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Cannes 2016: la quota italiana, da Valeria Golino ai film

4 film, 1 documentario, 2 corti (e una delle nostre migliori attrici in giuria): nessuno corre per la Palma d'Oro, ma l'Italia a Cannes 2016 c'è, e con opere degne di nota! Scoprile qui

Qualcuno potrebbe pensare che non avere film in concorso al Festival di Cannes non sia poi così grave. Dopotutto, l'anno scorso l'Italia ne aveva 3 - Mia madre (Nanni Moretti), Youth (Paolo Sorrentino) e Il racconto dei racconti (Matteo Garrone) - e nessuno ha vinto la Palma d'oro. Tanto vale non gareggiare, ma essere comunque presenti con film di livello.

Quale delle alternative sia la migliore, non sta a noi stabilirlo. Una cosa però è certa: a Cannes 2016 gli italiani ci sono, non sono pochi (e hanno cominciato a sfilare sulla Croisette) e in un caso sono in competizione per una sezione speciale. Eccoli.

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Pericle il Nero

Il film compete nella sezione Un certain regard, lo dirige Stefano Mordini e, soprattutto, lo interpreta Riccardo Scamarcio. Tratto da un romanzo di Giuseppe Ferrandino, racconta la storia di un boss camorrista e di un suo sicario (Scamarcio) costretto a fuggire in Francia per non pagare le conseguenze di un errore. Lì trova una donna che gli consente di rifarsi una vita. Il film è prodotto da Valeria Golino, che sulla Croisette ritroverà il suo ex Riccardo.

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La pazza gioia

Paolo Virzì passa dalla brianza oscura del Capitale umano alla gioia folle delle comunità terapeutiche. In una di esse sono in custodia giudiziaria due donne (Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni tedeschi) da Ying e Yang: una è tutta estroversione, l'altra è la timidezza in persona. Nei loro piani c'è una fuga verso la felicità.

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Fai bei sogni

Sì, Massimo Gramellini. C'è lui nell'immagine perché il film di Marco Bellocchio è tratto dalla sua autobiografia. Il giornalista e scrittore, nel libro eponimo, ha raccontato la propria vita e in particolare la propria infanzia, segnata dalla depressione della mamma - e dal conseguente tragico epilogo. La frase del titolo? Era quella con cui lei dava la buonanotte al figlio.

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Fiore

Ancora giustizia carceraria nei temi italiani a Cannes 2016, con la storia di Daphne e di Josh. Entrambi minorenni, entrambi in galera per rapina. L'obbligata distanza fisica tra i due non impedisce il fiorire di un sentimento fatto di sguardi, brevi dialoghi e lettere clandestine. Il regista è Claudio Giovannesi.

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L'ultima spiaggia (e altri)

Dopo i film, un documentario. A Trieste, unica in Italia (forse anche in Europa) c'è una spiaggia divisa da un muro: da una parte le donne, dall'altra gli uomini. I registi - il greco Thanos Anastopoulos, residente da anni nel nostro Paese, e Davide Del Dega - ci hanno trascorso un anno, per riprendere e montare ciò che hanno definito una «tragicommedia sulla natura umana». È nato così L'ultima spiaggia.

A chiudere il gruppo dei nostri a Cannes provvedono due corti. Uno è Il silenzio, regia iraniana (Farnoosh Samadi Foroshani e Ali Asgari) e produzione italiana; l'altro è La santa che dorme, diretto da Laura Samani, prodotto del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

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