I libri gialli, noir e thriller, più coinvolgenti e consigliati del 2018

Alcuni dei protagonisti di queste crime story sono vecchi amici, come il commissario Adamsberg, altri nuove conoscenze, ma tutti sono una compagnia piacevole: scopri i titoli migliori dell'anno

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John-Mark Kuznietsov / Unsplash.com

Leggere è sempre un piacere, magari trovare il tempo non è facile, ma se un libro appassiona non si smette più. Se gialli, thriller e noir sono un genere di lettura che ti intriga, qui trovi alcuni consigli per scoprire i migliori libri gialli 2018 (e puoi sempre recuperare i libri gialli 2017 più belli se te li sei persi).

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La ragazza e la notte, di Guillaume Musso, La nave di Teseo, pp. 400, € 20.

È stato il romanzo più letto nell'estate 2018 in Francia e si appresta a conquistare anche gli italiani (è in libreria dal 30 agosto), perché Guillaume Musso conosce l'arte del raccontare, come dimostrano i numeri: 32 milioni di copie vendute dei suoi numerosi libri, tradotti in 40 lingue. In queste 400 pagine gli riesce facile avvincere il lettore con una storia ricca di suspense e che si dipana su due piani temporali, il 1992 e oggi. Scena del crimine (o dei crimini?): un campus scolastico in Costa Azzurra, dove si ritrovano per un raduno gli studenti di 25 anni prima, alcuni dei quali nascondono un indicibile segreto. Qualcuno però lo ha scoperto e ora promette vendetta.

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Akrash, di Jesper Stein, Marsilio, pp. 432, € 18,50.

Alla sua terza apparizione (dopo Il tempo dell'inquietudine e Bye Bye Blackbird) il detective Axel Steen della Squadra omicidi di Copenaghen sembra toccare il fondo: sempre più schiavo di droghe e alcol, con un rapporto difficile con l'ex moglie e la figlia, si abbandona a uno stile di vita autodistruttivo e a notti di sesso sfrenato con una giovane sconosciuta. Non piace ai suoi capi e colleghi, non piace nemmeno ai criminali, che lo chiamano con disprezzo "akrash", cioè sbirro (ma lo si può leggere anche come "a crash", un crollo). Fra i delinquenti che abbondano nel quartiere in cui Axel vive, Nørrebro - oggi nella realtà popolato più da hipster che da spacciatori - spicca Moussa, pericoloso capobanda che tiene in pugno il poliziotto. Per complicare le cose, a difendere Moussa in tribunale sarà proprio la sua ex moglie, Cecilie. Tutto collassa intorno all'investigatore e la bravura di Jasper Stein sta nel trascinarci in quell'incubo con una scrittura potente e insieme elegante. Chapeau.

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Città senza stelle, di Tim Baker, SEM, pp.383, € 18.

Non ci sono stelle a Ciudad Real, città messicana di fantasia dove il potere è in mano ai narcos e ai poliziotti corrotti: centinaia di donne sono scomparse, molto probabilmente uccise e seppellite chissà dove, ma il caso non interessa a nessuno. I femminicidi non stupiscono, tanto più in un Paese in cui molti diritti delle donne sono ancora utopia. Per farli diventare realtà, e migliorare le condizioni lavorative delle operaie delle maquiladoras (le fabbriche situate nei pressi del confine con gli Stati Uniti), si batte l'attivista Pilar. Ma i suoi sforzi sembrano vani, così come quelli di Fuentes, poliziotto idealista e ostinato che vuole a tutti i costi mettere fine agli omicidi seriali. Un thriller duro e poco incline all'ottimismo, che ha il merito di ricordarci le morti (vere) di tante donne in quella striscia di terra che separa il Messico dagli States. E lo fa anche con una bella scrittura priva di autocompiacimento.

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Macbeth, di Jo Nesbo, Rizzoli, pp. 616, € 20.

