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Penélope Cruz in Ma Ma: si può essere belle anche con il cancro

Nel suo nuovo film, Ma Ma-Tutto andrà bene, interpreta una donna malata di tumore al seno: un'esperienza che l'ha coinvolta profondamente e le ha fatto capire che «si può essere splendide» pure senza capelli e con le cicatrici sul seno

Getty Images

«A volte le cose hanno bisogno di una leggera spinta. Se ci chiudiamo o ci isoliamo, non può accadere nulla». Penélope Cruz, radiosa e più languida che mai nei suoi 42 anni, invoca destino e determinazione per sintetizzare la sua parabola di artista: «In principio pensavo che una carriera nel cinema fosse un sogno. Diventare un'attrice, per di più famosa, non me lo sarei davvero mai aspettato», confessa, allungando in un sorriso la sua bocca perfetta. Non posso fare a meno di farglielo notare e la sua risata diventa una fontana zampillante: «È da quand'ero ragazza che ricevo complimenti a proposito della mia bocca. Non ho mai capito davvero perché, finché qualcuno non mi ha spiegato che ha la forma di un cuore: mi ha fatto così piacere». 

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Musa di Pedro Almodóvar, un Oscar con Woody Allen per Vicky Cristina Barcellona, Penélope ha fama di non tirarsi mai indietro davanti alle sfide, ma stavolta si è messa davvero in gioco, producendo (con l'amica Eva Longoria), e interpretando, Ma Ma - Tutto andrà bene (presentato al Biografilm Festival di Bologna in anteprima l'11 giugno, e dal 16 al cinema), film diretto da Julio Médem, in cui è Magda (nella foto sotto), insegnante disoccupata e mamma di un bambino piccolo che resta incinta e si ammala di cancro al seno. Per interpretarla si è presentata in video con la testa rasata e il corpo nudo, segnato dalle cicatrici. Un gesto coraggioso, hanno detto molti. Non per lei. «È il mio omaggio a tutte le donne che affrontano questa malattia. Non ho mai pensato che girare quelle scene senza capelli o con il seno ferito significasse mortificare il mio aspetto» dice. «Magda è una donna stupenda. La sua bellezza nasce dalla forza, dall'amore, dal coraggio di voler essere felice nonostante tutto».  

Penélope Cruz in una scena di Ma Ma-Tutto andrà bene.

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Impresa non facile.

In ogni vita esiste qualcosa di magico che si manifesta nei momenti più inaspettati, è lì che dobbiamo dimostrare di saper cavalcare il destino. Magari le cose non vanno nella direzione sperata, ma la vita sa sempre sorprenderci.  

Come si è preparata per questo progetto? 

Ho parlato con molte altre donne colpite dal cancro al seno. Una di queste, proprio come Magda, si è ammalata per la seconda volta ed è rimasta incinta. È stata un'esperienza che mi ha coinvolta profondamente, spero che il film possa aiutare tante altre donne come lei a non mollare (gli occhi le si bagnano di lacrime ed è visibilmente emozionata).

Da madre sarà stata ancora più dura. 

Diventare mamma mi ha rivoluzionato la vita, al punto che adesso tutte le decisioni dipendono dai miei figli. Prima di accettare un film devo sapere in quale luogo lavorerò, perché non voglio restare troppo lontano da loro. In principio fare l'attrice mi appassionava proprio perché potevo viaggiare. Ora, invece, mi carica di ansie.

Negli ultimi anni  infatti ha recitato meno. Però è diventata perfino produttrice. Si porta avanti?

Sono una persona molto pratica e prevengo i problemi. Per evitare di incagliarmi, brucio le tappe: quando ero una ballerina classica sognavo di fare la Carmen! Mi dicevano: «Sei pazza, sei troppo piccola». Non ci ho messo molto a capire che dovevo passare oltre e tentare col cinema.

Qual è la prossima tappa?

Ho superato i 40 e penso che presto non mi offriranno più ruoli interessanti come un tempo. Preferisco produrre io le storie in cui credo. 

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Vuole anche diventare regista? 

Non mi sento ancora pronta, ma ci sto "lavorando". Intanto, a settembre lancerò un documentario che ho diretto sui bambini malati di leucemia, 1 su 100.000, i cui profitti andranno per la ricerca contro questa malattia. 

Nella promozione di Ma Ma - Tutto andrà bene non ha temuto il confronto con il pubblico. È coraggiosa.

Sento di doverlo alla gente che investe tempo a venire a vedere i miei film e mi entusiasma il rapporto con il pubblico. 

Ci sono ruoli che ha amato di più?

Tutti i miei personaggi, perfino quelli che hanno avuto meno successo, sono una parte di me. Ma due ruoli in particolare mi hanno cambiata dentro: quelli di Venuto al mondo di Sergio Castellitto e di Volver di Pedro Almodóvar. 

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Lei e suo marito (l'attore Javier Bardem, da cui ha avuto Leo e Luna, nati nel 2011 e nel 2013, ndr) siete colleghi, soffrite mai di gelosia? In The counselor, per esempio, lei e Michael Fassbender avete girato scene piuttosto hot.

Siamo professionisti. Posso immaginare sia difficile da capire, ma vi assicuro che è tutta finzione! Comunque io e Javier (nella foto sotto) parliamo sempre liberamente di tutto, quando abbiamo un problema, e questo è importante. 

Penélope Cruz insieme al marito Javier Bardem.

Gira voce che si diletti a tagliare i capelli agli amici. 

So fare pure la ceretta a meraviglia! Mia madre era una parrucchiera e sono cresciuta nel suo salone. Fingevo di leggere, ma non facevo altro che osservare certe sue clienti. Più erano matte più le trovavo interessanti. 

È testimonial di Lancôme: il suo make-up?

Preferisco uno stile naturale. Quando sono di corsa metto solo un po' di mascara, meglio se di quelli che lasciano le ciglia separate, e del rossetto naturale. E non scordo mai il profumo, essenziale "arma" di seduzione. Lancôme Trésor Eau De Parfum lo uso fin da ragazzina. Ma il mio debole sono i massaggi! Professionali o fatti da Javier!

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