Si dice che la Storia la scrivono i vincitori. Quando si tratta di sport, però, anche chi arriva ai piedi del podio merita l'onore delle armi, a maggior ragione se si tratta di Olimpiadi. A Rio 2016 gli azzurri si sono trovati in questa posizione per ben dieci volte, con quella che si usa chiamare la medaglia di legno al collo: ecco le loro storie. 

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Delusione massima per Federica Pellegrini, (ex) primatista dei 200 metri stile libero che questa volta si è trovata fuori dal podio. A caldo, ha raccontato le sue sensazioni in un post Instagram che lasciava presagire l'addio al nuoto… 

Oltre al danno di essere state battute dalla squadra di Taipei nella sfida per il bronzo, alle ragazze del tiro con l'arco (Lucilla Boari, Claudia Mandia e Guendalina Sartori) è toccata anche la beffa del titolo di un quotidiano che le definiva "tre cicciottelle" da cui è scaturita una polemica andata avanti per giorni. 

Amaro quarto posto anche per Petra Zublasing nel tiro a segno, specialità carabina 50 metri 3 posizioni, proprio mentre il suo compagno Niccolò Campriani conquistava ben due ori nella stessa disciplina. 

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Non solo medaglie di bronzo per i ragazzi della Nazionale di canottaggio, ma anche due legni: il primo nella gara del 4 senza pesi leggeri (in barca c'erano Stefano Oppo, Martino Goretti, Livio La Padula e Pietro Ruta) e l'altro nel 2 di coppia (Francesco Fossi e Romano Battisti). 

Medaglie di legno anche per la Nazionale di scherma: la squadra di fioretto maschile (Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Daniele Garozzo e Giorgio Avola), che non scendeva dal podio dai tempi di Atlanta 1996, è stata battuta nella sfida per il bronzo dagli Stati Uniti, così come le ragazze della sciabola (Irene Vecchi, Rossella Gregorio, Loreta Gulotta e Ilaria Bianco). 

Arrivata ai Giochi per la terza volta nella sua lunga e incredibile carriera, Vanessa Ferrari non riesce a spezzare la sua "maledizione olimpica" e si ritrova di nuovo ai piedi del podio: a Londra era successo per la regola che non ammette pari meriti nella ginnastica artistica e assegna il bronzo alla russa Alya Mustafina, a Rio è stata beffata da una piccolissima imprecisione sul finale dell'esercizio al corpo libero, oltre che da una sorprendente Amy Tinkler. 

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Nella marcia 20 km, Antonella Palmisano taglia il traguardo per quarta. A consolarla ci ha pensato il suo compagno, che l'aspettava al rientro in aeroporto con anello e mazzo di rose, pronto per la fatidica proposta. 

Nell'ultima giornata di gare, arriva anche l'ultima medaglia di legno azzurra. Le Farfalle della ginnastica ritmica (Martina Centofanti, Sofia Lodi, Alessia Maurelli, Camilla Patriarca e la capitana Marta Pagnini) restano ai piedi del podio, superate per 0,200 punti dalla Bulgaria: colpa di un piccolo errore nell'esercizio con i cinque nastri, ma anche di un punteggio un po' troppo basso in quello con cerchi e clavette. Ma si sa, che gli sport di giuria sono particolarmente imprevedibili.

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