Selena Gomez reclama autenticità: «Ecco la vera me»

Esaurimento, crisi di panico e ricovero in rehab, ma ora l'ex stellina Disney è tornata in pista con una serie tv da lei prodotta (Tredici), un film, un nuovo album, e la certezza che mostrarsi fragili non è una vergogna

Selena Gomez reclama autenticità: nuovo album, film e serie-tv
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«Non ricordo neanche più le volte che ho pianto su un palco». Selena Gomez, che il 22 luglio 2017 compie 25 anni, rievoca il periodo buio del suo recente burnout, che l'ha portata a disertare le date dell'ultimo tour, l'estate scorsa. Secondo la versione ufficiale doveva curare una forma aggressiva di lupus, probabile somatizzazione del cocktail micidiale di sovraesposizione mediatica (il suo profilo Instagram contava 110 milioni di follower), senso di inadeguatezza («Sentivo la pressione di compiacere il mio pubblico, che nel frattempo era cambiato: un minuto prima erano bambini, quello dopo trentenni che bevevano e fumavano»), solitudine («I tour mi deprimono») e attacchi di panico.

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Ora, apparentemente, tutto è passato: dopo il ricovero in una clinica psichiatrica nel Tennessee – il secondo, dopo quello del 2014 al Meadows, la struttura che ha riabilitato anche Kate Moss –, si dice abiti in una casa affittata su Airbnb, in un posto supersegreto tra Hidden Hills e Calabasas, nella contea di Los Angeles, circondata solo dalle persone di cui si fida di più, tra le quali naturalmente la mamma Mandy. Non conosce nemmeno più la password del suo profilo, che custodisce un'assistente. Sono lontani anche i tempi dell'amore tormentato con Justin Bieber: Selena è stata vista spesso in compagnia di The Weeknd, musicista canadese con cui condivide cene e momenti romantici.

Selena Gomez e The Weeknd, che frequenta da qualche mese, dopo la fine del rapporto con Justin Bieber.

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Ora, a 25 anni (li compie il 22 luglio 2017), l'ex stellina della Disney reclama autenticità. Non rimpiange nulla, non accenna nemmeno lontanamente a concetti come "infanzia rubata". È sicuramente una donna più matura e consapevole, con quella dose di fragilità che caratterizza le star bambine diventate adulte. E che non è più disposta a nascondere. Ora, tutta la sua energia è rivolta al futuro: un nuovo album in attesa di uscire (in autunno), dopo il rilascio di due singoli, Bad liar e, qualche giorno fa, Fetish; l'onda del successo come produttrice esecutiva di Tredici, serie su Netflix dedicata a una teenager bullizzata e suicida, e come interprete di In dubious battle, film diretto da James Franco e tratto dall'omonimo romanzo di John Steinbeck, dal 7 settembre 2017 sugli schermi italiani.

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È una calamita di successo. Cosa l'ha spinta a produrre Tredici?

L'intenzione di rendere consapevoli i ragazzini, a costo di spaventarli, i coetanei di quelli che nella storia hanno talvolta comportamenti mostruosi. Di spingerli a reagire. Speravamo di poter creare discussione. Nei mesi in cui giravamo, vivevo un momento di crisi profonda e mi sono commossa tantissimo, mi sono sentita connessa ai personaggi, in particolare a quello di Hannah, la ragazza suicida, che è interpretata così bene da Katherine Langford.

Selena Gomez e la madre Mandy alla presentazione di Tredici, serie di cui sono produttrici.

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In un certo senso le assomiglia, ma lei è stata più forte del suo personaggio.

Spero di esserlo, anche per i miei fan, a cui sono tanto grata: non potrei fare il mio lavoro se non fosse per loro.

Una scena della serie tv Tredici.

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Nei mesi in cui giravamo Tredici vivevo un momento di crisi profonda: mi sono commossa, ero connessa al personaggio della ragazza suicida

Com'è riuscita a guarire dalla depressione?

Ho trascorso 90 giorni insieme a persone normali e straordinarie, alcune di loro non sapevano nemmeno chi fossi, in ogni caso a nessuno importava. Ho parlato con donne con problemi gravissimi, ci siamo aiutate e sostenute. È grazie a loro se ne sono uscita e ora sono ancora più cauta sulle persone che mi circondano. In futuro vorrei impegnarmi ad aiutare più gente possibile, far parte di una comunità.

La vedremo anche al cinema nel film In dubious battle. James Franco, che l'ha diretta, l'ha definita «la mia arma segreta».

È sempre molto gentile e mi piace lavorare con lui, ci siamo incontrati in Spring breakers. Una vacanza da sballo, di Harmony Korine, da allora siamo rimasti in contatto. Quando mi ha chiesto di recitare per lui, mi sono lanciata in questa avventura senza pensarci, mi fido di James.

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Selena Gomez e Nat Wolff nel film In dubious battle.

È una giovane madre che lotta in un mondo difficile. Il suo personaggio le ha fatto venire voglia di un figlio?

Mi ha fatto riflettere: noi ragazze tendiamo a mostrarci sempre belle, sexy, forti, indipendenti, intelligenti. Ma a volte, è giusto ammettere di avere delle debolezze. Certo, un giorno, piacerebbe anche a me avere una famiglia. Nonostante qualche brutta esperienza, sono una fan della canzone Don't stop believing.

Insomma, un'inguaribile romantica?

Diciamo che mi piacciono le sorprese, le cene a lume di candela, gli sguardi importanti, coccole e abbracci. Nei momenti tristi mi lascio ispirare, ma nei momenti d'amore posso raggiungere il paradiso.

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