Chiacchierare con Joan Thiele è terapeutico, sarà per quel suo modo di essere gentile

Praticare la gentilezza su un rooftop a Milano, fatto

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Courtesy photo

Joan Thiele (si legge tile), un nome che se si pronuncia tutto d’un fiato, magari con un accento francese forzato, produce un suono che ricorda la parola “gentil”, in francese appunto: gentile. Polite in inglese, e tutto torna. Polite è infatti il titolo dell’ultimo singolo di Joan, cantautrice di 26 anni che a breve pubblicherà il suo primo album per Universal. La incontro, in verità scontro agli ascensori, al 13esimo piano del palazzo Fintech nel centro di Milano in occasione dell’evento Polaroid Eyewear, la prima del tour di performance live in collaborazione con Spotify. “Ho parlato di te con una collega che ti ha accompagnato al concerto di Cosmo”, le confesso, “com’è andata?”. “Da Dio”, mi racconta, “è stato fighissimo, poi in questa versione club non l’avevo mai sentito, è andato drittissimo ed è stato bello vedere come sia riuscito ad avvicinare al clubbing gente che con quel mondo non c’entra proprio niente”.

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Joan indossa gli occhiali Heritage di Polaroid

Questione di stile, fluido e contaminato da generi diversi il suo, pop ortodosso ma in divenire quello di Joan (“la mia musica nasce dal pop che resta il punto di partenza. Ma sto vivendo una fase di evoluzione che inevitabilmente coinvolge anche miei suoni. Il mio stile non è mio o almeno non solo mio, subisce tante contaminazioni, cambia, si evolve velocemente, come me). Classe 1991 e un’attitudine generazionale verso tutto ciò che si può condividere, per il video del singolo Polite ha testato la diretta Instagram: “la canzone è nata insieme a una mia amica inglese, così, una notte quasi per caso. E l’idea del video è nata proprio con quello spirito naïf, doveva essere spontaneo e diretto, tant’è”.

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Joan durante il live

Chissà se Joan si rende conto di quanto sia raro oggi (concedetecelo un briciolo di retorica, dài) praticare la gentilezza divisi come siamo tra gente per bene e gente per male (per citare Battisti). Chissà se questo essere passivamente polite ci salverà (“a me sicuro, dopo questi due anni di m**da - suo padre è stato male e ha avuto un crollo economico, ndr - era l’unica cosa che potevo fare, essere gentile e lavorare sodo”). Joan Thiele è una ragazza gentile, e giusta (per citare la mia collega che l’ha portata al concerto di Cosmo). Una 26enne concreta e onesta che non ha tempo da perdere ma non perde la calma. Nemmeno quando durante il live si sgancia la tracolla che regge la chitarra. Divina.

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