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Marco Pannella è morto a 86 anni: il nostro ricordo

Marco Pannella è morto a 86 anni dopo una lunga lotta contro due tumori, lo storico leader dei Radicali lascia in eredità le tante battaglie per i diritti civili in Italia 

Getty Images

Dopo lunga malattia Marco Pannella è morto. Aveva 86 anni ed era malato di tumore: ne aveva due, uno ai polmoni e uno al fegato, ed egli stesso non ne aveva fatto mai mistero parlandone apertamente. Le sue condizioni si erano aggravate ultimamente, tanto che si era reso indispensabile il ricovero in ospedale dove, tra l'altro, era stato sedato. I medici avevano definito la sua situazione «senza speranza». 

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«Un grande leader politico, il leader radicale che ha segnato la storia di questo paese con battaglie talvolta controverse ma sempre coraggiose e a viso aperto», ha commentato il presidente del Consiglio Matteo Renzi. «Rendo omaggio a nome mio e del governo alla storia di questo combattente e leone della libertà».

Nato a Teramo il 2 maggio 1930, Giacinto (questo il suo nome all'anagrafe) è stato tra i fondatori del Partito radicale, e si è battuto per l'introduzione del divorzio e la depenalizzazione dell'aborto. «Una grandissima personalità della storia politica italiana» l'ha definito il premier Matteo Renzi quando è andato a trovarlo, lo scorso marzo, nella sua casa romana.

Sul suo profilo Twitter, Marco Pannella si definiva: «Radicale socialista liberale federalista-europeo anticlericale antiproibizionista antimilitarista nonviolento».

Forse una sintesi del suo pensiero e del suo modo di fare politica la troviamo in alcuni stralci di un suo discorso del 1973: «Io amo gli obiettori, i fuori-legge del matrimonio, i capelloni sottoproletari amfetaminizzati, i cecoslovacchi della primavera, i nonviolenti, i libertari, i veri credenti, le femministe, gli omosessuali, i borghesi come me, la gente con il suo intelligente qualunquismo e la sua triste disperazione. Amo speranze antiche, come la donna e l'uomo. Credo alla parola che si ascolta e che si dice, ai racconti che ci si fa in cucina, a letto, per le strade, al lavoro, quando si vuol essere onesti ed esser davvero capiti, più che ai saggi o alle invettive, ai testi più o meno sacri e alle ideologie. Credo sopra ogni altra cosa al dialogo, e non solo a quello "spirituale": alle carezze, agli amplessi, alla conoscenza, come a fatti non necessariamente d'evasione o individualistici». Che la terra ti sia lieve!

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