Questo sito utilizza cookie, inclusi cookie di terze parti. Alcuni cookie ci aiutano a migliorare la navigazione nel sito, altri sono finalizzati a inviare messaggi pubblicitari mirati. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy, che ti invitiamo pertanto a consultare. Accedendo alla nostra Cookie Policy, inoltre, potrai negare il consenso all'installazione dei cookie. Accedi alla Cookie Policy.

Alle sfilate di Parigi dell'Autunno Inverno 2018/2019 le donne sono sexy o femministe

Alla Paris fashion week abbiamo visto due femminilità agli antipodi: libere o libertine, figlie dei fiori o rockettare, insomma Dior o YSL, anche se c'era spazio anche per collezioni "delle larghe intese": tu da che parte stai?

Gettyimages.com

Una donna divisa in due. Così almeno vuole la moda autunno inverno 2018-2019 che ha sfilato a Parigi. Possiamo fare un gioco "politico" scegliendo come capigruppo da una parte Dior (nella foto d'apertura, un momento della sfilata), al suo opposto Saint Laurent.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Maria Grazia Chiuri continua la sua presa di posizione femminista festeggiando nella sfilata di Dior (nella foto) i cinquant'anni del '68 con zoccoli, gonnelloni e altre citazioni prese dal Maggio francese, avendo scoperto in archivio riferimenti perfetti per il suo manifesto delle donne, già sbandierato su t-shirt e polo a righe subito diventate un cult. 

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Dior

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Al contrario Anthony Vaccarello disegna una donna che vive dalle 11 di sera in poi, porta gonne ultra-mini, ama la pelle e il nero (nella foto), si definisce rock. Due modi di essere opposti e complementari che ben raccontano il Paese: da una parte le dure e pure dell'hashtag antimolestie #BalanceTonPorc, dall'altra le impavide seduttrici che rivendicano il diritto all'autodifesa. Ma tra questi due mondi, sono infinite le sfumature.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Saint Laurent by Anthony Vaccarello

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Loewe

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Isabel Marant

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Balmain

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Givenchy

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Se non amate i partiti, guardate invece queste foto. A quelle per cui la moda non è una bandiera, ma un modo per divertirsi, trasformarsi, reinventarsi ogni giorno, Parigi ha offerto un ampio campionario di collezioni che definiremo "delle larghe intese". Perché mescolano le ispirazioni funny con lo chic, la sexitudine col bon ton. Va bene supportare il movimento #metoo (di cui nessuno parla da queste parti), ma non si deve esagerare, vestirsi è un gioco. Esiste anche un "partito radicale" di cui fanno parte irriducibili designer come Rei Kawakubo di Comme des Garçons e Demna Gvasalia di Balenciaga (nella foto): la prima è un'artista, una scultrice di sogni; il secondo il nuovo mito dei fashion addicted: a lui si deve la super tendenza dell'oversize. Non potrete fare a meno di un enorme piumino messo sopra un gigantesco blazer su un pull XL...

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Comme des Garçons

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Paco Rabanne

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Segnatevi questi nomi: Undercover, Off-White (nella foto) e Y/Project. Hanno fan scatenati come una rock band e sono fuori dal sistema: quindi, liberi!

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Hermès

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Kenzo la Collection Memento

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Pierpaolo Piccioli per Valentino (nella foto) ha inventato un nuovo romanticismo fatto sì di fiori, pizzi e colori soft ma, come un prestigiatore, ha un trucco ed è riuscito a essere super attuale. Magia che riesce solo ai grandi. 

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Rochas

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Lanvin

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Lacoste

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Dries Van Noten

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Imaxtree

Idea coraggiosa resuscitare la maison Poiret (nella foto). Mitica ma lontanissima nel tempo: nata nel 1903, fu chiusa definitivamente nel 1929 con l'ultimo decennio già in crisi. Eppure, nel suo breve periodo di successo, Paul Poiret rivoluzionò il mondo: tolse i corsetti alle donne, le vestì con veli e kimono, con drappeggi e volumi avvolgenti, usò jersey e semplificò i disegni al limite dello scarno. Ma sempre in modo sontuoso. Dopo quasi un secolo, Yiqing Yin tenta la mission impossible con abiti di jersey, cappe preziosissime, plissé danzanti e rispolvera la robe minute fatta semplicemente con due rettangoli di tessuto. Buona fortuna.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Tendenze