Ma che cosa c'è (di vero) dietro la polemica via social tra Ermal Meta e Alessandro Cattelan?

Il vincitore di Sanremo 2018 non ha preso particolarmente bene un siparietto comico andato in onda a E poi c'è Cattelan, durante il quale il conduttore e Noemi hanno ironizzato sul brano Non mi avete fatto niente, finito nei guai per presunto, ma poi smentito, plagio

image
Getty Images

Per raccontare la polemica che, bizzarramente, proprio in pieno post election day ha coinvolto Alessandro Cattelan ed Ermal Meta, occorre fare un premessa: i fan, maschi, femmine, genere fluid non importa, sono una categoria con scarsissima predisposizione all'ironia. O quantomeno, reggono così così quella fatta a spese del proprio beniamino. Solo partendo da qui, dalla incapacità degli ammiratori più accaniti di contare fino a 10 prima di farsi venire lo sbroccone in forma di tweet, si può in qualche modo spiegare la shit storm che ha investito il conduttore che piace a tutti e alla cui scrivania da talk, che fa il filo a modelli dichiaratemene a stelle strisce, tutti vorrebbero sedersi. Ma andiamo con ordine, illustrando gli incresciosi fatti: durante una puntata di E poi c'è Cattelan, l'ospite Noemi fa una battuta birichina sul brano di Meta-Moro Non ci avete fatto niente, che come ricorderete ha rischiato l'eliminazione dalla gara sanremese perché accusato di essere un plagio. Ecco a voi il siparietto, con commento, a cavallo tra lo stizzito e ... Lo stizzito, di Ermal Meta.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Inutile dire che al tweet del cantautore di origine albanese, sono seguite non slavine, ma proprio valanghe di commenti, tra chi gli consigliava di abbassare il livello di permalosità e chi fomentava la zizzania, ricordando come Fabrizio Moro abbia scritto per "l'ingrata", ma che dico "traditrice" Noemi il brano Sono solo parole. E ancora: insulti al programma, insulti a Cattelan, insulti a caso, in un vortice rabbioso che, forse, risentiva anche del clima non serenissimo del post elezioni. Fatto sta che il conduttore di EPCC, non proprio uso a polemizzare via social, ha deciso di rispondere con un monologo a inizio della sua trasmissione, giusto per chiarire un paio i punti che, lecitamente, gli hanno fatto venire un certo prurito. Queste le su parole: "Non c'è più la par condicio e in questo Paese si può finalmente scherzare su tutto… tranne che su Ermal Meta. Dopo le elezioni, ieri abbiamo abbiamo preso in giro Renzi, i Cinque Stelle, Salvini: nessuno se l'è presa, tranne le fan di Meta, come si chiameranno? Le ermalline, le metallare? (...) Non mi capitava una cosa così da quando a Trl prendevo bonariamente in giro i Tokio Hotel e le fan mi volevano crocifiggere, fisicamente. A questo punto mi chiedo se le fan di Meta siano le stesse dei Tokio Hotel che sono cresciute". Poi il tentativo di riconciliazione: "Io e Ermal non ci conosciamo, a pelle mi sta molto simpatico. Ci sta quello che hai scritto, ma spero che tu non te la sia presa. È stata soltanto una battuta, è quello che noi facciamo di lavoro, se poi faccia o meno ridere è un gusto personale, è completamente soggettivo". Tutto fa pensare, comunque, che a oggi i due potrebbero fumare il calumet della pace, e l'indizio, ancora una volta, arriva da Twitter.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Insomma, come direbbe il buon Maurizio Costanzo, "boni, state boni", che non c'è niente che abbassi così tanto il sex appeal come una lite a distanza a colpi, tanto per citare ancora l'ultimo, bellissimo Sanremo, di "gni gni gni".

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Personaggi