Abbiamo aggiornato la nostra Informativa Privacy. Consulta il nuovo testo qui.

Il racconto shock di una modella ci svela che il mondo del fashion system è tutt'altro che rose e fiori

Una modella con 11 anni di carriera racconta il suo lavoro a partire dal difficile esordio quando le fu chiesto di perdere peso

Getty Images

Molte ragazze sognano di diventare un'indossatrice pensando sia un'attività divertente, remunerativa e essenzialmente facile. Il sito digiday.com ha intervistato una modella che ha lavorato nel settore per 11 anni (apparsa su Sports Illustrated, Glamour e Love Magazine) e ne è uscita una confessione drammatica che dimostra che sono tutt'altro che rose e fiori!

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

La taglia

«Quando ho iniziato avevo una taglia M e il mio agente mi ha incoraggiata a perdere peso, ed è stato molto impegnativo per me. Nel tentativo di dimagrire ho adottato molte abitudini malsane. Poi sono diventata talmente piatta che avevo bisogno di indossare l'imbottitura! È così strano e sbagliato, come assumere una ragazza bianca e farla abbronzare artificialmente invece di chiamare una ragazza naturalmente ambrata. Non c'era davvero posto per una ragazza della mia taglia nell'industria della moda e ancora non c'è. Ci sono tante donne con taglie ancora maggiori della mia che non si vedono rappresentate nei negozi: entrano e trovano tutti abiti con scritto XS. È difficile parlare oggettivamente, perché quando sono in una stanza con modelle magrissime, mi sento inferiore».

Razzismo

«C'è un razzismo sistemico nel mondo della moda: per le donne nere, ad esempio, è più difficile trovare un'opportunità».

I social

«Adesso vai a qualsiasi casting e guardano i tuoi followers su Instagram. Da quando sono comparsa su Sports Illustrated, il problema è scomparso perché i miei seguaci sono aumentati ma prima la conversazione era sempre sullo stesso argomento. Avevo una tale ansia in proposito. C'è tanta pressione su qualcosa di così insignificante, devi investire così tanto tempo ed energia in questa piattaforma e diventa tutto sconcertante e ridicolo. Passare molto tempo su Instagram significa guardare molte ragazze che sono tue concorrenti e fare confronti negativi. È veramente malsano».

Le relazioni tra colleghe

«Non c'è modo di non essere competitive e talvolta è molto più difficile quando sei veramente amica con le ragazze con cui lavori, perché poi ogni sentimento di gelosia è aggravato dai sensi di colpa. Da una parte vorresti essere felice per la tua amica ma dall'altra pensi: "Probabilmente vorrei fare quel suo lavoro"».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Gli uomini sul lavoro

«Ho alle spalle molte foto in lingerie e in costumi da bagno e posso confessarti molte esperienze negative con gli uomini. Quando fotografi una donna, dovresti essere rispettoso. Trovo questo fenomeno una delle parti più frustranti e spaventose del settore».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Moda