La foto di Benetton con i migranti (livello di provocazione massimo) ha fatto inca**are tutti ma ha colpito nel segno

La Benetton ha scelto una fotografia di Kenny Karpov, di Sos Méditerranée, in cui si vede un operatore della Ong mentre lancia giubbotti di salvataggio ai migranti su un barcone. Pubblicità o messaggio sociale?

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Kilyan Sockalingum / Unsplash.com

Anche se lo scatto non è suo, la mente dietro è quella, inconfondibile, di Oliviero Toscani. Che, che con Luciano Benetton, nuovamente al timone dell’azienda trevigiana, ha ricostituito il team degli anni d’oro ed è tornato a ragionare sulle fotografie delle campagne pubblicitarie Benetton come faceva un tempo: alzando, cioè, al massimo il livello di provocazione. La zampata, a dispetto di lavori recenti decisamente più soft, dell'artista che da sempre lavora a braccetto con l'azienda trevigiana, ha colpito nel segno, perché queste immagini che vedono migranti soccorsi da volontari di organizzazioni umanitarie, hanno fatto arrabbiare tutti. Sia chi è per i porti chiusi (e commenta dicendo "dove sono le foto dei terremotati italiani?") sia chi è contro "la mercificazione di un sistema di moderno schiavismo per fini economici".

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Photo by Orietta Scardino / ANSA

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Entrando, poi, in territorio politico, la faccenda diventa ancor più tagliente. Il segretario nazionale del Carroccio, Toni Da Re, pur non parlando esplicitamente di boicottaggio del brado, è stato chiaro: "Non comprerò mai più una sola maglietta Benetton. Ormai Toscani è la nostra cartina di tornasole: più lui è incazzato, più noi siamo certi di essere sulla strada giusta. E comunque dovrebbe ringraziarci che lui nel Trevigiano ha trovato di che campare". Pd a parte, con in testa la voce dissonante di Stefano Fracasso, capogruppo in consiglio regionale (e al momento in viaggio col Cuamm fra Uganda e Sudan) che parla proprio di "vena ritrovata: una foto può sconfiggere tanta retorica che sentiamo in questi giorni", in pochi sembrano aver preso le difese di Benetton. Sui social, tuttavia, tra una valanga di commenti negativi, ne appaiono alcuni di apprezzamento: "Stremati e obbligati a rimanere in mare. Innocenti e rifiutati. Siamo tutti colpevoli. Grazie a #ong per l"impegno responsabile che portano avanti nonostante l"inconcludenza della politica. Grazie Benetton per il vostro contributo (in linea con la vostra storia)". Ma Oliviero, in tutto ciò, che dice? Dice quello che ci si aspetta da un uomo che ha scattato alcune delle più rivoluzionarie e scioccanti campagne di moda della storia, e cioè che "le immagini hanno l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica. Uno scatto per rendersi conto di quello che sta succedendo, cosa di cui forse non si rendono conto quelli che sono al governo".

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