Il genio di Shakespeare ha creato personaggi e trame che resistono al passare dei secoli, così quando Nesbo riprende la tragedia di Macbeth in un thriller ambientato negli anni 70, in una città che pesca dall'immaginario distopico fra Gotham City e Blade runner, quasi non si avverte l'enorme salto temporale. L'ambizione, i crimini compiuti per la fama di potere, la corruzione, la dipendenza, l’amore e l’omicidio sono temi universali e sempre attuali. E per una volta sapere come va a finire un giallo non toglie il piacere della lettura, anzi. Ormai lo scrittore-star della crime wave scandinava ha raggiunto una tale maturità e notorietà da permettersi un divertissement che è anche un omaggio a uno dei più grandi storyteller di tutti i tempi: l’esperimento è riuscito, ma non ci impedisce di pensare con un po’ di nostalgia ai suoi personaggi originali (Harry Hole in testa).

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L'intruso, di Tana French, Einaudi, pp. 632, € 21, ebook € 9,99.

La detective Antoinette Conway è l'unica donna della Omicidi di Dublino e non ha vita facile, in quanto vittima designata del bullismo dei colleghi maschi. Così, quando il capo le affida il comando della sua prima indagine importante, non sa di chi può fidarsi: del suo partner Stephen Moran, l'unico che sembra appoggiarla? Del detective con più esperienza che investiga insieme a lei? L'omicidio di Aislinn Murray sembrava un caso di violenza domestica di routine: una bella ragazza trovata morta in casa, con la tavola apparecchiata per una cenetta romantica. I sospetti ricadono ovviamente sull'uomo che aspettava, forse si tratta di un litigio finito male, ma gli indizi portano in una direzione diversa e il ritmo incalzante di questo thriller non perdona. Questo è il sesto libro di Tana Franch con protagonista la Squadra Omicidi di Dublino, dove vive la scrittrice, che ha ricevuto svariati premi, già a partire dal suo primo romanzo, intitolato Il bosco.

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Le spose sepolte, di Marilù Oliva, HarperCollins, pp. 382, € 17.

Anche un libro giallo può essere lo strumento per sensibilizzare sul femminicidio, poiché molte donne scomparse nel nulla sono in realtà state uccise e sepolte dai loro mariti o compagni. Da questa idea si sviluppa la trama del romanzo della scrittrice bolognese Marilù Oliva, da sempre impegnata su questo tema. La storia è ambientata a Monterocca, cittadina di fantasia nell’Appennino emiliano dove al potere ci sono sole donne: una sorta di esperimento di genere, politico ed imprenditoriale, dove tutto funzionerebbe a meraviglia, tranne per il sospetto della presenza di un serial killer. Questo assassino prende di mira uomini che in diverse zone dell'Italia hanno tolto la vita alle loro mogli, ma sono rimasti impuniti per mancanza di prove. Prima di eliminarli, l'omicida riesce anche a farli confessare, così da poter riportare alla luce i resti delle vittime (le "spose sepolte"). E non a caso sarà una giovane ispettrice, la giovane e promettente Micol Medici, a risolvere il caso, grazie al suo intuito tutto femminile.

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L'ultimo pellegrino, di Gard Sveen, Marsilio, pp. 576, € 19,50.

Un nuovo antieroe (l’ispettore Tommy Bergmann), un nuovo autore norvegese (un politologo che con questo suo primo libro ha vinto i due maggiori premi del crime scandinavo: oltre a lui solo Jo Nesbø, per intenderci). La Storia con la "s" maiuscola si prende la scena in un thriller incentrato su un cold case per eccellenza: il ritrovamento di tre scheletri in un bosco, appartenenti a due donne e una bambina scomparse durante la Seconda guerra mondiale. Qualche settimana dopo un personaggio di spicco, l’ex ministro del Commercio, viene ucciso a 85 anni e secondo l’ispettore fra i due casi c’è un collegamento, anche se è l’unico a esserne convinto. Si mette così a indagare sulla Norvegia al tempo del nazismo, fra esponenti della Resistenza, collaborazionisti e spie inglesi, in un intrico appassionante come certi vecchi film in bianco e nero con Greta Garbo o Ingrid Bergman (non a caso, due grandi attrici svedesi), dove tutto è diverso da quello che sembra.

