Amy Adams: «Il successo non vale nulla se manca la felicità»

L'abbiamo adorata in Arrival, American Hustle e Come d'incanto, ma ci sono delle curiosità che la rendono ancora più speciale

Ha incantato tutti: prima con il suo fascino, poi con le sue dichiarazioni sentite e profonde. Ospite al Giffoni Film Festival, l'attrice Amy Adams ha chiacchierato a lungo con la platea dei fan, invitando i ragazzi a impegnarsi per la pace e a cercare, prima ancora del successo, la felicità. La star, che al suo attivo vanta cinque nomination agli Oscar e due Golden Globe (oltre che una strepitosa Lois Lane in Superman), ha poi parlato anche di lei. E così abbiamo scoperto che...

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
1 Ha origine vicentine

E ne va persino orgogliosa: per onorare le sue origini italiane, Amy Adams ha deciso di chiamare la sua primogenita Aviana. Non è dato sapere quanto la pargoletta, non appena diventerà adulta, si infurierà con la madre, ma di certo per gli abitanti di Aviano (in provincia di Vicenza) il nome è come una medaglia al valore. Se non di più. 

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
2 Se fa l'attrice è solo questione di...chimica!

Il lavoro d'attrice? È stato - quasi - un ripiego per Amy Adams che, fin da piccola, sognava di diventare medico. A farle cambiare idea sarebbe stato un esame di chimica, durante gli anni di liceo. Lì ha capito che, forse, le materie scientifiche non facevano per lei. Così ha iniziato a danzare e poi a studiare le arti dello spettacolo. Anche lei ha dovuto fare la sua gavetta, secondi lavori e svariati provini, ma poi la notorietà è arrivata con Bella da morire.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
3 La felicità prima del successo

Cinque nomination agli Oscar, due Golden Globe e persino la consapevolezza di essere tra le più credibili Lois Lain del grande schermo non valgono nulla se manca la felicità. A sostenerlo è la stessa attrice che, alla gremitissima platea di Giffoni, ha spiegato: «L'obiettivo è essere felici. All'inizio della mia carriera ho avuto tanti momenti di scoraggiamento, specialmente quando ricevevo rifiuti. Poi ho capito che è un bene mettersi in discussione. Ancora oggi penso che ogni tanto sia meglio fermarsi, fare il punto della situazione e capire se la carriera sta andando nella direzione desiderata. A volte può sembrare che abbiamo successo, invece non siamo felici»

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
4 La peggiore esperienza? American Hustle

E dire che, tra i film che la vede protagonista, American Hustle è uno dei più riusciti. Eppure Amy Adams lo ricorda come un'esperienza difficile: sul set le discussioni con il regista David O. Russell sarebbero state all'ordine del giorno e, una volta finito di girare, era difficile liberarsi delle tensioni della giornata. «La sera ero talmente tesa che avevo paura di non poter dare la parte migliore di me alla mia famiglia, a mia figlia», racconta Adams, «è stata un'esperienza non facile ma mi ha insegnato a lavorare in un modo diverso, a separare vita privata e professionale. Se dovessi tornare indietro, comunque, rifarei il film».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
5 La migliore? Come d'incanto

Amy Adams non ha esitazioni e quando le chiedono quale sia il film più bello della sua carriera, sceglie la leggerezza di Come d'incanto. Il titolo, spensierato ma originale, ribalta le classiche regole delle fiabe. Oltre a Come d'incanto la Adams è grata anche ad Arrival.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Film