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Luigi Pistillo racconta Il paradosso di Pancrazio

La Milano del Novecento scorre attraverso le avventure semiserie di Pancrazio creato  da Luigi Pistillo, che milanese non è, ma gli eroi nascosti non appartengono a un luogo o a un tempo stabilito

Getty Images

Luigi Pistillo, attore, scrittore e regista, è nato a Campobasso, ma vive a Milano da anni. Nella sua città adottiva ha ambientato Il paradosso di Pancrazio. Con lo humour che lo contraddistingue ci racconta come è nato il suo primo romanzo. E perché si è cimentato con il milanese, che scritto è ancora più difficile che parlato.

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Il paradosso di Pancrazio, di Luigi Pistillo, Mursia, pp. 235, €16

«Anche per me c'è stata la folgorazione sulla via di Damasco. Circa un paio di lustri fa, la virginale pagina bianca, avvezza alla mia scrittura teatrale, si dispose in modo diverso. Con l'energia seduttiva di una sirena ardeva di desiderio, bramava di essere deflorata dalle mie parole. Inizialmente si trattò di un richiamo ipnotico, di una rivelazione, ma poi alla fides si aggiunse la ratio. 

Luigi Pistillo, attore, regista teatrale e ora scrittore

 
Ossia dopo essermi congiunto con la dolcezza e l'ispirazione di uno stilnovista alla mia pagina-sposa, cercai di capire dove tutto ciò potesse condurmi e chi sarebbero stati i miei compagni di viaggio. Vidi una moltitudine di personaggi che pirandellianamente agognavano un autore.

 
Esseri umani che la nostra quotidianità ci propone: egoisti, crudeli, profittatori, conformisti, cialtroni etc., nei quali tuttavia stentiamo a riconoscerci, salvo poi associarli al vicino di casa o a un parente. Tuttavia con ironia e gusto della parodia li ho resi buffi, talvolta esilaranti. Alcuni lettori mi hanno chiesto di farli vivere ancora».

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