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Alicia Vikander è Angelina Jolie 17 anni dopo e nei panni di Lara Croft è atomica

2 ore al giorno in palestra, 6 giorni la settimana: così l'attrice svedese racconta di essersi fatta il fisico necessario per competere con la Jolie nel ruolo della sexy archeologa che la consacrò come star e il risultato lo vedremo al cinema il 15 marzo 2018

Alicia Vikander fisico
Getty Images

Quando Alicia Vikander ha intrapreso il viaggio che l'ha portata a mettere su quattro chili di soli muscoli e a diventare Lara Croft, la sua ispirazione dal punto di vista ginnico è stato l'amico e connazionale svedese Alexander Skarsgård. «Ho detto al mio personal trainer che volevo assomigliare ad Alexander in Tarzan», ridacchia lei. «Era lui il mio obiettivo finale». Obiettivo raggiunto, o almeno così si direbbe dalle ultime paparazzate su una nave al largo di Ibiza, dove Alicia ha mostrato addominali d'acciaio, coordinati a quelli del neomarito Michael Fassbender (che ha sposato lo scorso ottobre proprio sull'isola spagnola). Basterà ad accontentare i fan dell'universo di Tomb raider, molti dei quali fedelissimi alla performance di Angelina Jolie, che ha vestito in precedenza i panni dell'amazzone dell'omonimo videogame?

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Alicia Vikander nel ruolo di Lara Croft in Tomb raider, nelle sale dal 15 marzo 2018.

Alicia sembra ottimista sul successo del nuovo capitolo della saga, in arrivo il 15 marzo 2018. Ed è bella da togliere il fiato, come sempre. Con una camicia che nasconde i frutti dei suoi sforzi in palestra - anche se sostiene che siano più o meno svaniti - l'attrice (premio Oscar 2016 come migliore interprete non protagonista per The Danish girl) è semplice eppure piena di glamour. Capelli castani lasciati liberi sulle spalle, occhi scuri e penetranti, è un tipo alla mano e disposta a chiacchierare, ma fino a un certo punto. Sembra sempre di avvertire, sul fondo, un sottile ma impenetrabile strato di ghiaccio. Sotto il quale tiene ben protetta e nascosta la sua vita privata, e soprattutto quella di coppia con il suo famoso marito. Un avvertimento del suo ufficio stampa rende ancora più chiaro il concetto. Quando si parla di Lara Croft, però, Alicia è aperta e non esita a far mostra della sua sicurezza sull'imminente blockbuster che potrebbe plasmare, o distruggere, la sua carriera da superstar di 29 anni. Sull'inevitabile confronto con Angelina Jolie è pronta a prendere le distanze, sostenendo che la sua versione è una storia sulle origini di Lara Croft, e racconterà un capitolo inesplorato della vita dell'eroina, proiettando il nuovo film su un "altro livello".

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Alicia Vikander con il marito Michael Fassbender: si sono sposati a Ibiza nell'ottobre 2017.
Getty Images

Si può dire che Lara Croft sia una delle prime icone femministe dei videogiochi e di Hollywood. Immagino che questo aspetto del personaggio l'abbia attirata.

Certo. Ci ho giocato alla Playstation con gli amici dei miei fratellastri (i genitori si sono separati quando aveva solo due mesi, ndr), sono cresciuta guardando i film della saga con Angelina. I videogiochi sono di solito un mondo dominato dagli uomini, mi intrigava una protagonista femminile così.

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Nessuna esitazione ad accettare il ruolo?

All'inizio ero scettica: perché mai dovresti mettere mano a qualcosa che è già stato fatto? Persino quando ne ho parlato a mia mamma, mi ha subito risposto: «Oh, il film con Angelina Jolie, era bravissima».

Temeva il confronto?

Non potrei mai competere con Angelina, è perfetta! Ha trasformato Lara Croft in un'icona perché lei stessa è un'icona. Questa sarà un'interpretazione diversa, focalizzata sul reboot del gioco uscito quattro anni fa. Racconta le origini di tutto: ovviamente non stiamo cercando di copiare o reinventare ciò che è già stato fatto.

Angelina Jolie nei panni di Lara Croft nel 2001.

Ci può dire qualcosa di più sulla storia?

