I motivi (terribili) per cui devi lavare i vestiti appena comprati prima di indossarli​

Dalle cimici in agguato ai batteri (anche fecali): perché tutti gli abiti freschi di cartellino devono passare in lavatrice prima di essere sfoggiati

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Bart Jaillet / Unsplash.com

Finalmente hai trovato un paio di jeans che ti sta davvero bene, che ti fanno sentire confident come Jenny from the Block e non vedi l'ora di indossarli. Hai scovato, per di più in saldo, una camicia che sarebbe perfetta per la riunione di oggi pomeriggio e il tempo di lavarla proprio non c'è, la voglia ancora meno. Sbagliatissimo e sconsigliatissimo. Perché i vestiti nuovi sono pieni di insidie e di germi, batteri (anche fecali), sostanze chimiche, polvere, sporcizia. Perché i vestiti nuovi non sono nuovi, come ci ricorda il dailymail, sono stati imballati in luoghi poco igienici per settimane (a volte a contatto con cimici e scarafaggi) e sono stati provati da almeno una dozzina di persone. Ti basta? Gli abiti nuovi devono assolutamente fare un passaggio in lavatrice prima di essere indossati. Il rischio? Contrarre norovirus, gastroenteriti, virus, batteri Mrsa e soprattutto dermatiti di ogni genere. Stesso discorso per le scarpe, e ancora di più per bikini e intimo (dove ci vorrebbe una maggiore cortezza anche nella prova in camerino) e per la biancheria della casa (asciugamani in primis).

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Photo by Bart Jaillet on Unsplash

Come raccontato da Tori Patrick, un'ex commessa al dettaglio a Good Morning America (e riportato dal dailymail), ogni volta che un cliente prova i vestiti e decide di non proseguire con l'acquisto, questi vengono immediatamente rimessi sugli scaffali senza essere controllati o puliti. «Molte persone tornano a casa con un capo che, siccome ha un cartellino attaccato, pensano sia nuovo di zecca, ma in realtà non si sa veramente dove è stato e chi lo ha provato», ha continuato. Il Dottor Philip Tierno, professore di microbiologia e patologia alla New York University, intervenuto nel talk, ha esposto i risultati di una ricerca fatta su alcuni capi d’abbigliamento venduti presso tre famose catene commerciali degli Stati Uniti. I risultati sono (terribilmente) sorprendenti: i vestiti presi in esame presentavano una carica batterica superiore alla media degli oggetti che si usano nella vita di tutti i giorni. Batteri di ogni tipo (secrezioni respiratorie e cutanee) e addirittura residui fecali (rilevati nelle cuciture che coprono le ascelle e le natiche) su tutti i prodotti analizzati. «Alcuni indumenti erano gravemente contaminati da molti organismi», il che significa che o «ci sono state molte persone che lo hanno provato o qualcuno con una forte contaminazione». Indossando un abito già provato da uno sconosciuto, senza troppi giri di parole, è come se stessi toccando «il braccio, la pelle, i capelli o l'inguine di un estraneo».

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Photo by Onur Bahçıvancılar on Unsplash

Anche le sostanze utilizzate in alcune lavorazioni possono provocare irritazioni, specialmente se si ha la pelle sensibile. Quando gli abiti sono spediti, spesso, vengono imballati con conservanti che evitano l'insorgenza di muffe durante la consegna, come le resine di formaldeide (causa di dermatiti). Ecco perché lavare i vestiti nuovi dovrebbe essere la regola e non l'eccezione, magari con un bicchiere d’aceto bianco (economico, efficace e naturale).

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