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10 canzoni di Sanremo che erano un flop e poi sono diventate famose

Il Festival inizialmente le ha ignorate o, peggio, bocciate senza appello, ma in classifica hanno trionfato: ecco le hit sanremesi che nascono come insuccessi, prima fra tutte la Vita spericolata di Vasco Rossi

È innegabile che alcune delle canzoni che hanno vinto il Festival di Sanremo, che in questa edizione 2017 vede anche il ritorno di Mika come ospite dopo 10 anni, siano diventate dei classici oppure dei tormentoni di quelli che non si schiodano dalla testa. Basti un titolo: Nel blu dipinto di blu. Ma è altrettanto innegabile che in altri casi la giuria abbia preso cantonate pazzesche. Parliamo di brani finiti in fondo alle graduatorie, o inchiodati in posizioni di mezzo, o addirittura non ammessi alle finali. Usciti dall'Ariston, sono diventati hit memorabili o classici della canzone italiana. La storia del Festival ne è piena, come è piena di piccoli, grandi scandali che ogni anno danno pepe alla più blasonata kermesse canora italiana. Noi abbiamo scelto 10 canzoni ieri flop, oggi top ripensando ai quali è difficile non trattenere un sorriso se si considera che Sanremo le aveva sonoramente bocciate.

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1 Un'avventura
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Lucio Battisti era già quello di 29 settembre, ma è nel 1969 che la sua popolarità fa un balzo consistente. Il merito è del Festival e di una canzone che sembra venire di là dall'Atlantico. Un'avventura è un'esplosione di rhythm'n'blues e di fiati, e mal si adatta al clima sanremese. Infatti si classifica nona. Anche la stampa è critica con Battisti, di cui si scrive che è spettinato e grezzo nella voce. Eppure, mezza Italia canta «non saraaaaaaà…».

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2 Piazza Grande
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Un altro Lucio conosce a Sanremo la delusione di un ottavo posto in classifica. Si tratta di Dalla, che nel 1972 presenta al Festival Piazza grande. L'anno prima ha cantato 4/3/1943, è arrivato terzo e ha conquistato i cuori degli italiani. Quando prova a ripetersi, puntando tutto su una canzone che doveva essere affidata a Gianni Morandi, la giuria non apprezza. Ma è l'unica: il brano diventa un classico, e in ogni concerto viene richiesta a furor di popolo.

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3 Vita spericolata
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Prendete un passante caso e chiedetegli di associare Vasco Rossi (da poco tornato con un nuovo video)a una canzone. Se non è un fan e non conosce la materia, vi dirà comunque un titolo: Vita spericolata. La canzone icona, biografia fedelissima del cantante emiliano, viene presentata a Sanremo nel 1983. Prima che il brano finisca, Vasco lascia il palco facendo capire a tutti che sta cantando in playback. Se lui arriva penultimo, la canzone diventerà una delle più famose nella storia musicale italiana.

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4 Donne
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Il Festival 1985 sarà ricordato per tre cose. La prima sono gli svenimenti delle teenager per i Duran Duran, ospiti di punta. L'altra è l'exploit di Luis Miguel con Ragazzi di oggi, l'unico vero successo dell'allora quindicenne messicano, che si classifica al secondo posto. La terza è Donne, ispiratissimo ritratto in rosa cantato da un signore di nome Zucchero Fornaciari, che oggi si erge nel panorama italiano come più internazionale dei nostri portavoce. Critica spietata, pubblico freddissimo: la canzone arriva penultima. Ma il pubblico non la pensa come i giurati, e Donne va «insieme agli aeroplani per volare ad alta quota».

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5 Andamento Lento
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Nel 1988 Tullio De Piscopo è noto anzitutto per essere stato il talentuoso batterista dei Napoli Centrale, il gruppo guidato da Pino Daniele e James Senese. Per la sua prima partecipazione al Festival presenta Andamento lento. Il ritornello dice «Vieni vieni con me», e tutti lo seguono: la canzone diventa una hit, fa ballare l'estate e arriva a vincere il Festivalbar. Ma in riviera non va oltre il diciassettesimo posto.

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6 Almeno tu nell'universo

Nessuno potrà mai risarcire Mia Martini dell'infame accusa – portare iella – con la quale è stata ostracizzata per anni dal mondo musicale. Ma il Festival del 1989 si incarica di renderle un minimo di giustizia. All'Ariston la cantante è in gara con Almeno tu nell'universo, capolavoro firmato Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio. Il brano le stigmate del classico, e infatti lo diventerà, rilanciando Mia come grande interprete. Ma in classifica non va oltre il nono posto.

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7 Confusa e felice
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Se c'è un Festival che, sul piano dei verdetti, non ne azzecca una è quello del 1997. Cominciamo da Carmen Consoli. La «cantantessa» si presenta con Confusa e felice alla selezione della prima serata per far parte della categoria Campioni. Verdetto impietoso: bocciata. La giuria non apprezza il canto sussurrato, che in alcuni frangenti si fa quasi lamento, e che sarà la cifra con la quale Carmen diventerà una delle autrici più apprezzate d'Italia. A partire da quella canzone, ad oggi uno dei suoi successi più grandi.

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8 E dimmi che non vuoi morire
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Dopo Consoli, Patty Pravo. L'ex ragazza del Piper è in gara con una canzone tra i cui autori c'è Vasco Rossi per il testo e Gaetano Curreri (la voce degli Stadio) per la musica. È la favorita, e non a torto: E dimmi che non vuoi morire è semplicemente bellissima, e si candida da subito a diventare un classico del repertorio italiano. Invece arriva ottavo, tra le veementi proteste del pubblico in sala. Che all'annuncio dei vincitori – i Jalisse – si scatena in una gragnuola di fischi e buuu.

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9 Tutti i mie sbagli
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Il Festival del 2000 non passa certo alla storia per il lascito musicale. I pezzi sono certamente buoni, a partire dalla Sentimento con cui vincono gli Avion Travel. Ma nessuno svetta davvero. Tranne un pezzo: si intitola Tutti i miei sbagli e lo cantano i Subsonica. Torinesi, emergenti, arrivano undicesimi. Ma fuori dall'Ariston, decollano. Il pezzo ancora oggi è considerato il loro maggior successo.

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10 Salirò
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Daniele Silvestri, che lo scorso anno ha fatto di nuovo centro con il disco Acrobati, sceglie per il Festival 2002 un brano che pare uscito da una discoteca anni '70. Si intitola Salirò, e lui lo canta accompagnato dall'attore Fabio Ferri, che alle sue spalle danza in modo travolgente. Ne ha ben donde, perché sin dalle prime battute del brano è impossibile star fermi. Salirò sbanca in classifica e diventa uno dei maggiori successi del cantautore romano. Che in classifica al Festival, però, si ferma al quattordicesimo posto.

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