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Paul Dano ci racconta com'è stato trasformarsi in uno dei Beach Boys

L'attore newyorkese che abbiamo visto di recente in Youth - La giovinezza torna al cinema nel  film Love & Mercy, dove è  il cantautore e fondatore dei Beach Boys, Brian Wilson, da giovane

Paul Dano è elegante, riservato, giovanile, bohémien, proprio come Brian Wilson, il cantautore e fondatore dei Beach Boys, che l'attore interpreta nel suo ultimo film, Love & Mercy, ora nelle sale. La sua leggera timidezza e sensibilità nascondono quello che è invece un totale controllo della sua capacità di recitazione. La stessa che lo ha reso famoso, all'inizio, in Taking lives con Angelina Jolie, fino a Little Miss Sunshine, che gli ha definitivamente aperto le porte di Hollywood, oltre a fargli vincere il Critics Choice Award come miglior giovane attore. E che abbiamo apprezzato recentemente in Youth - La giovinezza di Sorrentino.

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Ci dica qualcosa delle sue origini e dei suoi inizi.

Sono nato a Manhattan, New York, e a 12 anni mi sono innamorato di palcoscenico e cinema, dopo aver capito che non avrei mai potuto realizzare il mio sogno: diventare un giocatore di pallacanestro Nba. Guardavo ogni genere di film: da Scemo più scemo ai capolavori di registi come Hal Hasby (Harold & Maude), Il lungo addio di Robert Altman, Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman, insomma un cinefilo al 100 per cento.

Di cosa parla il suo ultimo film, Love & Mercy?

È un ritratto intimo e non convenzionale di Brian Wilson, l'enigmatico cantante, compositore e co-fondatore dei Beach Boys. Possiamo dire che era un tipo istrionico, irascibile, autoritario, ma non si può dimenticarne il genio, la competenza in fatto di strumenti e spartiti, oltre che la sua capacità di prevedere quello che sarebbe stato il panorama musicale a venire. Io interpreto Brian da giovane, durante gli anni iniziali della band, mentre John Cusack impersona il Brian Wilson successivo.

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Le canzoni che predilige?

Good vibrations e gli album Pet sounds e Smile, validi musicalmente ancora oggi, ambientati negli anni '60, in California, tra sole, palme, i primi surfisti, con la musica pop dei The Monkees, Mamas & Papas, Sonny & Cher...

Un film che si poteva girare solo in California?

Sì, e anche se mi sono divertito ad andare in spiaggia e a crogiolarmi al sole per tutto il film, preferisco pioggia e neve, perché sono un newyorker per antonomasia. Della mia città adoro l'energia, l'odore dell'asfalto, le notti insonni, la gente che corre sempre ed è arrabbiata, il rispetto per culture e cibo altrui.

A proposito di gastronomia, la sua cucina preferita?

Vivo nel quartiere di Brooklyn e, di conseguenza, preferisco i piatti italiani con, in testa, la pizza, seguita da gnocchi al burro e salvia. 

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