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Festival di Cannes 2017: il diario dell'inviata di Gioia! del giorno 4

Torna la calma dopo il falso allarme bomba, scemano le polemiche e finalmente arriva un po' di umorismo in sala, in attesa di Fortunata

Jasmine Trinca in Fortunata
P. Ciriello

Tutto è tornato tranquillo sotto le palme della Croisette, dopo l'allarme bomba di ieri sera e la conseguente evacuazione della sala Debussy, dove doveva debuttare l'attesissimo Le redoutable che Michel Hazanavicious ha dedicato al grande maestro e collega, il regista svizzero Jean-Luc Godard. Ma dell'allerta hanno già parlato i tg italiani, e la gran massa di giornalisti fatti sfollare con il generico slogan "safety problems" ha contribuito a far rimbalzare la notizia su tutti i social alla velocità della luce.

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Ciò che ci piace invece raccontarvi è che quando hanno riaperto i cancelli, per quanto gli addetti alla sicurezza si siano sforzati di ricomporre le file per colore di badge e gerarchie (non sia mai!), qualche clandestino dal badge blu (semidannato) è riuscito a penetrare nelle file nemiche dei rosa e financo dei bianchi (il fior fiore della stampa qui convenuta) e si è goduto il film con le gambe belle distese in platea. Ed è bastata la consapevolezza di aver compiuto un piccolo gesto eversivo beffando gli sgherri della security gallica per farci contenti, ché qui siamo gente piuttosto semplice.

Louis Garrel e Stacey Martin (seminascosta) in Le redoutable

L'altro piacere è stato godersi (tra il sommesso borborigmo di dissenso dei cinefili di lungo corso sparsi nella sala) l'appassionata leggerezza con cui Michel Hazanavicious ha reso omaggio a Jean-Luc Godard in Le redoutable, interpretato da un incredibile Louis Garrel, che si è calato nei panni del Maestro (zeppola e accento svizzero compresi) con grazia, accuratezza e una certa dose di autoironia, restituendogli tutta la sua sociopatica verve, ma fermandosi un passo prima della caricatura. Il film è tratto da Un année studieuse, libro autobiografico di Anne Wiazemsky, che ai tempi in cui si svolge la storia era la seconda, giovanissima moglie del regista, protagonista del suo La cinese, e qui interpretata da un'incantevole Stacy Martin.

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Dustin Hoffman ed Emma Thompson in The Meyerowitz stories

La confusione del falso allarme ci ha però impedito di assistere purtroppo al debutto come regista di Kristen Stewart, che ieri sera era a Cannes, vestita da Ziggy Stardust a presentare fuori concorso il suo cortometraggio, Come swim. Ci ripromettiamo di anticiparvi qualcosa, non appena incrociamo qualcuno che l'ha visto (pare nessuno, possibile?).

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Come swim, di Kristen Stewart

Gli amanti della polemica saranno invece delusi: solo qualche urletto e un fischio da carrettiere ubriaco indirizzato al logo di Netlix sulla sigla di apertura hanno accolto il secondo film prodotto dalla piattaforma digitale americana: The Meyerowitz stories, commedia brillante e impeccabile del giovane e stimato Noah Baumbach (Frances Ha, Mistress America) che ha arruolato un cast stellare (Dustin Hoffman, Emma Thompson, Adam Sandler, Ben Stiller) per mettere in scena rancori, conflitti sopiti e talenti nascosti di una delle famiglie più disfunzionali del cinema, i Meyerowitz, appunto, eccezionalmente riunita per celebrare in un'esposizione il lavoro del padre scultore (un formidabile Hoffman).

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Nicole Centanni e Jasmine Trinca in Fortunata

Ma oggi è soprattutto il giorno di Fortunata, di Sergio Castellitto, il film, presentato al Festival nella sezione Un Certain Regard, è basato su una sceneggiatura della moglie, la scrittrice Margaret Mazzantini, e ci ha portato qui sulla Croisette un po' di star nostrane: Jasmine Trinca, Stefano Accorsi e Alessandro Borghi, che nel miglior spirito patriottico (qui a Cannes si diventa per forza tifosi) stiamo andando ad accogliere come si deve... A bientôt!

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