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Jovanotti ci spiega perché il suo nuovo album Oh, vita! ci farà sbam addosso

Ma come fa Lorenzo a 50 anni a essere sempre così meravigliosamente cool? La risposta è più sbam! di quanto penseresti

Michele Lugaresi

"Ma davvero sto facendo un disco con Rick Rubin?". Non è un caso se a 50 anni suonati si fa ancora chiamare Jovanotti: Lorenzo è così, un entusiasta di natura. Nel cuore pulsante della Milano-tech presenta finalmente Oh, vita!, il suo disco nuovo di zecca in uscita il 1° dicembre 2017 per Universal, all'interno di un temporary shop che resterà aperto per 11 giorni esatti: si chiama Jova pop shop in omaggio al leggendario pop shop che Keith Haring aprì a New York negli anni 80, ed è, nelle parole di Lorenzo, "uno spaccio di figate" che mette in vendita il merchandising classico di Soleluna più una serie di prodotti a tiratura limitata - come le Jova socks realizzate apposta dalla Gallo, le felpe di LC23 ricamate a mano, o gli speciali cappellini con visiera - ma anche Oh, vita! in versione cd, vinile e, udite udite, musicassetta.

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La foto della copertina di Oh, vita!.
Giovanni Ghidini

Oh, vita! sta agli antipodi rispetto a Lorenzo 2015: "solo" 14 canzoni (di cui una, Fame, lunga 9 minuti), un sacco di chitarra acustica, suoni scarni, "essenziali anche se non minimalisti. Rick Rubin continuava a ripeterci: 'Less, less, less': di meno! Dovevamo metterci meno roba in quelle canzoni. E poi, se ancora non bastava: 'It's too busy'. Troppo pieno, troppo affollato... e se lo diceva lui, che è uno dei più grandi produttori della storia, dovevo credergli per forza".

Jovanotti con Rick Rubin.
Michele Lugaresi

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"Gli siamo piaciuti, io e la mia banda", dice il Jova emozionato. "L'ho conosciuto sei anni fa presentandomi a lui come un fan, ed è finita come nel migliore dei miei sogni: abbiamo fatto un disco assieme. Pensavo: è il disco della svolta americana ma è anche il più italiano tra i miei album. Ieri sera ho mandato un messaggio a Rubin scrivendogli che ero emozionato e impaurito all'idea di presentare Oh, vita! qui, oggi, davanti a voi. Mi ha risposto: 'Hai già fatto gran parte del lavoro, scrivere e registrare le canzoni. Ora devi solo difenderlo e portarlo un po' in giro'. Mi ha rincuorato. Mi ha accolto, ci ha accolto, e alla fine del lavoro in studio di registrazione è anche venuto a cena con noi, cosa che, mi hanno detto, non fa mai perché non ama uscire".

Mi sono sentito come un ragazzo alle prime armi, messo di fronte a nuove sfide: il disco è figlio di questo mio stato d'animo

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"Rick mi ha dato sintesi. Ogni volta ripeteva: 'I'm not a producer, I'm a reducer', e lavorando al disco ho notato che abbiamo molto, in Italia, questa tendenza alla sovraproduzione, forse un retaggio dell'opera. Comunque con lui mi sono sentito come 20 anni fa con Cecchetto: un ragazzo alle prime armi, messo di fronte a nuove sfide. Il disco è figlio di questo mio stato d'animo: speranza e quel pizzico di timore che ti spinge a chiederti, 'Starò facendo la cosa giusta?'. Il luogo mi ha aiutato: eravamo in una villa bellissima in Toscana, abbiamo registrato ad agosto. Una cosa per molti versi casalinga, intima, ruspante. Motivo per cui quel che mi auguro è che questo disco vi arrivi, che vi faccia sbam! addosso".

La copertina di Sbam!, rivista e diario di viaggio.

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Sbam! è un concetto, è il titolo di una canzone dell'album ma anche della rivista-almanacco-diario di bordo che Jovanotti ha appena dato alle stampe. "Vorrei che fosse una specie di McSweeney's italiano, un periodico che esce ogni tanto, 'quando è pronto' e che contiene contributi interessanti, testi, foto. Per questo numero hanno scritto, disegnato e fotografato, tra gli altri, Dave Eggers e Zadie Smith, ma anche talenti italiani come Donatella Di Pietrantonio, Vasco Brondi, Giovanni Soldini. E mia moglie, Francesca Valiani".

Michele Lugaresi

Sempre su Rick Rubin: "'A te non riuscirò ad aggiungere nulla in termini di numeri', mi ha spiegato,'ma mi piace la tua idea artistica, il modo in cui comunichi'. In studio con lui avvertivo la pressione ma anche il desiderio pazzo di perdere il controllo. Alla fine mi ha detto: 'È il disco più vario che abbia mai fatto'. L'ho preso come un complimento. A mia figlia Teresa è piaciuto, e mi fido di lei. Ora tocca portarlo in giro: nel 2018, il 12 febbraio, comincerò il mio lungo tour".

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"Ma prima di allora c'è un altro appuntamento, il 10 dicembre 2017 negli Uci Cinemas: si proietta il documentario sul Making of di Oh, vita!. È un evento gratuito su prenotazione e mi dicono che questa prima data è esaurita. Troveremo altre occasioni sicuramente". Anche il temporary shop di Milano non ha fini di lucro: l'incasso della vendita degli oggetti sarà devoluto in beneficenza a quattro associazioni. "E poi non è solo un negozio", ricorda Jova, "Ci saranno live set, sorprese, incontri, reading letterari, esperimenti ed esibizioni".

Michele Lugaresi

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Qualcuno chiede a Lorenzo se non gli manchi Roma, dove peraltro è ambientato il video di Oh, vita!. Sospira: "Non è la città a mancarmi. Mi mancano i miei. Ho scelto di realizzare lì il video anche per vedere per un'ultima volta la casa di Città del Vaticano in cui abbiamo abitato per 20 anni, in affitto. È vuota, mi ha fatto una certa impressione ma sono riuscito a non intristirmi troppo". In Sbam!, la rivista che è anche un diario di bordo, ha scritto che, come nelle carte dei tarocchi, "È proprio nella torre che mi trovo adesso, in tutti i sensi, e devo far crollare tutto, lasciarmi cadere, è l'unico modo per verificare la mia capacità di rialzarmi. Sento che sta cambiando tutto e lo desidero, sebbene il cambiamento possa essere un pericolo". L'incrollabile attitudine positiva del Jova non cede di un millimetro: "Come posso io non celebrarti, vita?" è il verso di una canzone ma anche un pensiero fortissimo. "E Rick Rubin ha sfoltito tutto quello che c'era intorno. 'This is not show business', mi ha detto, 'this is art'. Da questo disco in poi non si torna più indietro: da ora in avanti, la musica sempre prima di tutto, perché è la madre di tutto".

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