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Furio perde la sua Magda: è morta Irina Sanpiter di "Bianco Rosso e Verdone" dopo una lunga malattia

L'attrice di origine russa aveva 60 anni ed era da tempo malata di leucemia.

"Magda, tu mi adori? Allora lo vedi che la cosa è reciproca?" Noi adoreremo per sempre la destinataria di questa frase pronunciata da Carlo Verdone in Bianco Rosso e Verdone. Irina Sanpiter è morta all'età di 60 anni il 4 febbraio 2018 dopo aver combattuto per più di trent'anni con la leucemia. Era ricoverata da qualche mese al Policlinico in rigoroso, voluto silenzio. Una malattia durissima e lunghissima, della quale non aveva messo a conoscenza quasi nessuno. Aveva preferito vivere una vita defilata organizzando eventi e concerti musicali, sempre in seconda fila, dimentica di quella fama gigante che le aveva dato il film di Verdone. A dare l'annuncio pubblico rendendo il ricordo di Magda più collettivo che mai è stato proprio l'attore e regista romano che l'aveva fortemente voluta per quella parte da donna esasperata con gli occhi dolcissimi e malinconici, motivo esatto per cui la scritturò. Irina Sanpiter Magda di Bianco Rosso e Verdone, la moglie sfinita dell'ossessivo Furio socio ACI, l'epitome di tutte le donne che si sono ritrovate a combattere con le fissazioni dei mariti compulsivi e vedono la fuga come unica risposta. "Hai descritto me" le dicevano le fan che la fermavano per strada, ancora dopo trent'anni, additando mariti-Furio. Magda che nel film sognava la fuga con un misterioso affascinante playboy, il Raoul di quell'Angelo Infanti che la circuiva con passione finché lei non cedeva, scappando via da marito e figli che non sopportava più. Lei che, doppiata in piemontese dalla fantastica Solvejg D'Assunta, esclamava "Non ce la faccio più" con gli occhi pieni di lacrime, seduta sulla tazza del water poco prima di partire per votare. Una credibilissima maschera drammatica della comicità di Carlo Verdone che dietro lo scherzo, ovviamente, nascondeva delle verità crudissime sulle relazioni di coppia e sulle persone.

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Un post condiviso da Chris Martens (@chris.martens) in data: Feb 4, 2018 at 9:09 PST

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Irina Sanpiter era nata a Mosca nel settembre 1957 ed era diventata famosa per caso. Il cinema le era sempre piaciuto ma in Russia, sotto Breznev, si era laureata in tutt'altro. Il premio per gli studi era stato un viaggio in Italia e qui aveva subito tentato la fortuna al cinema. Carlo Verdone l'aveva conosciuta tramite Sergio Leone e lo sceneggiatore Giorgio Arlorio, la cui moglie era russa e parente di Irina. Le diedero la parte dopo un provino dove sbaragliò Isabella Rossellini e Ornella Muti. Dopo il successo enorme del film con Verdone, Irina Sanpiter ha girato solo un altro film come attrice, Lacrime napulitane di Ciro Ippolito. Basta cinema. Ha lavorato come organizzatrice di eventi e concerti rock. Tre anni dopo il film si innamora di Toni Evangelisti e nel giro di breve arriva la mazzata, per caso: scopre di essere malata, un linfoma. Irina Sanpiter all'epoca ha 27 anni. Non continua col cinema, con chi aveva conosciuto sul set non mantiene quasi rapporti. Si mette a fare altro.

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Un post condiviso da Roberto Fioravanti (@godai06) in data: Feb 4, 2018 at 8:53 PST

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In un'intervista rilasciata a Libero nel 2011, già in cura da tempo, aveva dato i dettagli della sua malattia raccontando che la dipendenza dai farmaci non le impediva di coltivare il desiderio di tornare, forse, al cinema, proprio per omaggiare quel personaggio scomodo. "In tutto questo tempo ho sempre rifiutato di raccontarmi in tv o ai giornali. E di raccontare Magda. Un po' perché non avevo capito di essere un mito, non ci ho mai creduto. Un po' perché il personaggio Magda, così forte, mi ha schiacciata" aveva rivelato, non senza una punta di nostalgia. Ma non se ne era fatto nulla, nemmeno per i 30 anni del film. "L'ultima volta la incontrai lo scorso anno all'Isola Tiberina durante la rassegna cinematografica estiva" ha raccontato Carlo Verdone su Facebook, promettendo di ricordarla sempre in quell'unica parte che le ha dato la fama. "Magda sarà sempre nel mio cuore come una delle creazioni più riuscite: era sempre allegra, spiritosa, ironica. Grazie Irina per aver condiviso con me una bella commedia rimasta nel cuore di tanti spettatori. Ti ricorderò per sempre cara, dolce amica" ha concluso Carlo Verdone. E noi con lui ci rivedremo, in silenzio, Bianco Rosso e Verdone. Esclamando per l'ennesima volta "Non ce la faccio piùùùù" con gli occhi sgranati. Ma mai come quelli di Irina Sanpiter, Magda l'esasperata, che non dimenticheremo mai.

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