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Roberta Vinci si racconta: «Non temo i rovesci»

Sacrificio, dedizione, tenacia: è la lezione di vita della tennista tarantina, diventata il numero 8 nella classifica mondiale, che ha un consiglio per tutte le donne: «Ponetevi obbiettivi sempre più importanti!»

Getty Images

Ora che Roberta Vinci è diventata la tennista numero otto al mondo, unica italiana di sempre ad aver vinto su tutte le superfici di gioco, la storica impresa di aver battuto Serena Williams, la capoclassifica, la più forte del pianeta, lo scorso settembre agli Us Open, appare per quello che è veramente: il passo definitivo della scalata al vertice. Occhi verdi e sorriso perfetto, un grande amore per il canto e un pari odio per il ballo, la tarantina Vinci appena può passeggia sul lungomare di Palermo, lì vive, facendo shopping – «è il mio modo di staccare da tutto e da tutti» – e mangiando una brioche con il gelato: «non sopporto di stare a dieta». Adesso Roberta è tornata, finalmente, in patria per gli Internazionali d'Italia a Roma fino al 15 maggio. Un forte dolore al piede ha condizionato le sue ultime apparizioni, ma lei non si lascia abbattere.

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Stato d'animo attuale?

Ottimo! Entrare nella top ten dopo una stagione fantastica come quella scorsa ed essere proiettata alle Olimpiadi di Rio de Janeiro mi dà una carica incredibile. Spero che l'infortunio passi. Ci tengo a fare bene gli Internazionali: spesso però quando gioco a Roma, sarà perché mi sento a casa, mi metto un po' troppa pressione addosso e non sempre il mio tennis è quello che desidero esprimere.

Noi tifiamo per lei. Quante ore al giorno dedica agli allenamenti?

Mi alleno praticamente ogni giorno per almeno cinque ore.

È importante temprare il corpo ma anche la testa: sia alla vittoria, ma pure alle sconfitte. Giusto? 

Mente e corpo vanno di pari passo. Devo tenere una concentrazione che mi consenta di migliorarmi e migliorare la mia prestazione ogni giorno. Specialmente per un'atleta che passa molto tempo da sola e senza una squadra con cui condividere le sconfitte è sicuramente più difficile affrontare i momenti brutti; devi sempre trovare stimoli nuovi o un modo per superare il momento in cui i risultati non sono quelli che vorresti vedere.

Roberta, in una vita di sfide continue è importante essere ambiziose?

Sì, l'ambizione per me vuol dire porsi obiettivi sempre più importanti e a ogni stagione alzare l'asticella. Quando inizi a saltare in alto e ci prendi gusto, poi vuoi arrivare ancora e ancora più su. 

Siamo d'accordo. L'ambizione è un desiderio che fa evolvere noi e chi ci sta intorno: che cosa le piacerebbe che le ragazze ammirassero in lei?

La capacità di sacrificio, la dedizione e il volere fortemente una cosa: sono gli unici atteggiamenti che pagano davvero nella vita. Lo sport, che sia praticato ad alti livelli o amatoriale, ti dà questi incentivi e questa mentalità, oltre a essere sinonimo di star bene. Invece alle giovani tenniste voglio dire: spero che un giorno vi possa piacere il mio rovescio tagliato, molto inusuale nel circuito femminile (e qui ride).

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Essere una guida è importante quanto saper seguire qualcuno?

Credo sia fondamentale. Una guida è chi trova i giusti modi per trasmetterti una mentalità sana e vincente, tenendoti sempre "sul pezzo" e concentrata: così non ti fa sentire imbattibile quando ti riesce tutto e, allo stesso tempo, ti aiuta a tenere alta la testa quando le cose non vanno. Soprattutto quando inizi a giocare da piccola, trovare una vera guida è difficile ed è una gran fortuna. Però poi a un certo punto della tua carriera devi anche essere bravo a saperla scegliere. 

A proposito di carriera. Lei è sempre in giro per il mondo: quanto sacrifica della sua vita privata?

Molto. Però sto collezionando meravigliose esperienze di vita e mi dico: dai Roberta, vedrai che ci sarà tempo per tutto!

Chi invece adesso ha parecchio tempo è la sua amica Flavia Pennetta: che cosa le individa di più? Il fidanzato ad esempio?

(Ride) Il fidanzato no, ma che abbia smesso di giocare e si stia finalmente rilassando dopo una vita sui campi. Anche se, conoscendo Flavia e il suo amore per questo sport, credo che qualche volta sia lei a invidiare me, che sono ancora in campo.

E fino a quando pensa di giocare?

Fino a quando riuscirò a divertirmi.

Un'ultima curiosità: se si trovasse in ascensore con la Williams cosa le direbbe?

 Semplicemente… Ciao Serena.                                              

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