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Christian Jacq racconta la saga di Ramses

Il famoso scrittore egittologo torna in Italia con il sequel Il figlio di Ramses  e in un'intervista svela come è nata la nuova serie e parla del suo amore per l'Egitto

Getty Images

Per 20 anni non abbiamo avuto suoi libri nuovi. Ma in Francia Christian Jacq ha continuato a scrivere. Il professore-archeologo che negli anni Ottanta/Novanta - il periodo d'oro della letteratura divulgativa - ha ha fatto conoscere e amare la vita e il gossip sul faraone Ramses, marito di Nefertari, (35 milioni di copie vendute nel mondo), ha deciso di ritornare con Il figlio di Ramses, il sequel della famiglia faraonica raccontato da Setna, il figlio minore, aspirante scriba, sacerdote e mago. Dove all'amore per il suo antico Egitto, si mescola una tinta di thriller. Sono quattro i titoli in programma per il 2016, che usano il mirabile stratagemma delle serie tv: per sapere come va a finire, devi leggerli tutti.

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Lo scrittore, saggista ed egittologo Christian Jacq, 68 anni.
Getty Images

Cosa ha fatto in questi 20 anni di assenza dall'Italia?

Ho pubblicato una dozzina di saggi, 25 romanzi, una manciata di polizieschi (famoso il suo ispettore Higgins, ndr).

C'entra sempre l'antico Egitto?

Certo, alla fine avevo talmente tanto materiale sulla civiltà dei faraoni, sul potere, sul concetto di giustizia, sulla forza creativa della magia, tenuta in gran conto, all'epoca di Ramses che ho deciso di andare avanti con la mia serie, e come eroe della saga questa volta ho scelto Setna, uno dei figli del faraone, quello che più incarna la filosofia e la cultura del periodo.

Il primo titolo della nuova saga Il figlio di Ramses - La tomba maledetta (tre60, pp. 272, euro 9,99).

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La storia dei faraoni attira sempre?

Una civiltà che è durata tre millenni, sotto un solo regime politico, e continua a essere studiata, non muore mai. È stata la madre spirituale di tutto l'Occidente, la fonte di ogni saggezza, per dirla con i Greci. Ci ha lasciato una serie di valori, di cui noi siamo gli eredi e ai quali possiamo ispirarci. È un grande vantaggio. 

Il secondo titolo uscito Il figlio di Ramses-Il libro proibito (tre60, pp. 272, € 9,90, ebook € 6,99).

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Ci sono valori che superano i secoli?

Sa cosa significa la parola Maât, che stava alla base dell'ordinamento sociale e politico dei faraoni? Giustizia, verità, ordine, regola di vita, sia per il singolo che per la comunità, equilibrio sociale. E rispetto.

Abbiamo scoperto tutto sull'antico Egitto o ci riserva ancora delle sorprese?

La civiltà egizia ha lasciato le sue testimonianze non solo in architettura, ma in moltissime altre forme, ci sono testi di medicina, letteratura, molti geroglifici da tradurre e molte iscrizioni tombali non sono ancora state classificate. Poi gli scavi continuano a Giza, Saqqara, nella Valle dei Re (poco dopo l'intervista abbiamo avuto notizia dell'identificazione di due nuove camere nella tomba di Tutankhamon, ndr). Il problema è la sicurezza, la protezione e la preservazione dei ritrovamenti.

Quali sono i problemi dell'Egitto di oggi?

Il Paese si trova di fronte a due pericoli inevitabili: l'islamismo radicale che si è diffuso in molti strati della popolazione e la demografia galoppante che rende le condizioni di vita difficilissime non solo nelle campagne, ma anche in città. Ci avviamo ai 90 milioni di abitanti su un territorio che non ha l'estensione adatta a garantire la prosperità della popolazione. E temo che accada anche qui quello che è accaduto ai Buddah di Bamiyan in Afghanistan, a Palmira, in Libia, senza che la comunità internazionale abbia reagito. Gli islamisti radicali hanno già detto che abbatteranno i monumenti dell'antico Egitto. In più il patrimonio architettonico dell'Egitto faraonico è minacciato dal cambiamento climatico e dalle conseguenze secondarie prodotte dalla grande diga di Assuan. Se i tesori di questa civiltà dovessero scomparire, il mondo sprofonderà in un buio senza fine.

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