Piero Salvatori, quando la musica è un sogno di vita

Il musicista e le sue 16 piccole storie raccontate con violoncello e pianoforte nell'ultimo album, Flyaway

Certa musica ti fa alzare gli occhi al cielo e guardare le nuvole con un'energia nuova che scorre veloce nelle vene. Piero Salvatori e le sue 16 piccole storie raccontate con violoncello e pianoforte nell'ultimo album, Flyaway, sono un sorprendente ricostituente emotivo. Quello che nasce da quest'incontro tra una linea classica e certe sfumature pop, somiglia un po' a lui: un 47enne che con i suoi silenzi in realtà racconta molto più di quello che crede, fino a sorprenderti con un sorriso che suona come una nota inaspettata. In questo progetto e Cd firmato Sony, passa sul palco da uno strumento all'altro in un risultato unico e sorprendente.

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Il titolo Flyaway è un omaggio a un amico scomparso in volo, di un disco che dedichi agli affetti veri. Quand'è che un affetto diventa davvero importante? 

Quando oltre a viverlo quotidianamente mi porta a viaggiare con la fantasia e con il cuore fino a tradurre il tutto con un titolo. Quando ho il titolo e la scena in testa le note arrivano da sole.

Fucsia e Infinity sono le mie due "storie in musica" preferite.  Malinconiche, ma di carattere. Mi racconta come nascono? 

Infinity nasce a Capri dopo aver conosciuto un personaggio di grande spessore culturale e umano. Seduto nella sua scrivania al centro della sua splendida biblioteca colma di migliaia e migliaia di libri, scrive e legge come se tutto il mondo intorno a se fosse fermo. È dentro di lui che l'infinito viaggia velocissimo senza nessun limite. Fucsia è la storia di una donna bellissima appena conosciuta, fragilissima a volte, ed è questo il suo più grande fascino. Dopo l'incessante rincorrersi la rivedo bambina seduta su una piccola giostra che gira lentamente e mi guarda mentre il film in bianco e nero, un po' datato, fotografa perfettamente la scena.

Da cosa le arriva l'ispirazione a comporre e in quale stato d'animo riesce a farlo meglio?

Solitamente sono le persone che mi colpiscono: uno sguardo rubato, una storia raccontata, una sensazione che traspare dai movimenti del corpo. Qualcosa che mi colpisce fortissimo e comincia a scavare nella mia mente e nel mio cuore divenendo l'unica chiave per scrivere un brano. Lo stato d'animo è sempre quello della curiosità di intravedere una luce alla fine dell'ultima nota scritta.

In diversi suoi progetti la musica si unisce all'arte e alla danza, come il risultato di un qualcosa che si contamina vicendevolmente. Sono circostanze che ha cercato per interessi personali, o ci si è trovato coinvolto lungo il cammino? 

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Nella mia musica come nella mia vita la casualità è sempre stato il filo conduttore. Io non credo però alla casualità per cui tutto ciò che faccio è far diventare ciò che incontro per "caso" un momento di vita. 

La sua musica è per lei anche terapia, e per altri un importante messaggio di coraggio nell'affrontare certe strade inaspettatamente in salita.

Anche in questo "caso" la vita ha voluto che io raccontassi la mia storia legata alla fibrosi cistica. L'ho fatto non per me ma per gli altri, specie i bambini che hanno grandi e gravi problemi di salute. Voglio che la mia mia musica li faccia sognare, viaggiare, sperare rafforzandosi, perché a volte dove non arriva la medicina arrivano solo i sogni e Flyaway è un sogno di vita che è un augurio per tutti.

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