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Bianca Guaccero, combattente in tv e nelle vita: "Nel silenzio mi sono ritrovata"

Riscoprire se stesse nel silenzio. Proprio quando si capisce di essere disarmate davanti al dolore. Al suo ritorno in tv con In punta di piedi, Bianca Guaccero racconta la propria rinascita dopo la separazione dal marito

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Getty Images

Un vestito rosso fuoco, i capelli tirati indietro sul capo, con il gel, e uno sguardo fiero, a testa alta. Bianca Guaccero si presenta con un look da combattente: come il suo personaggio di In punta di piedi, in onda il 5 febbraio su Rai Uno, ma anche come lei, reduce da un anno particolarmente doloroso. Lo scorso aprile l'attrice si è infatti separata dal marito. A comunicarlo è stato lo stesso coniuge Dario Acocella, alcuni mesi dopo, su Facebook. Lei, invece, ha continuato a non rilasciare dichiarazioni: è rimasta in silenzio, lasciandosi attraversare dal dolore. Ancora adesso è (giustamente) restia ad affrontare l'argomento. Ma forse non è nemmeno necessario: a parlare per lei è l'orgoglio che traspare quando commenta il suo personaggio, Lorenza, una donna forte che non si arrende al dolore, alle sconfitte, ai compromessi. Nemmeno quando questi portano il nome di "Camorra". Un modello dunque di speranza e grinta femminile nel quale Bianca sembra perdersi e ritrovarsi al contempo. "Come donna, questo personaggio mi ha dato molto", ammette l'attrice.

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In che senso?

Mi lascio sempre trainare dai personaggi: sono loro a insegnare qualcosa a me e spesso, come è accaduto per In punta di piedi, mi lasciano una speranza. In particolare per interpretare Lorenza, per dare corpo e voce alla sua grande sicurezza, ho dovuto lavorare sulle mie insicurezze.

Suona molto impegnativo...

In generale, per esprimere un dolore lo devi prima aver visto dentro di te e metabolizzato: solo così puoi raccontarlo. Qualora, come nel caso di Lorenza, tu non abbia mai sperimentato la sofferenza attraversata dal personaggio, allora è lui a guidarti verso l'elaborazione. Non è un caso se molti attori paragonano la recitazione a una seduta di psicoanalisi...

Può accadere che il personaggio ti conduca in luoghi che non si vorrebbe mai esplorare emotivamente?

Eccome, ma proprio per questo bisogna seguirlo e andarci: bisogna avere il coraggio di illuminare le nostri parti più buie. Certo, bisogna farlo con cautela, ma è fondamentale perché, quando questo accade, qualcosa si sblocca nella nostra vita. Porta sempre a una svolta.

Bianca Guaccero con Giorgia Agata, nel film tv In punta di piedi

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Lei si considera una persona equilibrata e risolta emotivamente?

Mo' vuoi assai, per usare un'espressione delle mie parti… Diciamo che "risolta emotivamente" è una parolona. Di certo quest'anno è stato importante per capire profondamente tante cose, nelle quali magari sono stata carente oppure ho sbagliato. Ho compreso più profondamente chi sono e oggi mi sento una donna libera.

Quanto è importante concedersi il lusso di fare silenzio, per capire la situazione e capirsi profondamente, dopo dolori grandi come la fine di un matrimonio?

Una volta ho scritto una frase dove dicevo che nel silenzio non si cela l'assenza, ma l'essenza. Per me è così: nel silenzio trovo l'essenza delle cose, dei miei pensieri, di quella che sono. Certo, spesso è un lusso concedersi di fermarsi a fare silenzio, perché tra i figli, il lavoro e i vari impegni, conduciamo tutti una vita frenetica. Purtroppo i ritmi di oggi non ti danno molti spazi per pensare. Eppure è fondamentale fermarsi e fare silenzio. Anche per una forma di rispetto verso tutte le persone coinvolte nella separazione, in primis i figli.

Se si fa silenzio, bisogna però anche accettare di sentire in maniera più chiara il dolore e, magari, di trovarsi disarmati di fronte ad esso.

Il dolore non va ostacolato: ti devi fare attraversare dalla sofferenza, anche quando fa molto male, anche quando pensi di non uscirne più. A me è successo: ci sono stati momenti dove credevo che il dolore sarebbe stato più forte di me e non sapevo quindi come uscirmene. Poi ho iniziato a procedere un giorno alla volta: piano piano, senza ansia e senza fretta. Lentamente, ho iniziato a superare quel dolore e a certo punto ho ritrovato la luce. E nella luce ho ritrovato me stessa: Bianca. Quando questo è successo mi sono perdonata molte cose e ho ritrovato qualcosa di me che, probabilmente, avevo perso.

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Nella fiction, a un certo punto il suo personaggio fa un discorso molto bello: dice che nella vita ognuno di noi deve sempre scegliere se lasciare trasparire il proprio lato luminoso o quello buio, ma che, quando si danza, il primo può brillare senza ostacoli, spontaneamente. È così anche nella recitazione?

Il discorso di Lorenza è applicabile all'arte in generale tant'è vero che ho sempre definito la recitazione come "il mio bocchettone d'ossigeno". Spesso nella vita siamo costretti a interpretare un ruolo, a indossare una maschera. Il palco invece è un lasciapassare per la libertà: la libertà di esistere, di creare, di trasformare situazioni negative in cose costruttive.

Dopo In punta di piedi, quali sono i suoi prossimi progetti?

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Sarò nel film Il grande spirito, di e con Sergio Rubini. Come tutte le pellicole di Rubini, si tratta di una storia fuori dagli schemi ma molto poetica. Interpreto un'estetista. Stiamo poi ragionando su altri progetti, anche molto importanti, ma per ora non posso anticipare altro.

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