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Dislessia: una mamma racconta la sua esperienza con due figli dislessici in un libro

Carlotta Jesi ha scritto la sua esperienza in un libro intitolato I miei bambini hanno superpoteri, storia della nostra dislessia: ne abbiamo parlato insieme a lei

Getty Images

La scuola può trasformarsi in un incubo se devi lottare ogni giorno per non confondere il 6 col 9, la p con la q. Per fortuna esistono mamme come Carlotta Jesi, che ha cercato di trasformare le debolezze di due figli dislessici in qualità. Racconta la sua esperienza con la dislessia nel libro I miei bambini hanno superpoteri. Storia della nostra dislessia (Sperling & Kupfer, pp. 182, euro 16,90). Dove parla dell'autostima che crolla, della difficoltà a farsi capire dagli altri genitori, che si lamentano che un ragazzo che soffre di dislessia rallenta lo svolgimento del programma. O che crea problemi durante la partita di basket, perché non riesce a seguire le righe tracciate sul campo. In una società super competitiva la parola inclusione resta spesso un concetto astratto.

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La legge prevede molti aiuti

Gli insegnanti spingono ad usare tutti gli ausili possibili, così gli studenti con Dsa non creano problemi e non devono sgridarli per la brutta calligrafia. Ma non sempre sono indispensabili. Vanno bene se c'è una grave difficoltà. Altrimenti sono un'arma a doppio taglio. Noi, al nostro primogenito, abbiamo fatto studiare le tabelline, gli abbiamo dato subito la calcolatrice, per capire dove poteva arrivare da solo e lo abbiamo aiutato solo quando non riusciva a farcela da solo. Ora è in seconda media e usa il computer solo a casa, per alcuni compiti.

Purtroppo non è facile trovare la scuola giusta

Per noi le elementari sono state un calvario, la maestra continuava a ripetergli «scrivi meglio». Alle media abbiamo trovato una struttura preparata, dove si puntava a valorizzare le qualità, piuttosto che soffermarsi sui difetti. Non sono finiti i problemi, ma è cambiato il contesto, ci siamo sentiti appoggiati. Adesso ho un sogno: vorrei fondare una scuola speciale, dove si lavori sulle potenzialità dei ragazzi. Sono sicura che servirebbe a tutti, non solo a quelli che hanno queste difficoltà.

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Come si riconosce un buon istituto?

Io guardo l'home page, cerco di capire se gli insegnanti hanno una particolare attenzione per i Dsa e i disturbi dell'apprendimento e poi chiedo di parlare con la responsabile dello sportello. E poi, come sempre, parlo con le altre mamme.

I dislessici hanno grandi potenzialità

Risolvono i problemi utilizzando punti di vista insoliti, perché ragionano per immagini. Sono visionari, come Richard Branson il fondatore di Virgin. O l'informatico Nicholas Negroponte: ha studiato al Massachusetts institute of technology di Boston, una delle migliori università del mondo, dove molte persone sono come lui. Tanto che ha detto: «la dislessia è la malattia del Mit». Perché coinvolge persone che hanno dovuto affrontare grandi difficoltà nel corso degli studi e hanno imparato a scoprire i loro talenti nascosti.

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