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Noemi: «L'ambizione conta, ma senza gli altri non sei niente»

La cantante Noemi, nell'intervista che ci ha dato per parlare del nostro sondaggio sull'ambizione, lo dice chiaramente: «Il successo va bene, ma se non hai un nido che ti rende tranquillo non vai da nessuna parte»

Simon

Il senso di Veronica Scopelliti, in arte Noemi, per l'ambizione intercetta senza sforzi i gusti e i sogni della generazione di trentenni di cui fa parte: da un lato i progetti professionali, legittimi e sani, al primo posto tra gli obbiettivi di gran parte delle donne che hanno risposto al sondaggio di Gioia!. Dall'altro il ticchettare imperioso di quell'orologio biologico che, confessa lei stessa che li ha appena compiuti, «dai 34 in poi è impossibile ignorare e a un certo punto chiama a una scelta di campo precisa, in un senso o nell'altro». Senza nulla togliere alle conquiste del femminile, anche per una giovane donna contemporanea e in gamba come lei "trovare la quadra" è una sfida che rischia di rovinare il sonno: «Noi donne ci siamo evolute per accumulazione, aggiungendo ai ruoli vecchi, di mamme e "addette alla cura", quelli nuovi, nel sociale e sul lavoro. Ci siamo trasformate incanalando energie in mille attività, ma il tempo e le risorse non sono infiniti». Come per il 70,7% del campione intervistato, anche per la cantante una vita di coppia serena conta molto, e nel suo caso aiuta a realizzare i sogni: «Se non hai un nido che ti rende tranquillo non vai da nessuna parte. È vero che in nome dell'altro devi compiere qualche rinuncia, ma se la coppia funziona ti restituisce tutto, e con gli interessi». Il suo "altro", Gabriele, come lei musicista, suona anche nella sua band: con tutta evidenza, un equilibrio tra vita privata e lavoro è possibile. E il successo? «Se c'è, fa piacere», dice lei, che su talento e determinazione ha costruito la carriera.

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Per le donne quello del denaro è ancora, almeno in parte, un tabù: solo il 37,5% del campione intervistato dice che i soldi sono "molto importanti".

I soldi non fanno la felicità? Può essere, ma la imitano molto bene. E offrono la libertà di scegliere, di costruire il proprio futuro. È vero che oggi molte cose interessanti sono gratis, ma io di trentenni ambiziose, che cercano il successo, ne conosco tante e certo non le critico.

Del resto l'ha fatto anche lei.

Sognavo di fare musica che avesse un significato. Ho composto canzoni per anni e quello di X Factor, nel 2009, è stato un trampolino di lancio, l'anello di congiunzione tra la gavetta e il futuro. Ma a chi pensa bastino tre mesi di tv per svoltare vorrei dire che non è così, ci vogliono anni, prima, per capire se sai cantare.

È che nonostante la crisi economica siamo un po' viziati, vorremmo tutto subito.

Non sappiamo vivere sotto stress, né in solitudine. Vorremmo insomma il meglio di ogni cosa. Del resto, la vera fatica noi trentenni abbiamo cominciato a provarla da poco, da quando la situazione si è fatta più dura; la nostra infanzia nell'Italia anni '90 è stata protetta, avvolta dal benessere.

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Fare famiglia, avere dei figli resta un proposito ben saldo: per le trentenni è il primo valore, molto importante per il 91,6% del nostro campione. Il sesso invece è agli ultimi posti della lista: conta tanto solo per il 39,3%.

Quella della donna è un'ambizione collettiva, di gruppo quasi, che ha molto a che fare con gli affetti e la maternità. Stiamo bene se i nostri cari stanno bene, la qualità delle relazioni di coppia e con gli amici ci dà la spinta; anche inseguendo il successo non perdiamo la nostra connotazione di genere. Quanto al sesso, forse abbiamo un po' disinvestito. Le battaglie le hanno fatte i nostri genitori, per noi trentenni la sessualità è un inno al "let it go", lascia andare: la società liquida di internet ha sfilacciato molti confini e molti stupidi pudori, la bisessualità non è più un problema, né è un problema se non fai sesso per un po'.

E l'impegno, invece? Una trentenne su tre si spende molto per gli altri, per la comunità, i diritti.

Per quel che mi riguarda, le unioni civili e i diritti delle coppie LGBT sono un tema a cui tengo tantissimo, motivo per cui canterò al Padova pride village il 17 giugno. Trovo che sia proprio bello avere una propria sfida in corso, una per ciascuno di noi, che non sia bellicosa ma densa dal punto di vista dei valori. 

Questo mi fa venire in mente il titolo del suo nuovo singolo, Idealista.

L'ha scritto per me Ivano Fossati dopo una lunga chiacchierata assieme. Molto suonato, con una bella aria estiva, sono felicissima che esca adesso. L'idealismo potrebbe sembrare roba da ingenui, ma non sono d'accordo: con idealismo e coerenza si può anche essere ambiziosi, e realisti come me: pronti a tuffarsi in avanti a testa alta ma mantenendo la coscienza di quel che abbiamo intorno, delle buche che incontreremo sulla strada.                 

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