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Giorno della memoria 2016, i libri per non dimenticare

Il 27 gennaio si ricorda l'Olocausto, e una nuova generazione di scrittori tramanda le storie, vere o immaginate: ecco 4 titoli

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LA BAMBINA NUMERO OTTO

Rachel è un'infermiera nella casa di riposo per anziani ebrei a New York. Sono gli anni Cinquanta. Rachel è orfana e ha passato 16 anni della sua vita nell'orfanatrofio ebraico di Manhattan con il fratello più grande, dopo che il padre, immigrato dall'Est Europa ha ucciso la madre.

Rachel è stata fortunata, ha avuto da mangiare, è stata curata, ha avuto delle amicizie, mentre migliaia di altri piccoli americani o immigrati morivano di fame e malattia negli orfanatrofi. È una sopravvissuta.

Un giorno riconosce in una paziente sotto morfina che sta morendo di cancro, la dottoressa che la curava nell'orfanatrofio. E che la sottoponeva a strani test. La dottoressa Mildred Salomon non era quell'angelo che credeva allora. Rachel come migliaia di piccoli orfani, era cavia per testare vaccini, farmaci, i raggi X poco conosciuti.

Ora Rachel mette insieme i pezzi. La vita di Mildred è nelle sue mani. Può vendicarsi: vale la pena farlo?

Kim van Alkemade è nata a New York, ma ha scavato nel passato della sua famiglia e di molte altre, e i fatti che racconta sono veramente accaduti. E ha voluto raccontarli nel suo romanzo d'esordio

La bambina numero otto, di Kim van Alkemade, Bookme-DeAgostini, pp.384, 16,90 euro, ebook 8,99 euro

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MORIRE IN PRIMAVERA

Ralf Rothmann, uno dei più conosciuti scrittori tedeschi racconta l'eterna follia della guerra che pesca le vittime anche nelle fila dei suoi seguaci.

Nella Germania del Nord, Walter e Fiete, 17 anni lavorano nei campi, sono mungitori, sanno a malapena chi è Hitler, sanno però che c'è la guerra che si porta via i giovani e non li restituisce più. Ma loro si sentono al riparo. Sì sono stati nella gioventù tedesca ma Walter non ha mai imparato a sparare. E Fiete quando beve storpia persino il nome del Führer.

Eppure verranno presi per combattere in Ungheria. Sbattuti in prima linea con gli ufficiali che gli sparano nei talloni per mandarli a combattere. Fiete il più forte si ribellerà, diventando un disertore. Finirà male per tutti e due.

Perché come si diceva, la guerra non guarda in faccia a nessuno.

Morire in primavera, di Ralf Rothmann, Neri Pozza, pp. 205, 16 euro

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LA RAGAZZA CON LA BICICLETTA ROSSA

Un'altra storia di scavo nel passato, scritta da Monica Hesse giornalista americana che ha ricostruito con pazienza certosina le condizioni dei Paesi Bassi invasi dai nazisti nel 1940. In Olanda durante l'Olocausto morirono circ 10.000 ebrei, in pratica i tre quarti della popolazione ebrea, una percentuale di gran lunga superiore a quella dei paesi vicini.

La storia è ambientata ad Amsterdam, la città di Anne Frank, nel 1943. Hanneke è una ragazzina che ogni giorno percorre la città con la sua bicicletta in cerca di cibo, oggetti, permessi, tutto quello che può trovare al mercato nero e che poi rivende di porta in porta a chi se lo può permettere. Un giorno una delle sue clienti le chiede di cercare non cioccolato ma una ragazzina ebrea che l'anziana signora aveva nascosto in casa sua.

Perché farlo? Hanneke tentenna, poi si convince. Quando l'orrore è grande ogni sacrificio anche piccolo è una forma di riscatto. Ed è grande il gesto se è la gioventù, l'adolescenza, la vita stessa che deve essere riscattata.

La ragazza con la bicicletta rossa, di Monica Hesse, Piemme, pp. 300, 17,50 euro, ebook 9,99 euro

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LA PIANISTA DI AUSCHWITZ

In uno dei suoi libri Suzy Zail, che vive a Melbourne, ha raccontato la storia del padre sopravvissuto all'Olocausto. Era un documento doloroso. Ora ha deciso di scrivere una storia d'amore ad Auschwitz, impossibile, dolorosa e crudele. È finzione, ma può succedere. Perché nel campo-simbolo dell'Olocausto tutto poteva accadere. E nei rigraziamenti l'autrice ribadisce la sua missione: «Parlando dell'Olocausto e continuare a scriverne sono i modi migliori per evitare che accada di nuovo».


Hanna, 15 anni è una pianista di talento, figlia di ebrei della media borghesia ungherese, vive felice con la sorella Erika. Fino a quando la famiglia smembrata verrà internata ad Auschwitz. Lei resterà con la sorella Erika. Ma la sua fama di pianista giunge al comandante del campo che le chiede di suonare a casa sua.


E nella casa del suo carnefice, seppur colto e gentile, dovrà affrontare un'altra prova crudele: accettare o respingere Karl, il figlio del comandante che si innamora di lei. Citando Nelson Mandela nella dedica, Suzy racchiude il senso del racconto: «Se gli uomini imparano a odiare, perché non possono imparare anche ad amare?».

La pianista di Auschwitz, di Suzy Zail, Newton Compton editori, pp. 252, 9,90 euro, ebook 4,90 euro

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