A Cannes 2018 Spike Lee​ rifa la cosa giusta

A Cannes 2018, BlacKkKlansman di Spike Lee spacca: la commedia sul poliziotto afroamericano infiltrato nel Ku Klux Klan punta il dito sul razzismo in America e dà la sveglia a tutt'Europa

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Getty Images

«Ho 61 anni e faccio questo mestiere da abbastanza tempo per sapere che fare bene un buon film è un miracolo». Né giri di parole né falsa modestia, ancora prima di vincere un probabilissimo riconoscimento, Spike Lee sa già di averlo fatto davvero il miracolo, presentando in concorso qui al Festival di Cannes BlacKkKlansman, commedia poliziesca spietata e geniale che affronta il tema caldissimo dell'odio razziale nel suo paese e che un critico americano ha definito: «Un divertente e giustamente furioso vaff..., a Donald Trump».

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Adam Driver e Denzel Washington in BlacKkKlansman.
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BlacKkKlansman rievoca, con una sceneggiatura tirata e impeccabile, la storia vera di Ron Stallworth (interpretato dal bravissimo John David Washington, figlio di Denzel), il primo poliziotto afroamericano di Palm Springs in Colorado che riuscì a infiltrarsi tra le fila del Ku Klux Klan, guadagnandosi la fiducia del suo leader, David Duke, attraverso lunghe conversazioni telefoniche, usando un collega bianco (Adam Driver) come controfigura quando era costretto a partecipare ai loro incontri.

Spike Lee, Adam Driver, Laura Harrier e John David Washington sul red carpet a Cannes.
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Una una storia ambientata negli anni Settanta che Lee collega in modo esplicito ai recenti e drammatici fatti di Charlottesville, e ai disordini dello scorso anno tra neonazisti e antirazzisti che causarono tre morti e una trentina di feriti, perché, spiega, ne avverte l'urgenza: «Questo film, per me, è un potente richiamo ad aprire gli occhi perché... sta succedendo qualcosa, il falso è stato sbandierato come verità. Ecco di cosa parla questo film. Conosco il mio cuore, non mi interessa quello che dicono i critici, con questo film siamo dalla parte giusta della storia», ha dichiarato il regista di Fa' la cosa giusta e Malcolm X.

John David Washington nei panni di Ron Stallworth, agente infiltrato nel KKK.
courtesy photo
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E per una volta i critici la pensano come lui, e con loro il pubblico di Cannes, che ha accolto con un'ovazione di 10 minuti la première del film al Grand Theatre Lumière, sull'onda dell'epilogo del film, che dagli anni Settanta ci riporta a un presente non meno allarmante, con le immagini reali degli incidenti di Charlottesville, in particolare degli istanti in cui perse la vita la giovane Heather Heye l'agosto dello scorso anno.

Il regista Spike Lee con Adam Driver.
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«Sapevo che il film doveva finire così, ma prima c'era una cosa da fare», ha dichiarato Spike Lee. «Ho cercato il numero di telefono di Susan Bro, la madre di Heather Heyer. Non avrei mai inserito la scena del delitto nel film senza la sua benedizione. La signora Bro ha acconsentito».

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John David Washington e Laura Harrier che nel film è una giovane militante delle Black Panthers.
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Puntando il dito sul pericolo del dilagare dei movimenti xenofobi il regista americano ha dato un ruvido scrollone anche a tutti noi europei «Questa schifezza non riguarda solo l'America, è in tutto il mondo e dobbiamo svegliarci. Non possiamo restare in silenzio. Non è un problema nero, bianco o marrone, siamo tutti coinvolti».

Ancora John Denzel Washington in BlacKkKlansman.
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