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La storia di Jimmy Choo, l'uomo che ama le scarpe (e le donne) più di ogni altra cosa al mondo

Da Sex & The City a Beyoncé a Lady Diana, indovina qual è il filo conduttore

jimmy choo scarpe
Getty Images

Le scarpe di Jimmy Choo le conoscono tutti, le amano tutte, le vogliono tutte e le hanno le più fortunate. Chi è Jimmy Choo, al contrario, non lo sanno in molti. La sua città preferita? Hong Kong. Il suo hobby preferito? Il karaoke. Medita e mangia sano. Insomma, Jimmy Choo è più pop di quanto immaginiamo. Segni particolari: una creatività vulcanica e innumerevoli collezioni di scarpe semplicemente da urlo. Una cosa rara, questa passione fortissima, uno studio certosino che assomiglia molto di più a una progettazione architettonica che a un esercizio di stile. «Creare una scarpa è come mettere le fondamenta di una struttura. Se le fondamenta non sono perfette, l'edificio non rimarrà in piedi a lungo» parola di Jimmy Choo. Già.

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Come nasce una scarpa Jimmy Choo? Per andare a fondo e scoprire l'anima del designer di sogni dobbiamo spingerci fino alla sua infanzia in Malesia. Suo padre infatti era un creatore di scarpe e lo ha sempre incoraggiato a seguire le sue orme. È così che, vuole la storia, a soli 11 anni quello che oggi è lo stilista più amato dalle celeb crea la sua prima scarpa. The very first. Gettando -prestissimo- le solide basi di una lunga e folgorante carriera.


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«Sono nato in una famiglia di artigiani delle calzature. Mio padre era un autentico shoe designer e realizzava le scarpe a mano e mia madre lo aiutava» ha raccontato Jimmy Choo in un'intervista al South China Morning Post. «Ricordo che quando avevo sette o otto anni, dopo aver finito i compiti, passavo il resto del mio tempo in bottega a osservare mio padre e i suoi collaboratori all'opera».

Un carattere molto determinato, una passione profonda motivante allora come oggi che, alla soglia dei 70 anni, non conosce stanchezza. Uno spessore umano e una storia personale intensa quella di Jimmy Choo che va ben oltre il sublime design delle sue creazioni. «Io scelgo la libertà di non prendere troppo seriamente le critiche degli altri e di non permettere che queste influenzino il mio umore o il mio atteggiamento nella vita». In alcuni casi però per cambiare atteggiamento basta la scarpa giusta. E qui il cerchio si chiude.

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