Perché Emily Ratajkowski ci insegna che questo è (ancora) un mondo maschilista

La più hot delle supermodelle ha di recente confessato di essere stata più volte danneggiata, nella sua carriera da aspirante attrice, da un aspetto così seducente: in particolare, ha dichiarato, è il seno prosperoso a farle perdere le parti

image
Getty Images

Guarda te se tocca pure empatizzare con una semi dea, totalmente priva di qualunque tratto somatico simile a noi comuni mortali, e dal cognome impronunciabile come è Emily Ratajkowski. Sì, proprio quella che, come molte prima di lei, finge spudoratamente di assomigliare a noi, e ci prova a raccontarcela con tanto di foto in cui posa davanti a tavole imbandite. Il che, apriamo e chiudiamo parentesi, non vi rende più simpatiche ai nostri occhi, fanciulle baciate in fronte dalla chiamiamola fortuna, anzi, perché se hai un corpo del genere che, giustamente, ami mostrare al mondo, almeno dicci che ti fai un mazzo tanto per mantenerlo vicinissimo alla perfezione. Nonostante ciò, nonostante la sana e giusta ed esprimibile invidia che si prova di fronte a cotanto angelo di Victoria's Secret, oggi prendiamo le sue parti e il perché è molto semplice: anche le divine cadono vittime del sempre, tristemente verde maschilismo.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito

Getty Images

I fatti sono questi: la 26enne londinese, che più di una volta ha fatto esplodere Instagram con i suoi nudi, ha dichiarato ad Harper's Bazaar come spesso le capiti «che mi dicano di essere troppo sexy, ma questo è un atteggiamento contro le donne in generale, un atteggiamento maschilista. La gente non vuole lavorare con me perché ho il seno troppo grosso, ma, mi chiedo, che cosa c'è di sbagliato col fatto di avere le tette? È un bellissimo segno distintivo della femminilità e va celebrato. E poi, chi se ne importa! Sono fantastiche grandi, piccole, perché dovrebbero rappresentare un problema?». Beh, non fa una piega. E se ci arrabbiamo perché Lena Dunham è vittima di bodyshaming sia che sia grassa sia che dimagrisca, allo stesso modo è giusto stare dalla parte, stavolta, di Emily-praticamente-perfetta, perché è facile mettere un braccio intorno alle spalle della bruttina simpatica, lo è molto meno farlo se di fianco si ha la Venere del Botticelli. Che, a quanto pare, ha anche un bella testolina pensante e ci dice che «è davvero stupido e frustrante che la società maschilista di oggi pensi che tu non possa essere allo stesso tempo una donna che ne sa di politica, una femminista e sì, anche un sex symbol». Cara Emily, una piccola parte di noi continuerà a non trovarti, diciamo, adorabile e presentabile con nonchalance al proprio partner, ma speriamo di cuore di vederti presto sfoggiare tette e tutto il resto in un film degno del tuo bel cervello.

Pubblicità - Continua a leggere di seguito
Altri da Personaggi