Abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy. Consulta il nuovo testo qui.

Berlinale 2018, l'Orso d'oro è femmina ma non chiamatelo "effetto #MeToo"

Ridda di premi alle donne al Festival del cinema di Berlino 2018: sul podio la rumena Adina Pintilie e la polacca Malgorzata Szumowska con 2 film che non convincono la critica

Gettyimages.com

Giù il sipario sulla 68ma edizione della Berlinale, che ha premiato un gran numero di donne, tra registe, attrici, e riconoscimenti tecnici.

A partire da Adina Pintilie, regista trentottenne rumena che si è aggiudicata contemporaneamente l'Orso d'oro e il premio Opera prima per Touch me not, in realtà fischiatissimo dalla platea berlinese, docudrama che, tra fiction e realtà, aspirazioni e paure, indaga sul desiderio e sull'intimità.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Adina Pintilie, Orso d'oro e premio Opera prima per Touch me not.

Mentre il Gran premio della Giuria è andato a Mug, della polacca Malgorzata Szumowska, storia di un uomo che si sottopone a un trapianto facciale, satira macabra sulla Polonia di oggi cattolica e individualista.

Małgorzata Szumowska, Gran premio della Giuria.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Il verdetto ha premiato altre registe per le categorie dei documentari (Ruth Beckermann per Waldheims Walzer) e dei corti (Ines Moldavsky per The Men Behind The Wall), la costumista Elena Okopnaya (per il contributo artistico al russo Dovlatov).

Ines Moldavsky premiata per il corto The Men Behind The Wall.

Il gettonatissimo Isle of dogs di Wes Anderson si è dovuto accontentare del premio alla regia, mentre quello alla miglior sceneggiatura è andato a Manuel Alcalá e Alonso Ruizpalacios per Museo di Alonso Ruizpalacios.

Alba Rohrwacher con la piccola Sara Casu in Figlia mia di Laura Bispuri.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Tornano a mani vuote gli italiani: l'Orso d'argento per la miglior attrice, cui aspiravano Valeria Golino e Alba Rohrwacher per Figlia mia di Laura Bispuri, è stato vinto dalla brava Ana Brun di Las herederas di Marcelo Martinessi. Nessun riconoscimento neppure per La terra dell'abbastanza dei due esordienti Fabio e Damiano D'Innocenzo, alla Berlinale nella sezione Panorama.

La costumista Elena Okopnaya per il contributo artistico a Dovlatov.
.

Un risultato con un rischioso effetto boomerang: il verdetto "rosa" della Berlinale, il più impegnato tra i festival cinematografici, ha scontentato gran parte della critica, che non ha esitato a classificarlo come "deriva del #MeToo", come se la ridda di artiste premiate costituisca di per sé un'anomalia. Senza entrare nel merito delle scelte dei giurati, una cosa è certa: abbiamo ancora molta strada da percorrere.

L'Orso d'oro, il premio più ambito della Berlinale.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Film