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L’uomo di gesso, di C.J. Tudor, Rizzoli, pp. 352, € 20.

La memoria e i suoi meccanismi, la dimenticanza e le sue difese. Sono passati 30 anni dal ritrovamento di un cadavere di una ragazza senza testa, 30 anni in cui Ed Munster è cresciuto ed è diventato un insegnante, ma l'evento traumatico che ha sconvolto la sua infanzia è come un'ombra nella sua mente che non lo abbandona mai. Brandelli di ricordi, gli omini disegnati con il gesso, un volto femminile bellissimo sfigurato, le corse in bici con gli amici, i primi rapporti (complicati) con le donne. La Tudor è brava a giocare con le nostre paure, che sono poi le paure ataviche di tutto il mondo, quelle tipiche delle favole e dell'immaginario horror moderno - la giostra, la casa nel bosco, l'uomo nero, il disegno dell'impiccato - e costruisce una trama avvincente e senza cali di tensione. Insomma, un buon esempio della rinomata tradizione del thriller anglosassone.

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Mio caro serial killer, di Alicia Giménez-Bartlett, Sellerio, pp. 424, € 15, e-book € 9,99

Un serial killer a Barcellona non si era mai visto, ma al secondo ritrovamento del cadavere di una donna con il volto sfigurato dalle coltellate l’ispettrice Petra Delicado entra nell’ordine d’idee che anche in Spagna circolano assassini seriali, e colpiscono - come spesso accade - soprattutto le donne. Questo in particolare si accanisce sulle clienti di un’agenzia matrimoniale: il numero delle persone che cercano l’amore in questo modo è sorprendentemente alto, tanto da far riflettere Petra sulla solitudine degli abitanti della sua città. Al fianco dell’ispettrice c’è il suo vice Fermín Garzón, un duo ormai collaudato al quale si unisce però un terzo incomodo, scelto come capo dell’indagine: il giovane Roberto Fraile, ispettore dei Mossos d’Esquadra, la polizia regionale autonoma della Catalogna. Fra lui e Petra sono subito scintille (una metafora del conflitto politico in atto in Spagna?), e si sa che quando l’ispettrice si arrabbia non ce n’è per nessuno. Ma a forza di tapas, birre e notti in bianco condivise per trovare l’assassino, nascerà un trio affiatato: proprio il lavoro di squadra li porterà alla fine a risolvere il caso, ben più complicato di quanto sembrasse all'inizio.

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Il lato oscuro dell'addio, di Michael Connelly, Piemme, pp. 372, € 19,90, ebook € 10,99.

Connelly paga il tributo a Philip Marlowe, il mitico investigatore privato creato da Raymond Chandler: Harry Bosch nuova versione ce lo ricorda più di una volta, soprattutto quando si presenta al cospetto del miliardario Whitney Vance, che lo assume per scoprire se in qualche parte del mondo esiste un figlio o una figlia a cui lasciare un'enorme fortuna alla sua morte. Ma Hieronymus (il vero nome del detective, in omaggio al pittore fiammingo, poi accorciato nel più usuale Harry) non ha perso del tutto il piglio e il distintivo da poliziotto, anche se è ufficialmente in pensione: lavora quindi come volontario per un dipartimento piccolo e molto meno famoso del LAPD, cioè quello di San Fernando, cittadina sempre della contea di Los Angeles. Qui Bosch si occupa dei casi freddi e fra questi attrae la sua attenzione un violentatore seriale che assale le sue vittime coperto da una maschera. Diviso fra le due indagini, Bosch non perde la sua allure romantica da antieroe, anche se sempre meno cinico (che sia merito della figlia?).

