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Un libro su un amore gay denuncia l'omofobia nel mondo dello sport

Arriva in libreria una nuova edizione di La corsa di Billy, storia d'amore ambientata negli anni 70 che tratta di omosessualità e sport: è l'occasione per parlare di atleti gay che hanno fatto coming out

gay sport omofobia libro La corsa di Billy
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Il New York Times non ha avuto mezzi termini nell'elogiarlo: ««La più famosa storia d'amore gay mai narrata, commovente e monumentale… In confronto Il giovane Holden e Il signore delle mosche sembrano Mary Poppins». Il libro di cui si parla è La corsa di Billy, scritto da Patricia Nell Warren negli anni 70 e ora in libreria in una nuova edizione pubblicata da Fazi.

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La corsa di Billy

La storia è ambientata negli anni 70 e affronta il tema dell'omofobia nello sport. Siamo in un piccolo college di New York dove come allenatore c'è Harlan Brown che in passato è stato licenziato da una prestigiosa università per sospetta omosessualità. Nel suo nuovo posto di lavoro Harlan Brown cerca di essere il più conformista possibile, per evitare grane. Un giorno, però, gli si presentano tre giovani – Vince Matti, Jacques LaFont e Billy Sive: tre ottimi atleti scaricati dalla loro squadra perché avevano ammesso di essere gay. Billy, in particolare, è una grande promessa per i 10mila metri. Harlan Brown alla fine accetta di allenare i tre giovani e li prepara tanto che si decide di partecipare alle Olimpiadi di Montreal '76. Nel frattempo il rapporto tra Harlan e Billy non è più solo quello di allenatore e allenato, ma diventa qualcosa di più e ci si trova dinanzi a una scelta: mantenere tutto nascosto oppure uscire allo scoperto, rischiando di non partecipare alle Olimpiadi?

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Sport e omosessualità
Getty Images

Il tema dell'omofobia nello sport è molto attuale anche oggi, sebbene siano passati decenni dalla prima pubblicazione di questo libro, che ormai è diventato un classico. In Italia gli atleti professionisti che hanno fatto coming out sono mosche bianche: purtroppo qui da noi l'omofobia è ancora imperante e si manifesta in mille modi.

All'estero ci sono più atleti che si sono dichiarati lesbiche e gay. Ci siamo già soffermati sul tema degli atleti gay in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016. L'uscita in Italia del libro La corsa di Billy è l'occasione per soffermarci su altri sportivi che si sono dimostrati campioni anche fuori dal campo.

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Billie Jean King
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La prima atleta americana a fare coming out è stata Billie Jean King. La tennista divenne celebre nel 1973 dopo aver sconfitto Bobby Riggs in quella che viene ricordata come la «battaglia dei sessi». Ha fatto coming out nel 1983, ammettendo di aver una relazione con la sua segretaria. 

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Martina Navrátilová
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Sempre nel mondo del tennis troviamo Martina Navrátilová, vera regina nel suo sport. Nata nell'ex Cecoslovacchia divenne cittadina americana nel 1981 e nello stesso anno dichiarò la propria omosessualità. Nel dicembre 2014 Martina Navrátilová ha sposato Julia Lemigova (Miss Urss 1990 e rappresentante della Russia a Miss Universo 1991), dopo 6 anni di fidanzamento.  Ricordiamo che nel 2000 Martina Navrátilová partecipò a una puntata di Will & Grace nel ruolo di un'amante di Karen Walker.

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Matthew Mitcham
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Spostandoci nel mondo del nuoto ricordiamo Matthew Mitcham, australiano, che vinse l'oro alle Olimpiadi di Pechino nel 2008. Dopo il suo coming out gli sponsor lo scaricarono perché non volevano avere a che fare con un atleta omosessuale.

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Tom Daley
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È andata meglio a Tom Daley, inglese, campione del mondo nella piattaforma da 10 metri nel 2009 ai Mondiali di Roma. In un primo momento Tom dichiarò di essere bisessuale e poi precisò di essere omosessuale. Vera e propria star anche sui social network, Tom è fidanzato con Dustin Lance Blank, Oscar 2009 per la migliore sceneggiatura originale per Milk di Gus Van Sant.

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Justin Fashanu
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Il mondo del calcio, purtroppo, non brilla per mentalità aperta. A farne le spese è stato Justin Fashanu, inglese, primo calciatore al mondo a fare coming out. Era il 1990 e suo fratello lo rinnegò. Venne accusato – senza alcuna mancanza di prove – di stupro e lui, non reggendo al clima omofobico in cui viveva, si tolse la vita. Aveva 37 anni.

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Thomas Hitzlsperger e altri calciatori
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Nel corso del tempo ci sono stati altri calciatori che hanno fatto coming out: ricordiamo Yoann Lemaire, francese, che venne licenziato dalla sua squadra di calcio per aver dichiarato di essere gay. Ci sono anche casi positivi: pensiamo ad Anton Hysén, calciatore svedese in attività dichiaratamente gay, o Robbie Rogers, centrocampista del Los Angeles Galaxy, che ha concluso il 2016 annunciando il fidanzamento ufficiale con lo sceneggiatore e regista Greg Berlanti. Infine ricordiamo Thomas Hitzlsperger (in foto), soprannominato The Hammer (Il Martello) per la potenza del suo tiro, che ha giocato anche in Italia, nella Lazio, e ha fatto coming out nel 2014, diventando uno dei primi calciatori tedeschi a dichiararsi gay.

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Orlando Cruz
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Il portoricano Orlando Cruz, soprannominato El Fenómeno, è al 4º posto tra i pesi piuma della World Boxing Organization. Ha fatto coming out nel 2012: è il primo pugile professionista, ancora in attività, a essersi dichiarato omosessuale. 

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