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Dalla santa moda di Dolce & Gabbana a quella mescolata (benissimo) di Emporio Armani e Marni: 6 sfilate imperdibili dal quinto giorno di #mfw

Quinto (e ultimo) giorno, quinto (e ultimo) racconto live dalle sfilate di Milano

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Day 5 alle sfilate Autunno Inverno 2018/2019 di Milano. Continua il racconto della nostra insider d'eccezione: Michela Gattermayer. Dalla santa moda di Dolce & Gabbana a quella mescolata (benissimo) di Emporio Armani e Marni:: le 6 sfilate imperdibili del quinto giorno di Milano Fashion Week.

MARNI

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Fra poco inizierà la Biennale Architettura a Venezia: bisognerebbe dare spazio a certi vestiti che sono costruiti come edifici, possono stare in piedi da soli e si muovono grazie a chi ci abita dentro. Marni è così: una città di abiti, popolata anche di gatti. E di donne fortissime che se ne fregano se hanno un abito maltagliati o malcucito (è tutto voluto, ovvio). Che sono attente allo spreco quindi accettano di mettere insieme tessuti diversi per i loro vestiti raffinatissimi e di coprirsi di plastica. E non hanno paura della nebbia: loro non diventano invisibili perché indossano colori segnaletici.

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EMPORIO ARMANI

"Mi piace osservare la gente, portare lo spirito di quel che vedo intorno a me nel mio mondo, per poi elaborare e reinventare. Oggi si mescola tutto, con assoluta libertà. La stessa che ho voluto catturare in questa collezione". E allora ecco l'Armani centrifugato: il verde, i texani, il tailleur con i bermuda cortissimi, i fiori sulla giacca, i panta gym, il trench lungo fino ai piedi, il bomber peluche, la pelliccia turchese, il maglione e la gonna nuvola color cielo, l'accappatoio col cappuccio, il check, i camperos cuissard, la felpa di mohair, lo smoking, il velluto stellato, il Principe di Galles metallizzato, il tutù, l'argento space, le righe regimental e quelle materasso, il blu copiativo, il vestitino plaid, le paillettes, i mocassini col tacco scultura, il risvolto gioiello dei pantaloni, la mini specchio... Mescolare bene e uscire, di corsa, per le strade.

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LAURA BIAGIOTTI

Ritorno ai Novanta "quando la battaglia per la parità diventa azione positiva e collettiva. La generazione dei primi importanti successi nel lavoro, nella vita, nei diritti sociali e privati". Come si veste una donna così impegnata? Con sicurezza e intelligenza. I panta scozzesi, i maglioni con le trecce, il cappotto di velluto a rose, l'abito lungo tartan, il cardigan vestaglia, la mini a pieghe, i luccichii di sera, il pied-de-poule, la lunga cappa/coperta, il bomber come piumino da cipria (ma nero). E poi il Bianco Biagiotti, omaggio di Lavinia a mamma Laura. Gran finale con le maglie dedicate al Piccolo Teatro che Biagiotti sostiene da vent'anni.

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DOLCE&GABBANA

Credete negli angeli? Allora diventerete devote delle borsette che hanno le ali (tecnologiche, sono droni). Evviva il barocco siciliano, con gli ori, i putti, i decori esagerati. Li ritrovate tutti su giacche, pantaloni, cappotti. Per chi segue il culto della moda a pensa che i guardaroba siano piccoli paradisi (tutti noi fashion addicted). Che divertente!

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P.S. Impossibile segnalare tutto quello che ha sfilato fra pop art e costumi da circo equestre, gessati goodfellas e broccati, spose in rosso papalino e torere, sciantose in sottoveste e star hollywoodiane, tigri ruggenti e teen ager in felpa glitter, cicliste sexy e signore in giacca da camera. Fashion devotion!

P.P.S. Che bella citazione l'abito talare: come quello delle Sorelle Fontana per Ava Gardner (1955, chiesero il permesso al Vaticano), poi voluto da Fellini per Anita Ekberg ne "La Dolce Vita". A volte ritornano!

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MSGM

"Non sempre ciò che viene dopo è progresso" recita una scritta sulla felpa. Verissimo. Ma la collezione è dedicata a Milano, la nostra città del progresso. Le sue squadre di calcio (forse si preferisce il Milan?), i mitici Bar Basso, Cucchi e Jamaica dove noi milanesi beviamo gli aperitivi con i nomi stampati sulle sciarpe da tifoso, Alessandro Manzoni e i "Promessi Sposi", le camicie foulard (un tributo pop a Versace?), i jeans e le felpe da paninaro, i graffiti che stanno ovunque. Colonna sonora: Ornella Vanoni. Evviva Milano!

P.S. La sfilata davanti casa del Manzoni e dietro Luini dove fanno i panzerotti più buoni della città.

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TRUSSARDI

Timeless! E sono senza tempo la cappa e i giubbotti tech couture che sembrano usciti da un film di fantascienza ma ricordano anche pezzi del passato. Lo sport piace a queste donne che devono per forza essere atletiche se vogliono mettersi la gonna multispacchi. E andare a sciare per non accontentarsi solo delle cartoline di montagna stampate su tutto. C'è anche qualcosa di British nei patchwork di check, nella pelle nera mai cattiva, negli impermeabiloni da pescatori del nord.

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