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Festival di Venezia 2017: il diario dell'inviata di Gioia! del giorno 1

Alessandro Borghi ha inaugurato la 74ma edizione della Mostra del cinema di Venezia: sbarcano le prime star e con il film d'apertura Downsizing, parabola ambientalista con Matt Damom, si alza ufficialmente il sipario

Getty Images

Sale sensibilmente la tensione in questo countdown che precede l'inaugurazione ufficiale, stasera, della Mostra del cinema di Venezia, giunta alla sua 74ma edizione. E si capisce anche il perché: tra le tante trincee di sicurezza che interrompono la passeggiata lungo vialone della cittadella del Festival in Laguna e i lavori di ristrutturazione che hanno rifatto il maquillage del Palazzo del cinema tuttora in corso sono tutti col fiato sospeso.

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A smorzare il clima del Festival di Venezia 2017 ci pensa il madrino Alessandro Borghi, padrone di casa bono e simpatico (e molto elegante) che scherza con fotografi e cronisti sui gradini del Palazzone ora d'un bianco immacolato.

Alessandro Borghi.

A distrarre il popolo dei cinefili invece sono state le primissime proiezioni del fitto programma di questa edizione del Festival, a partire dal film di apertura (e in concorso) Downsizing, satira ecologista di Alexander Payne che immagina una soluzione drastica al problema della sovrappopolazione e dell'impatto dell'umanità sul pianeta, in cui Matt Damon diventa pioniere di un esperimento di miniaturizzazione che riduce uomini e donne alle dimensioni di soldatini o poco più, e li trasforma cittadini di serie B, con maggior potere d'acquisto (tutto costa costa proporzionalmente meno nel mondo di serie B) e minor impatto ambientale.

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Fuor di metafora, il film punta il dito sui compromessi quotidiani che scalfiscono la nostra integrità in nome di uno stile di vita sempre più consumista. Damon, in dimensione originale, col suo solito sorriso storto, ha anche inaugurato lo sbarco della folta delegazione hollywoodiana che raggiungerà in questi giorni il Lido.

Matt Damon con la moglie Luciana Damon.
Getty Images

Ha convinto di più il film d'apertura della sezione Orizzonti, Nico 1988, dell'italiana Susanna Nicchiarelli, che insegue l'ultimo anno di vita e l'ultimo tour di Nico, al secolo Christa Päffgen, ex modella, musa di Andy Warhol, cantante dei Velvet Underground, musicista intensa e ispirata animata da una vocazione autodistruttiva.

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Una scena di Nico 1988.
©Lorenzo Piermattei

Ha incantato anche il maestro dell'horror Guillermo Del Toro con The Shape of water (sempre in concorso e uno dei film più attesi quest'anno), storia d'amore fantastica e «interrazziale» tra una creatura anfibia - forse una divinità amazzonica, in ogni caso pazzescamente sexy - e una donna delle pulizie muta e romantica. Una favola ambientata negli anni della guerra fredda in cui declina il Sogno americano, che strizza l'occhio alla crescente intolleranza per il diverso che anima i nostri giorni.

Una scena di The shape of water.

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E con gli occhi piene della traboccante sensualità evocata da Del Toro ci prepariamo a celebrare l'inizio della kermesse veneziana, che oltre al cinema è ovviamente anche un'occasione da red carpet: il primo giorno ha rubato la scena Bianca Balti in bianco (appunto).

Bianca Balti con Stefano Beraldo.
Getty Images

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