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Poesie d'amore: le più belle di Pablo Neruda da dedicare

Il romanticismo è assicurato con i componimenti dell'autore cileno: scopri le più belle, da dedicare al tuo amore

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Getty Images

Travagliata, avventurosa, ricca di amori e di passioni, la vita stessa di Pablo Neruda è stata una lunghissima e fascinosa poesia. Amato dalle donne, avversato dal potere, il grande poeta cileno ha dovuto fare i conti con censure, minacce ed esilii. La sua storia (è nato nel 1904 ed è morto nel 1973, dopo aver vinto il Nobel per la letteratura) ha ispirato, tra gli altri, un capolavoro del cinema italiano, Il Postino di Troisi. Neruda, romantico e sensibile, ci ha lasciato in eredità una grande quantità di componimenti, quasi tutti a sfondo amoroso. Eccone una selezione: i passi più significativi delle sue poesie, scegli tu da dedicare a chi.

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Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce (...) Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Sonetto LXIV

E lì dalle tenebre mi sollevai al tuo petto, senz'essere e senza sapere andai alla torre del frumento, sorsi per vivere tra le tue mani, mi sollevai dal mare alla tua gioia.

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Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso (...) Quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l'aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei.

Non ti amo come fossi rosa di sale

Non ti amo come fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco, t'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. Ti amo come pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori, e grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il denso aroma che sale dalla terra.

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Qui ti amo

Amo ciò che non ho. Tu sei cosi distante. La mia noia combatte con i lenti crepuscoli. Ma la notte giunge e incomincia a cantarmi. La luna fa girare la sua pellicola di sogno. Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi. E poiché io ti amo, i pini nel vento vogliono cantare il tuo nome con le loro foglie di filo metallico.

Pablo Neruda.
Getty Images

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Ode al giorno felice

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, tu canti e sei canto. Il mondo è oggi la mia anima, canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia essere felice, essere felice perché sì, perché respiro e perché respiri, essere felice perché tocco il tuo ginocchio ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo e la sua freschezza.

Sonetto XCIII

Lascia le tue labbra socchiuse perché quest'ultimo bacio deve durare con me, deve restare immobile per sempre sulla mia bocca perché anche così m'accompagni nella mia morte. Io morirò baciando la tua pazza bocca fredda, abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo, cercando la luce dei tuoi occhi chiusi.

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La notte nell'isola

Tutta la notte ho dormito con te vicino al mare nell'isola. Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno, tra il fuoco e l'acqua.

Il figlio

Così venisti al mondo. Da tanti luoghi vieni, dall'acqua e dalla terra, dal fuoco e dalla neve, da così lungi cammini verso noi due, dall'amore che ci ha incatenati, che vogliamo sapere come sei, che ci dici, perché tu sai di più del mondo che ti demmo. Come una gran tempesta noi scuotemmo l'albero della vita fino alle più occulte fibre delle radici ed ora appari cantando nel fogliame, sul più alto ramo che con te raggiungemmo.

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Non t'amo se non perché t'amo

Non t'amo se non perché t'amo e dall'amarti a non amarti giungo e dall'attenderti quando non t'attendo passa dal freddo al fuoco il mio cuore (...) In questa storia solo io muoio e morirò d'amore perché t'amo, perché t'amo, amore, a ferro e fuoco.

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