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Sharon Stone è nelle nostre mani: "lascio decidere a voi il gran finale"

La diva più desiderata degli anni 80 è protagonista di Mosaic, il film di Steven Soderbergh dove è lo spettatore a decidere il finale: l'ennesima sfida di una guerriera che ha sconfitto la malattia ed è venuta a patti con l'età, ma è ancora lei (guardare per credere)

Gettyimages.com

Non ha mai avuto paura di far parlare di sé, Sharon Stone, fin da quando in Basic instinct decise di togliersi le mutandine e accavallare le gambe davanti a una telecamera. Si diventa leggenda anche così. E, nel suo caso, lo si resta. Splendida nei suoi 59 anni («E sono fiera di non avere mai mentito sulla mia età»), l'attrice è appena diventata parte di un'avventura che ha del fantascientifico: Mosaic, ovvero un film da guardare via app, sullo smartphone, che evolve a seconda delle scelte dello spettatore. In versione lineare è anche una miniserie tv (in Italia va in onda su Sky Atlantic dal 30 gennaio 2018alle 21.15).

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Sharon Stone nel ruolo di Olivia Lake in Mosaic.
Claudette Barius HBO

Diretto da Steven Soderbergh, Mosaic poggia su un'idea di base semplice quanto stupefacente: lasciare ogni decisione a chi guarda. "Doveva essere un progetto per bambini, poi Steven l'ha applicato al mondo adulto", spiega entusiasta l'attrice. "Consiglio a tutti di provarlo personalmente, è un'esperienza da non raccontare troppo, perché va vissuta".

Sharon Stone sul set di Mosaic con il regista Steven Soderbergh (a destra).
Claudette Barius HBO

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Almeno un accenno alla trama: tutto ruota attorno all'omicidio di Olivia Lake, autrice di libri per bambini, a Park City, Utah, proprio dove ogni anno si tiene il Sundance Film Festival di Robert Redford…

Questa è la partenza, poi la trama si evolve a seconda delle scelte dello spettatore, a cui può toccare perfino di scoprire l'assassino! Ma non posso aggiungere altro.

Si sente ancora un'innovatrice?

Mi piacciono le sfide, come a tanti altri attori. Questo progetto in particolare evidentemente corrisponde all'evoluzione del nostro mondo sempre più tecnologico e social. Anche se io sono una che continua a leggere, e prego tutti di farlo, di non pensare solo a Twitter.

Una bomba sexy rischia di non essere presa sul serio quando decide di impegnarsi in una causa difficile

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Di recente ha ricevuto premi per il suo impegno come attivista nei confronti della comunità Lgbt e delle persone affette da Hiv, oltre che per la lotta all'Aids. Vuole parlare del suo lato "serio"?

Sapevo bene che una bomba sexy rischia di non essere presa sul serio quando decide di impegnarsi in una causa difficile. Ho esitato. Ma poi ci ho pensato su e, supportata da tanti amici che mi conoscono veramente, ho trovato il coraggio di buttarmi. Da tempo ho imparato a non curarmi di quel che pensa la gente, ma volevo essere sicura di risultare credibile.

Esorto tutte le donne a smettere di avere paura e a parlare: dobbiamo lottare per la nostra felicità

Lei si è sempre battuta anche per l'uguaglianza delle donne, in tutti i campi.

Sono nata in un paesino della Pennsylvania, i miei genitori erano entrambi operai in una fabbrica di colla. Certo non eravamo ricchi, ma mi hanno instillato valori nobili, etica del lavoro e un grande senso di comunità. Da ragazza ho lavorato duro, anche come cameriera, per arrivare dove sono ora. E mi sono trovata davanti chi mi sottovalutava e cercava di approfittarsene, provando a mettermi una mano sul sedere o altro… Ho fatto la modella prima di approdare al cinema. Non è un ambiente facile, ma ho sempre lavorato duramente per affermare i miei diritti, ricordando quello che mi ha insegnato mio padre: "Sharon, se non pretendi rispetto dagli altri, se non lo imponi, nessuno te lo dà". Esorto tutte le donne a smettere di avere paura, sul serio, e a parlare. Dobbiamo lottare per quello che ci spetta e per la nostra felicità.

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Sharon Stone al gala Cinema against Aids, organizzato da amFAR, una delle maggiori associazioni che supportano la ricerca contro l'Hiv, di cui l'attrice è testimonial.

Lei è un esempio di lottatrice: ha superato un aneurisma al cervello, nel 2001, e un infarto nel 2004.

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Non nascondo che sia stata molto dura. Per alcuni anni non sono stata me stessa e so che non tornerò mai completamente come prima. Dopo quel che mi è successo non riuscivo a parlare bene, balbettavo spesso, non potevo leggere - una privazione gravissima per un topo da biblioteca come me. Non sentivo bene da un orecchio, avevo problemi a un ginocchio e camminavo un po' storta... Ci è voluto parecchio perché mi rimettessi. Ma sono convinta che valga sempre la pena di lottare per vivere.

Stone Stone in una scena di Mosaic insieme a Frederick Weller.
Claudette Barius HBO

Lei sembra molto più giovane della sua età. Quali sono i suoi consigli per contrastare il tempo che passa?

Prima di tutto, imparare a volersi bene. Dopo i quarant'anni si comincia a invecchiare e ci si rende conto che il proprio corpo non è più quello di una volta. Per un certo periodo mi sono sentita seriamente depressa. Mi sembrava tutto fuori controllo, ingrassavo, non mi riconoscevo più.

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E allora?

Poi mi sono decisa a scegliere uno sport o un modo per rimanere in forma, possibilmente divertendomi. Ho scelto la danza, considerando che tanti ballerini hanno corpi straordinari anche da anziani. E poi non bevo più solo acqua: ho integrato con il latte, che mi dà la piacevole sensazione di rafforzare le ossa. Per il viso curo tanto l'idratazione, e difendo la pelle dai danni del sole. Del resto amo stare all'aria aperta, andare in barca, sulla spiaggia, perfino guidare decapottabili. Ho dovuto adeguarmi e imparare a proteggermi.

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Un post condiviso da Sharon Stone (@sharonstone) in data: Dic 12, 2017 at 4:00 PST

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Non ha più paura di invecchiare?

Non ho mai temuto di rivelare la mia vera età, anche perché col tempo sono diventata più saggia. Non mi interessa andare a letto con un uomo, a meno che non veda qualcosa di profondo e serio in lui. Preferisco un buon amico e una buona conversazione al dramma. E poi ho i miei figli (ha adottato Roan Joseph nel 2000, all'epoca del matrimonio con Phil Bronstein, direttore del quotidiano San Francisco Chronicle, e poi, nel 2005 e nel 2006, Laird Vonne e Quinn Kelly, ndr) che mi tengono sempre giovane, mi organizzano feste a sorpresa o mi fanno sempre regalini e complimenti stupendi. In fondo, il miglior antidoto contro la vecchiaia e qualsiasi altro danno non è forse l'amore?

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Un post condiviso da Sharon Stone (@sharonstone) in data: Mag 14, 2017 at 11:33 PDT

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