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Da Ready Player One, a Io c'è, la Pasqua al cinema al cinema è... Sì, viaggiare

5 film da vedere nel lungo weekend di Pasqua 2018 che ci invitano al viaggio: dall'evasione nella realtà virtuale di Spielberg, al percorso spirituale di Edoardo Leo, guru di una religione autarchica, fino alla vacanza umanitaria di Antonio Albanese, efficace rimedio al razzismo

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Il countdown verso la piccola vacanza pasquale è partito: sospendete l'apnea, rialzate la testa e ritrovate le vostre energie migliori perché, se già non siete salpati per mari & monti, in questi giorni di festa il cinema vi invita a prendere nuove rotte, non necessariamente geografiche, ma anche mentali e del cuore.

E a viaggiare comunque e a ogni costo, sulla scorta delle immagini e dei suoni di mondi lontani o vicinissimi, sulle ali della realtà virtuale, di un alito di spiritualità, di una feroce volontà di riscatto. Per scoprire che poi, in fondo, è anche bello tornare a casa.

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1 Ready Player One (Meglio la realtà reale)
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Dopo War Horse, Lincoln, Il Ponte delle spie e a strettissimo giro dallo strepitoso The post, Steven Spielberg abbandona (temporaneamente?) il filone dei gravi e ponderosi affreschi storici per tornare all'intrattenimento giocoso e scoppiettante degli esordi, con un film-tsunami dedicato alla realtà virtuale, però zeppo di citazioni e di omaggi agli Anni Ottanta, dalla musica ai videogiochi. Ambientato in un futuro non troppo lontano, in cui l'unica gratificazione rimasta a un'umanità in miseria e scippata di ogni prospettiva è la fuga nel mondo appagante quanto virtuale di Oasis, il film è un luna park di sollecitazioni audiovisuali che racconta il riscatto di un ragazzino (Tye Sheridan) impegnato in una caccia al tesoro, anzi, all'"uovo di Pasqua" nascosto nel sistema dal suo creatore. In un fuoco d'artificio lungo quanto un sogno sull'insostituibile bellezza della realtà reale.

Ready Player One, di Steven Spielberg, con Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg, Mark Rylance, T.J. Miller e Ben Mendelsohn.

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2 Io c'è (le vie dello spirito sono infinite)
@Anna Camerlingo

Immaginate una religione in cui le donne stiano alla pari degli uomini, in cui non vigano divieti (tranne quello, accettabile, di mangiare il tofu) e, al posto dei 10 comandamenti, ci siano 10 eludibili suggerimenti... È quanto si inventa Edoardo Leo, sceneggiatore e interprete di questo film provocatorio, per farci ancora una volta ridere, ma anche riflettere con leggerezza sui mali della nostra società. Per eludere le tasse, il suo personaggio trasforma un progetto di B&B in un luogo di culto, e, per l'occasione, decide pure di fondare una religione, lo Ionismo, di cui si autoconsacra guru assoluto. Un progetto grandioso ed egomaniaco che finisce col prendergli la mano, un racconto satirico, fuor di metafora, sul culto imperante dell'Io e la cialtroneria.

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3 Tonya (Resta sul lato selvaggio della strada)
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Tonya Harding è stata un'atleta e una campionessa indiscussa del pattinaggio sul ghiaccio americano, ma, rispetto a quel mondo manieristico e patinato, la sua vita scorreva sul lato sbagliato della strada: era povera, ribelle, piuttosto grezza. E, soprattutto, era circondata da persone prepotenti che non le volevano bene. Per questo catalizzò in fretta il tifo appassionato ma anche l'odio sviscerato del pubblico, fino al controverso epilogo. Un film da non perdere, con l'attrice premio Oscar 2018 Allison Janney nei panni della madre di Tonya e un'immensa Margot Robbie, ne racconta l'emozionante e dolorosa avventura.

Tonya, di Craig Gillespie con Margot Robbie, Allison Janney e Sebastian Stan.

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4 Nelle pieghe del tempo (per viaggiare davvero non servono i soldi, basta aprire la mente)
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Sulla carta gli ingredienti erano esplosivi: il primo film Disney realizzato da una regista afro-americana, Ava DuVernay (quella di Selma. La strada per la libertà, per intenderci), con con un budget di oltre 100 milioni di dollari e un cast di stelle, da Oprah Winfrey e Reese Witherspoon, basato sul best seller omonimo di Madeleine L'Engle, pubblicato nel 1963. Nei fatti, la storia dell'emancipazione di una bambina nera attraverso un viaggio fantastico alla ricerca del padre, tra pregiudizi e discriminazioni, tra magie e grandi metafore esistenziali, è un fantasy sgangherato e un po' retorico, forse più apprezzabile per un ragazzino che per un adulto. Date le premesse ci aspettavamo di più.

Nelle pieghe del tempo, di Ava DuVernay, con Chris Pine, Reese Witherspoon, Gugu Mbatha-Raw, Michael Pena e Zach Galifianakis.

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5 Contromano (cambiare aria ci rende migliori)
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Una vacanza umanitaria. Detto con un generoso eufemismo, ecco ciò in cui Mario, negoziante chiuso, meticoloso e decisamente xenofobo si imbatte, mettendo in pratica la minaccia che molti razzisti come lui indirizzano ai tanti migranti che ci vivono accanto: riportarli a casa loro. Detto, fatto: con sano pragmatismo attira un venditore di calzini senegalese ("un concorrente sleale") nel suo negozio con la scusa di un tè, gli somministra un sonnifero e lo carica in auto. Antonio Albanese dirige e interpreta un road movie nero e un po' amaro su un tema caldissimo e controverso (dati anche i recenti risultati elettorali) su cui è davvero troppo difficile sorridere.

Contromano, di Antonio Albanese, con Antonio Albanese, Alex Fondja e Aude Legastelois.

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