Perché l'arancione è il colore di Hermès?

La ragione risale al 1945: Émile-Maurice Hermès, con un colpo di fortuna, cambiò per sempre la storia della maison

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Era il 1945 quando Émile-Maurice Hermès, nipote del fondatore della maison francese che porta il suo nome, si trovò davanti a un dilemma imprenditoriale non banale: la seconda guerra mondiale, che stava per finire, aveva reso irreperibili le scatole beige profilate di marrone che il marchio usava da anni per confezionare i propri prodotti. Prima di queste, Hermès ne utilizzava un modello color crema con bordatura d'oro, scelte soprattutto nel primo periodo di lancio della griffe. Dopo tanto cercare, le scatole beige risultavano ancora introvabili: cosa fare, quindi? Émile, grazie a un colpo di fortuna, riuscì a reperire dei cartoni di un acceso color arancione: di necessità, ne fece una virtù, tanto che in breve tempo questa tonalità rese riconoscibile in tutto il mondo la maison, diventandone un simbolo.

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Ancora oggi, se si pensa a Hermès, subito lo si collega all'arancione: di questo colore è la Birkin più iconica, di questo colore sono molti degli outfit protagonisti nelle sfilate della griffe, di questo colore sono gli allestimenti dei negozi.

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Per completare l'opera, Émile aggiunse alla scatola anche il nastro marrone bolduc, caratterizzato dal punto sellaio lungo i bordi, e il logo, che raffigura un fantino mentre osserva un cocchio trainato da un cavallo. Così, Hermès gettò le basi per diventare una delle maison più riconoscibili al mondo: non per niente, al di là della qualità e della bellezza, le sue borse sono tra le più desiderate di sempre.

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