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Soldi e lavoro, per Roberta Cocco «le donne devono farsi valere»

Noi di Gioia! abbiamo scelto 6 testimonial per commentare il nostro sondaggio sull'ambizione, dove si parla anche di carriera e famiglia: ecco cosa ci ha detto Roberta Cocco, direttore piani di sviluppo nazionale di Microsoft Western Europe e madre di 3 figli

Il sondaggio sull'ambizione realizzato da Gioia! parlava anche di carriera e famiglia, quindi di soldi e lavoro. Se la relazione tra le nostre lettrici e il denaro fosse uno status di Facebook, sarebbe «relazione complicata»: averne molto è in fondo alle priorità della vita,  ma guadagnare di più è l'ambito in cui vorrebbero impegnarsi soprattutto le under 30,  che poi sono le nuove generazioni a cui Roberta Cocco, direttore piani di sviluppo nazionale di Microsoft Western Europe, ha dedicato il suo progetto Nuvola rosa che sostiene la formazione tecnico-scientifica delle ragazze, ambito in cui anche le loro retribuzioni sono alte.

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Donne e denaro: un tabù?

Sì, e va sdoganato: non come esibizione della ricchezza, ma come valore intrinseco, ancor di più come diritto di parità assoluta alla retribuzione tra uomini e donne.

Concreta e fulminea, lei ha subito individuato il punto: è necessario superare il gender gap.

Denaro come potere: questo concetto affiancato agli uomini richiama caratteristiche positive. Per quanto mi riguarda, non ho mai considerato il denaro in senso negativo ma non l'ho mai nemmeno messo tra le mie priorità. Vero è che non potrei fare la vita che faccio senza permettermi degli aiuti per la mia gestione famigliare, che comprende tre figli dai 10 ai 14 anni. E questo credo valga per tutte.

Il denaro è importante per il valore d'uso, dunque, non come status symbol.

Esatto. Tra l'altro, nei Paesi avanzati come in quelli più arretrati, quando la donna ha buone possibilità economiche mette sempre queste risorse innanzitutto a disposizione della propria comunità, della famiglia, anche in senso allargato. 

Leggi anche l'intervista ad Annalisa Paresi  presidente di Malìparmi.                                                                

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