Olimpiadi, la pallavolo scritta sul corpo

Dopo un'annata formidabile, Marina Lubian si prepara a entrare nel Club Italia, l'accademia della nazionale femminile di pallavolo. L'obiettivo? Farsi un (altro) tatuaggio

Marina Lubian e le ragazze della pallavolo nazionale
Diana Bagnoli

Quando ha compiuto 16 anni, sull'avambraccio ha finalmente potuto farsi tatuare: 16 agosto 2015. È la data in cui è diventata campionessa del mondo Under 18, la più giovane del gruppo. Marina Lubian vive a Nichelino, sta finendo la seconda liceo scientifico al Galileo Ferraris di Torino – come va la scuola? «Male», interviene il padre, ma un po' esagera: si tratta solo di recuperare latino – e quattro volte alla settimana si allena con la Lilliput di Settimo Torinese, a 35 km di casa. E poi ci sono le partite, almeno un paio, nel finesettimana.

Di solito è papà che la accompagna: ex-promessa della pallanuoto, pensionato smagliante. «Se lavorasse anche lui non riusciremmo a seguirla così», spiega la mamma. Gli ultimi 12 mesi li hanno travolti: prima le qualificazioni, poi gli europei, i mondiali, la medaglia d'oro. Come si fa a fare tutto? «A fatica: mi addormento dove posso», risponde Marina mentre ride.

«Certi professori capiscono, per altri dovrei fare una scelta. Ma se scegliessi adesso, sceglierei la pallavolo. E mica si può: io voglio avere una formazione, voglio fare l'Università. Non solo per lavorare, anche per diventare una persona». Sottinteso: definitiva. Al momento è una sedicenne che prende la rincorsa per saltare altissimo.

A settembre – «Se tutto va bene» – si trasferirà a Milano per entrare nel Club Italia, l'accademia della Federazione italiana di pallavolo: di mattina a scuola nei paraggi, di pomeriggio in palestra per allenarsi al campionato di A1 e abituarsi a incontrare «avversarie che fino a ieri guardavo in tv». Sei preoccupata? «Proprio no, sono esaltata. Però non mi accontento: questo è un obiettivo importante, ma in fondo ci sono le Olimpiadi». E il prossimo tatuaggio: i cinque cerchi.

1 di 5
Marina Lubian e le ragazze della pallavolo nazionale
Diana Bagnoli

Marina Lubian con la medaglia e il tatuaggio, i due ricordi della Coppa del mondo Under 18 vinta il 16 agosto 2015 in Perù.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
2 di 5
Dopo un'annata formidabile, Marina Lubian si prepara a entrare nel Club Italia, l'accademia della nazionale femminile di pallavolo.
Diana Bagnoli

È una sedicenne che sta prendendo la rincorsa per saltare altissimo.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
3 di 5
d
Diana Bagnoli

Il problema di conciliazione di studio e sport per Marina si è risolto in maniera organica: dall'anno prossimo giocherà nel campionato di A1 col Club Italia, l'accademia della federazione italiano pallavolo femminile, al centro Pavesi di Milano.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
4 di 5
d
Diana Bagnoli

Da tre anni gioca nella Lilliput di Settimo Torinese, a 35 km da casa. I genitori la aiutano molto nella logistica: «Sono entrambi ex-atleti, capiscono la situazione e le mie difficoltà: scolastiche e non solo».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
5 di 5
d
Diana Bagnoli

Marina ha cominciato con il minivolley alle elementari, dopo aver provato di tutto: «Anche la ginnastica ritmica», racconta il papà, «È per questo che conserva una certa grazia, nonostante sia alta un metro e 93».

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Pubblicità - Continua a leggere di seguito