Spiega come Lara si è trasformata in tomb raider, come è diventata un'archeologa-avventuriera, e quindi la vediamo in un momento diverso della sua vita, mentre cerca di capire chi è, quale strada intraprendere. Sta per diventare un'eroina, ma allo stesso tempo è anche una ragazza normale, che vive nella zona est di Londra. Ha l'impeto, l'energia e lo spirito di sempre, ma senza alcuna esperienza.

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Allenarsi per la parte è stato difficile?

Per niente (ride). Non ho mai imparato tanto sulla mia fisicità. Ero scioccata da come il mio corpo reagiva all'allenamento.

Voglio fare tutto quanto è in mio potere per lavorare con donne talentuose, e promuovere il cambiamento positivo che sta avvenendo a Hollywood

Lo sta continuando?

No, purtroppo l'ho un po' perso per strada. Sei giorni alla settimana in palestra, per due ore ogni volta: era davvero faticoso, ferreo. Senza il mio fantastico personal trainer, Magnus, non ho più la stessa disciplina. Anche se qualcosa mi è rimasto dai tempi in cui facevo la ballerina.

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Il passato nella danza le è servito?

È un mondo diverso. Ma è stato anche uno dei motivi per cui volevo fare una cosa così, ero alla ricerca di una parte con una fisicità ad alta resistenza. E non c'è niente di più fisico del ruolo di Lara Croft.

Ha appena debuttato come produttrice con Euphoria, dove recita anche, al fianco di Eva Green. Pensa che in futuro potrebbe fare anche la regista?

Non so ancora. Mi piace l'idea, ma la realtà è una cosa completamente diversa, e ci vorrebbe davvero la storia giusta, alla quale appassionarmi e sentirmi legata.

Che ostacoli ha incontrato come produttrice?

È stata una sfida spaventosa, ma sono rimasta sorpresa da quanto mi sia venuto naturale e facile. Mi sono sentita molto a mio agio in quel ruolo e mi è piaciuto essere coinvolta in ogni passaggio. A volte, da attore, ti avvicini a un film una settimana prima dell'inizio delle riprese. Qui, invece, sono stata testimone fin dalla nascita di questo progetto meraviglioso. Ogni compito come produttrice era nuovo per me, e anche se ci sono stati gli inevitabili intoppi lungo la strada, ho imparato tanto.

Alicia Vikander ai Golden Globes 2018.
Getty Images

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Come vede l'evoluzione che in questo momento sta attraversando Hollywood?

La società si sta trasformando in meglio, e fino a che si continuerà a parlarne, il cambiamento sarà positivo. La diversità è la chiave giusta per raccontare ogni storia. E io voglio fare tutto quanto è in mio potere per lavorare con donne incredibilmente talentuose, e promuovere questo cambiamento.

Sono passati quasi due anni da quando ha vinto l'Oscar. So che il giorno dopo ha lasciato la statuetta a Los Angeles. L'ha poi recuperata?

Sì, siamo di nuovo insieme dopo una relazione a distanza. È dura (ride, ndr). Lavoravo così tanto, temevo di perderla con tutti quei viaggi, e poi è pesante, non potevo trascinarmela dietro. Ho pensato fosse più sicuro affidarlo alla figlia di amici, sapevo che se ne sarebbe presa cura. Mi mandava sempre aggiornamenti e messaggi via Facetime, per farmi sapere che stava bene.

Alicia Vikander con il premio Oscar vinto nel 2016 per la sua interpretazione nel film The danish girl.
Getty Images

Quindi ora vive con lei. Ha messo l'Oscar sul caminetto?

Non ho ancora deciso dove andrà. È molto appariscente, serve il posto giusto.

Ha citato Facetime, ma si dice che lei non sia una grande fan dei social. Ha cambiato idea?

Per niente. Non mi interessano, sono già in contatto con i miei amici e la mia famiglia, non ne sento il bisogno.

Mai avuto nemmeno un account?

Per un po' Facebook, poi ho smesso. Ho avuto Instagram, ma non mi piace l'idea di dover condivere foto ogni giorno, c'è troppa pressione a postarne di belle e io non sono brava. E poi mi piace la privacy, preferisco tenere le cose per me.

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