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La storia di Carrie e Mr. Big in Sex and the City non poteva durare, lo dice una che se lo può permettere

Candace Bushnell, l'autrice dei libri da cui è tratta la serie tv, parla del motivo del lieto fine del rapporto (tormentato) dei due protagonisti, e di come sono cambiate le relazioni fra donne e uomini nel giro di pochi anni

HBO

Sono passati poco più di 10 anni dalla fine di Sex and the City, ma ancora si parla di Carrie e Mr. Big, la coppia protagonista di una serie tv che, in realtà, voleva essere incentrata sul tema dell'amicizia tra donne. Nel corso degli anni i fan della serie hanno seguito e commentato ogni sfumatura della relazione tra Carrie e Mr. Big, fino ad arrivare alla conclusione nei due film di Sex and the City.

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In un'intervista al Guardian, Candace Bushnell, l'autrice dei libri che hanno ispirato la serie, si è lasciata andare ad alcuni commenti sulla coppia:

Credo che nella vita reale loro due non avrebbero mai potuto stare insieme. Ma dal punto di vista televisivo la loro relazione era diventata molto importante nella serie. Gli spettatori erano così coinvolti dalla loro storia d'amore che Carrie e Mr. Big erano finiti per essere come Mr. Darcy ed Elizabeth Bennet in Orgoglio e pregiudizio.

E ha aggiunto:

Insomma, erano diventati una coppia iconica e le donne si identificavano, tanto che potevi sentirle dire frasi del tipo «Ho trovato il mio Mr. Big» oppure «Ho appena rotto con il mio Mr.Big». Era entrato nel lessico comune. Una serie tv è anche un business, non è come nell'arte, così abbiamo tenuto conto del pubblico, senza pensare all'impatto che questa decisione avrebbe potuto avere 10 anni dopo.

L'analisi della Bushnell è interessante anche da altri punti di vista: è ancora credibile oggi che una giornalista di una rubrica di sesso possa permettersi quel genere di vita così lussuoso e chic? Ma a parte questo, le Carrie della vita vera avrebbero da fare qualche considerazione pratica anche su altri argomenti, per esempio come la tecnologia abbia cambiato del tutto la vita di relazione e la dinamica degli appuntamenti.

Quando entro in un bar il 90% delle persone è china sul proprio telefono. È più facile per le persone chiudersi in se stesse invece di interagire. E sono rimasta scioccata nel rendermi conto di quanto poco romantico sia Tinder.Quando parlo con le ventenni alcune mi chiedono: «Cosa è un appuntamento?». 20 anni fa conoscevi così gli uomini, ma Tinder ha stravolto tutto. Un tempo non mi sarebbe mai venuto in mente di rendere la mia foto del profilo più attraente: è come fare del marketing su se stesse, in fondo.

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