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Simply Red, Mick Hucknall racconta la sua musica e le sue donne

Da uomo e da artista, ha faticato a capire le ragazze, ma ha sempre saputo farsi ascoltare, come nel nuovo album Big love

Mick Hucknall ha i numeri: i 30 anni dei Simply Red, 
i 50 milioni di album venduti (oggi, è un trionfo raggiungere il milione), gli anni '80, detestati malgrado il successo di quel periodo («Brutta musica, brutti vestiti, brutti capelli»), le oltre 1.000 donne con cui ha confessato di essersi intrattenuto (tra cui Catherine Zeta-Jones, Steffi Graf, Helena Christensen, Kim Wilde).

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È il numero uno, non solo in classifica, ma anche inteso come il lupo solitario che fatica a relazionarsi con le persone; una fase al termine, come racconta l'ultimo album Big love.

Strano che, dopo una vita di eccessi da star, nel nuovo disco celebri la famiglia. Sono cresciuto tra le case popolari e i capelli rossi, in Inghilterra, attirano i bulli. Il successo è stata una rivalsa. Non sono fiero del mio passato, ma gli eccessi nascevano dall'assenza di una vera famiglia. Mia madre mi abbandonò quand'ero piccolissimo; mio padre si è dedicato a me più che poteva, ma non poteva avere la forza affettiva femminile. La mia mancanza di considerazione per le donne nasceva da quella situazione.

Eppure le sue canzoni si distinguono per il romanticismo tra le hit degli anni '80. Forse alle donne so parlare… Ma non le ho ascoltate quanto dovevo. Le idealizzavo, ne cercavo l'approvazione, ma non le sentivo vicine. È stata la mia condizione anche nella musica: amando i Beatles, mi sentivo vicino a John Lennon, anche lui abbandonato dalla madre. Ho sempre cercato un Paul McCartney. Ma alla fine il centro dei Simply Red ero sempre solo io, ed era frustrante. Ho impiegato anni anche a riconoscere la mia anima gemella: è diventata mia moglie quasi vent'anni dopo averla conosciuta e averci avuto una prima relazione. Sette anni fa sono diventato padre di una femmina: un segno del destino.

Sembrava non sapesse scegliere nemmeno le case: ne aveva una a Londra, una 
a Parigi, una in Irlanda, una a Milano, una in Sicilia, una in America… Beh, ora alcune le ho vendute. Ma chi non vivrebbe un po' ovunque, se potesse? Specie venendo da una casa di Manchester senza acqua calda.

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