lasciato a casa all'oscuro di tutto, a gestirsi, nel migliore dei casi, le sue pustole di bambini piagnoni) del provino della figlia. Santo subito. 

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4 Pollice giù per le tasche di Isaure
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Citando Mara Maionchi: «Boh, sapete che non so cosa dire?». In realtà chi guardava la puntata con me è rimasto notevolmente sconvolto dalle tasche dei pantaloni della francesina, che sembravano contenere due bombolette spray da graffitara, mentre chi scrive è rimasta sconvolta dalla sua somiglianza con Fuller di Mamma ho perso l'aereo ma anche con Mara Maionchi che potrebbe tranquillamente essere sua zia. In ogni caso nessuno ha badato a ciò che stava cantando, che in ogni caso pareva un po' una lagna, ma dato che la rivedremo ai Boot Camp staremo, promesso, più attenti.

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5 Pollice su per Ana e Carolina e i cappellini
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Alla faccia del campanilismo, sono stati proprio i cugini spagnoli, che sono così snob da non avere un loro X Factor e quindi mandano da noi i loro studenti Erasmus, a darci in prestito le tipe più toste di queste audizioni finali. La versione femminile degli Urban Stranger (che, a onor del vero, avevano qualcosa, anzi parecchio, in più ma passateci il paragone) ridà linfa vitale alla categoria gruppi. E speriamo che il giudice che dovrà gestirla le faccia sguazzare in un mare di hip hop, trap, elettronica, tutti generi pressoché assenti fino ad ora. 

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6 Pollice giù per Britney che canta Francesca Michielin
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Ma con un nome così, anzi con Il Nome per eccellenza, il nome di colei che è la nostra eroina del pop, puoi portare un pezzo, per quanto grazioso, della Francesca Michielin? Ma un I'm a Slave 4 you no? O se proprio proprio vuoi fare la ballad tragica da morire, perché non quel capolavoro assoluto di Sua Maestà Britney Spears che è Everytime? Insomma, uno spreco. Senonché, e qui anche noi come tutto il mondo del web abbiamo vacillato, la zia Mara si è commossa, con tanto di voce rotta e lacrime, e allora avanti Britney, però trovati un nome d'arte che quello non ti si addice granché. 

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7 Pollice perplesso per la categroia Over
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S'è visto pochino, per la categoria Over, di davvero interessante (basti dire che hanno fatto passare una tizia che ha scelto di portare ai provini Imagine). E anche i 4 sì per il cuore spezzato del Valerio della foto non convincono più di tanto, anzi ci riportano con terrore al "caso buon Biagioni" dello scorso anno, ma con un filo di piattume in più. O ci hanno nascosto l'asso nella manica della categoria, o ci siamo distratti noi, oppure andiamo male male. 

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8 Pollice su a Manuel Agnelli che dice sì alla Papu Dance
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Finalmente ci possiamo rappacificare con Manuel Agnelli, che abbiamo un po' bacchettato nelle scorse puntate, perché senza le sue massime da baci perugina versione Halloween e senza le frecciate a ogni costo, pur di rimanere nella parte, è molto più godibile. Ma il suo climax, in questa puntata, lo raggiunge quando, davvero in modo inaspettato, regala il suo sì al King della Papu Dance, ovvero Ricardo Munoz, la cosa in assoluto più divertente della categoria Over di cui si parlava prima. Baila como el papu is the new Quello che non c'è

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