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La Montagna rossa, di Olivier Truc, Marsilio, pp. 495, € 18,50.

Con i suoi libri sui casi della polizia delle renne - questo è il terzo pubblicato in Italia - Olivier Truc ci introduce in un mondo lontano e affascinante: la Lapponia e i suoi (originari) abitanti, i sami. A muoversi su un territorio spesso selvaggio e inospitale è la coppia di poliziotti composta da Nina Nansen e Klemet Nango (che è mezzo norvegese e mezzo sami), qui coinvolti in un'indagine che parte dal ritrovamento di uno scheletro in Svezia. Scoprire a chi appartiene diventa cruciale, perché intorno a quelle ossa si consuma il conflitto etnico fra gli allevatori di renne di popolazione sami, e i proprietari dei boschi, gli "occupanti" del territorio della Lapponia del sud. Olivier Truc è scrittore ma anche giornalista, corrispondente da Stoccolma per Le Monde da oltre 20 anni, quindi ben conosce la questione dei diritti dei sami, ormai ridotti a una minoranza di appena 20.000 persone, la cui sopravvivenza è minacciata non solo dall'industria del legname ma anche dallo sfruttamento di petrolio e gas.

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Il morso della reclusa, di Fred Vargas, Einaudi, pp. 440, € 20, ebook € 9,99.

Costretto a tornare controvoglia dal suo viaggio in Islanda per seguire un caso delicato in patria che richiede la sua presenza, il commissario Adamsberg dell'Anticrimine di Parigi si rivela presto molto più interessato a un fatto di cronaca apparentemente non criminoso: la morte di alcune persone nel Sud della Francia a causa del morso di un ragno velenoso, la "reclusa" del titolo. La convinzione che dietro quegli incidenti si nascondano altrettanti omicidi porta Jean-Baptiste Adamsberg a indagare in prima persona nella vita delle vittime, per trovare fra loro un legame che verifichi la sua ipotesi. Sempre contro tutti e tutto, il commissario è geniale, testardo e decisamente poco socievole, ma i personaggi più grandi sono spesso e volentieri antipatici e complessi. Grazie allora a Fred Vargas per avercelo creato (e poi ora lo possiamo vedere anche in tv).

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A chi appartiene la notte, di Patrick Fogli, Baldini & Castoldi, pp. 480, € 18.

Patrick Fogli è un ingegnere informatico bolognese "prestato" alla scrittura, cosa che gli viene benissimo. Questo suo ultimo libro parte come un giallo, con il suicidio di un ragazzo che potrebbe anche essere un omicidio, ma diventa poi una favola dell'orrore, fra gotico e paranormale, dove il vero protagonista è il male (ma potete anche chiamarlo uomo nero o diavolo). Avverte l'autore: "A chi appartiene la notte è un romanzo, non cercategli un colore, non c'è. Non cercategli una casella, vi prego. Scapperebbe, non sa stare comodo da nessuna parte. Lasciate che faccia il suo dovere. Vi racconti una storia". E la storia che ci racconta ruota intorno a una donna: Irene Fontana, famosa giornalista d'inchiesta della tv che si è rifugiata nelle colline sopra Reggio Emilia ad allevare mucche dopo essere caduta in disgrazia. Ma visto che la capacità d'investigare è una vocazione alla quale difficilmente si può sfuggire, toccherà proprio a lei far luce sul buio - la "notte" del titolo - che stringe in una morsa letale alcuni paesi dell'Appennino reggiano, fra strane sparizioni, feste alla Eyes wide shut (e anche peggio), simboli ancestrali disseminati nei boschi e, su tutto, la Pietra di Bismantova, stupenda e inquietante montagna con una parete a strapiombo alta mille metri che molti infelici scelgono per suicidarsi, anche nella vita vera.

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