Le nuove dee di Versace, le miss perbene di Blumarine e le leopardine (leopardatissime) di Krizia: 9 sfilate top dal terzo giorno di #mfw

Terzo giorno, terzo racconto live dalle sfilate di Milano

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Day 3 alle sfilate Autunno Inverno 2018/2019 di Milano. Continua il racconto della nostra insider d'eccezione: Michela Gattermayer. Dalle nuove dee di Versace alle miss perbene di Blumarine fino alle leopardine (leopardatissime) di Krizia, le 9 sfilate imperdibili del terzo giorno di Milano Fashion Week.

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TOD'S

Finalmente qualcosa di caldo: ti viene voglia di prendere e partire verso una baita per poterti mettere le maglie peluche (sono di montone) ma visto che ci tocca la città ci "accontentiamo" volentieri dei paltò, dei parka, delle felpe di pelle e di vernice. I colori? Brown, mattone, black, yellow, salvia e ice. Ps: è tornata la para. Quella dei Settanta (cosa avete capito? Non la paranoia perché qui ci si diverte. Stiamo parlando di scarpe).

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BLUMARINE

Miss Ruches: come le fa Anna Molinari... I suoi maglioncini nuvola, i fiori, il pizzo, il rosa cipria (della cipria ci sono anche i piumini), i cappottini come li avevamo noi bambine negli Anni Sessanta... Non bisogna avere paura di essere romantiche. Anzi, la cosa va dichiarata sempre. E con forza (infatti stiamo parlando di gatte con gli stivali che, si sa, sono velocissime).

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ANTONIO MARRAS

Un viaggio nel passato. Su una nave insieme a uno zio mitico. Un viaggio lungo le linee incasinate dell'albero genealogico che racconta da dove vengono i Marras. I racconti delle leggendarie traversate dove il popolo della terza classe con abiti pesanti (anche le ragazze vestite come maschi), giacche di tweed e scarpe grosse (per cervelli fini) raramente incontrava i viaggiatori di prima, elegantissimi in nero leggero. Uno per tutto: come riuscire a trasformare lo spago legato in vita in un'idea moda raffinatissima.

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Ps: A tutti gli ospiti è stato regalato un libricino con tutta la storia dei Marras, dal francese artista delle miniature ai sardi artisti dei tessuti. È ben scritto e si legge nel tempo dell'attesa (una sfilata ma anche un tram).

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SPORTMAX

La squadra SPX Sportmax Since 1969 è puntualissima e di super attualità visti i successi olimpici delle nostre valanghe azzurre. Lo sci come punto di partenza per una collezione molto metropolitana. Ci si veste per lo slittino come per il motorino. I piumini sono grandi, da Omino Michelin. I maglioni pesanti e montanari. Il cashmere sta col nylon, il jersey tecnico da sotto-tuta-da-sci col lurex. Pistaaaaaa

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KRIZIA

Sarebbe contenta Mariuccia Mandelli di come viene usata la sua eredità: zebre e leopardi, plissé, maglie trasparenti, pelle lucida, oversize sensuale. Nei Settanta-Ottanta erano sue invenzioni ora sono dei grandi classici. In versione 2018 assumono linee molto precise e l'animalier è un capolavoro di pop art.

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ETRO

L'hippy chic di Etro è come un serial televisivo: quando finisce una stagione non vedi l'ora che arrivino le puntate di quella successiva. Solo che in questo caso c'è lo spoiler, sei già avanti e avresti voglia di metterti subito il montone ricamato e i cappotti plaid visto il freddo che fa. E poi tutti i vestiti stampati a balze, i poncho, le gonne coperta... I miei preferiti sono i completi di maglia pull+panta jacquard. Colonna sonora con Neil Young.

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MARCO DE VINCENZO

Avete presente quando la tivù smette di ricevere il segnale e sullo schermo appaiono tante stelline? Ecco, appunto. Fine delle trasmissioni. Mollate il telecomando, spegnete la luce e accendete le candele (sono ricamate sulle borsette). E uscite di casa. Della tivù tenetevi solo quelle stelline (che a ben vedere sono uguali al glitter e al lurex) e i pixel che diventano stampe. Andatevi a vedere una bella mostra e lustratevi gli occhi con i granDi dell'arte, Antonello da Messina su tutti: i suoi ritratti sulla felpa sono very rap.

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AIGNER

Avete in mente questa parola wunderkammer? Si chiama così questa collezione perché nella testa del designer Alexander Beck la sua moda è come una stanza delle meraviglie (si usavano molto nel Rinascimento quando i ricchi collezionisti portavano da ogni angolo di mondo cose mai viste prima) piena di abiti e accessori che non necessariamente seguono un tema ma sono lì semplicemente perché gli piacciono. Quindi tutto sta con tutto: il cappotto vestaglia, i leggings che sembrano tappeti, le frange di rafia, il patch animalier+ethno, gli scacchi taglialegna, le trasparenze ricamate, i kilim, l'abito rinascimentale, la borsetta bon ton, la liseuse leopardata, il pijama palazzo...

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VERSACE

Ci vorrebbero 10 pagine per rendere giustizia a una collezione magnifica piena d'idee e d'amore verso le donne. Che, vestite così, sono veri super eroi da cartoon. Ma loro sono in carne e ossa e camminano con falcate invidiabili, senza paura. E fanno bene perché ci vuole coraggio a mettersi una tuta che sembra un'opera di body painting. E invece basta il buon gusto per amare le giacche e i cappotti cammello. E una certa passione rock anzi, very punk, per buttarsi su pelle e borchie, tartan e nero. A Donatella piace Londra evidentemente. Le divise dei college (niente di più sexy), le maglie e le sciarpe da tifoso di Premier League, le gonne da gran ballo a Buckingham Palace, i kilt scozzesi... E poi ti spiazza con la semplicità perfetta di abiti di jersey. Per nuove dee di un Olimpo pop.

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