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X Factor 11: i momenti top e flop della prima puntata di audizioni

Levante tutta occhi sgranati passa il debutto televisivo, pur registrato, senza una sbavatura, Mara fa Mara e va come un treno di cui si ignora se esista un conducente, Fedez tiene la, solita, parte e Manuel Agnelli, a sorpresa, inizia più soft del previsto

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La prima, evidente novità di X Factor 11 (oltre al preoccupante tic all'occhio che affligge Alessandro Cattelan che lo strizza in modo furibondo e incontrollato) è che gli autori di Sky ce l'hanno, finalmente, fatta a trovare la giudice donna che mancava dai tempi della Super Simo. Già, perché la novellina Levante, quella su cui aleggiava un grandissimo punto di domanda, s'è, a colpi di primi piani da paura, presa lo show, rubando la scena soprattutto ai colleghi maschi, che pagano un po' il sentore del già visto e già sentito. Claudia, che anche da dietro la cattedra dei giudici ha dato sfoggio del suo stile, pare avere l'autorevolezza di Arisa (che in ogni caso ci manca già, quindi per il prossimo anno proporremmo una giuria di sole donne, grazie) ma anche nervi più saldi, anche se, certo, è ancora presto per scongiurare coli a picco alla Titanic, quest'ultimo trend topic del giorno dopo una certa esibizione di cui vi parleremo a breve. Poi, certo, Agnelli s'è giocato la carta della tinta ai capelli per rinfrescare un filo la propria immagine, ma il risultato è che pare compiuta la sua trasmutazione in perfetto sosia di Anjelica Huston, e allora speriamo di vederlo presto nel cast del prossimo film di Wes Anderson. Così, mentre lo scorso anno era stato proprio il leader degli Afterhours a primeggiare sul più quotato Soler, quest'anno sono le giudici donne a tenere su la baracca, almeno in questa prima puntata, ed eccole, infatti, ai primi posti dei nostri pollici su.

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  • Pollice su a Mara Maionchi

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    «Perché non vi siete chiamati "I cavalli" invece di "The Noizers"?» Ecco, in questa domanda, a cui è seguito un breve trattato geo-musical-politic riassumibile in «è inutile copiare gli americani, che oltre ad averci massacrato musicalmente, a noi italiani, oggi hanno pure Trump», si riassume perfettamente Lo Sfogone di una Maionchi d'un tratto insofferente a tutto e tutti, a cosa, pare, del fatto che la sua tazza sia sempre vuota. Ne fanno le spese 4 tizi su cui poco dopo la stessa Maionchi dirà: «Siete bravi, che palle».

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    • Pollice su, ma lo abbiamo già detto, a Levante. Una volta fatta l'abitudine a quegli occhi così sgranati che talvolta ci si è preoccupati che le fosse rimasta incastrata una caramella in gola, va via liscia come l'olio. Solo da queste parti non abbiamo proprio compreso le lacrime versate per Noemi, che si becca il primo pollice giù, la ragazza siciliana artista di strada (che va a coprire la quota Daiana Lou dello scorso anno) che ha brutalizzato Fix You dei Coldplay con ghirigori vocali abbastanza fastidiosi (ragazze, Bjork è Bjork e quasi solo lei può, datevi e dateci pace) e nonostante ciò ha passato il turno. Pensavo fossero lacrime di dolore per la violenza subita dalla canzone, e invece le era piaciuta. Unica pecca in un debutto brillante.
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    • Pollicione su a Giusy Ferreri. La nostra Queen G, di rosso vestita e pancione munita, è una visione, tanto più che sfoggia certi taccazzi che io nemmeno dopo tre gin tonic riuscirei a portare con tanta scioltezza, figurarsi al sesto mese di gravidanza. La regina delle hit estive, nonché vera vincitrice del primissimo X Factor Italia, s'è aggregata per un po' ai giudici lasciando intendere, azzardiamo, che quello potrebbe essere il suo futuro prossimo (ribadiamo: giuria tutta al femminile, grazie). Quindi: dai Mara, tieni botta quest'anno, anche se già hai l'occhio vitreo, che poi la Giusy arriva a salvarti.
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    • Pollice fluttuante per Manuel Agnelli. Per un Fedez sempre fedele tanto alla sigaretta svaporella quanto al ruolo di quello che non vuole «far finire nel dimenticatoio questi ragazzi» (peccato, però, che dei suoi concorrenti passati non se ne vedano tanti non dico in classifica, ma nemmeno in giro per locali a suonare), c'è un Agnelli non troppo preso da quanto accade intorno ai suoi capelli. Un guizzo solo lo illumina, quando dice a una band meravigliosa che rifà My heart will go on di Celine Dion in versione ... prog rock? Hard rock? Oddio-che-è-sta-roba-rock? «è un peccato che non foste voi la band che suonava sul Titanic quando è affondato».
    • Pollice su per Rita. La nostra preferita di questa prima puntata di audizioni. Ma non per la storia da piccola fiammiferaia, ma per come canta un pezzo sentito come quello di Tracy Chapman senza far venire voglia di cambiare canale all'istante. Molta grazia, molta dolcezza e poi, cavolo, sembra una giovane e adorabile Marisa Tomei.
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    • Pollice giù per la sezione "facce ride". Il meglio dei freak di questa prima puntata si deve accontentare di un 59enne che minaccia di fare a cazzotti con Agnelli perché gli ha dato dello stonato, di una signora orientale che vaga sul palco a gambe aperte creando un certo disagio credo in tutti noi, e di un ragazzo grasso che canta di fare l'amore a tutte le ore e su un trattore con una tale Eleonora, probabilmente vittima di stalking.
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    • Pollice già ai live per Samuel Storm. Su di lui c'è poco da dire, se non sottolineare che tutto quello che ha raccontato (nove mesi di viaggio per arrivare dalla Nigeria all'Italia) e l'esibizione che ha fatto, un suo pezzo dal titolo Fire, lo ha gestito da 19enne quale è. Pensate a dove eravate voi a 18 anni e ora pensatevi ad attraversare prima un deserto a piedi e poi un mare in tempesta con un altro centinaio di persone su una barca. Ci sarà chi brontola, ma secondo noi la musica è fatta per buona parte anche di storie che hanno l'urgenza di essere raccontate.
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